Liberazione 21 maggio 2001Il movimento contro la globalizzazione a
Barcellona ha vinto senza combattere. Laltro ieri
la Banca Mondiale ha annunciato lannullamento del vertice sulle povertà previsto
nella città catalana dal 25 al 27 giugno per «ragioni di ordine pubblico» legate
alle contestazioni annunciate da tempo dal movimento spagnolo e internazionale. Da Parigi
Caroline Anstey, portavoce della Banca Mondiale ha infatti dichiarato: «Una conferenza
sulla riduzione della povertà dovrebbe svolgersi in un clima pacifico,
senza provocazioni, violenze o intimidazioni. Nonostante i nostri sforzi
per stabilire una relazione con alcuni gruppi che preparano le
manifestazioni e coinvolgerli nella conferenza, molti di questi hanno
mostrato lintenzione di non contribuire in maniera costruttiva al
dibattito, ma di interromperlo. Non intendiamo esporre una serie di
docenti e personalità accademiche di tutto il mondo, né i nostri ospiti
spagnoli, a una situazione simile». Anstey ha poi aggiunto: «E il
momento di pronunciarsi contro questo tipo di intimidazioni contro il
libero dibattito».
Una ritirata strategica, quella della Banca mondiale, che fa esultare
invece il movimento spagnolo. «Si sottraggono allunico confronto
possibile, quello della cittadinanza che pacificamente manifesta la
propria opposizione alle loro politiche» risponde Josep Maria, giovane
esponente del Movimiento de Resistencia Global, una delle 300
strutture che hanno dato vita in questi mesi alla Campagna unitaria
contro la Banca Mondiale, la rete catalana promotrice delle
manifestazioni e del controvertice previsti in contemporanea alla
conferenza.
I gruppi tanto «pericolosi» di cui parla la signora Anstey, infatti,
coinvolgono la quasi totalità della sinistra sociale e politica catalana e
spagnola, dai maggiori sindacati (Comissiones Obreras e UGT) a
Izquierda Unida, dal sindacato radicale CGT ad Attac, con una fortissima
partecipazione di giovani attraverso il neonato MRG.
«Consideriamo lannullamento della conferenza un risultato senza
precedenti del movimento contro la globalizzazione capitalista», recita il
comunicato dei contestatori «che costituisce una chiara dimostrazione
del fatto che la mobilitazione sociale può risultare determinante
nellopposizione allattuale modello neoliberista».
«Domani ci riuniremo per affrontare la nuova situazione» continua Josep
Maria «ma di certo manterremo gli appuntamenti di mobilitazione e di
dibattito previsti, con qualche aggiustamento rispetto alle azioni di
blocco dei delegati, che hanno già avuto successo senza bisogno di
muoversi....». Lobiettivo, ripetono al quartier generale della protesta, è
quello di rendere Barcellona una tappa verso le grandi manifestazioni
contro il G8 di Genova, che anche dalla Spagna si annunciano molto
partecipate.
Flavia D'Angeli
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