La data del due giugno non è
stata scelta a caso. Perché contemporaneamente si è manifestato davanti a tutte le
ambasciate e i consolati italiani dEuropa, ma soprattutto perché è il giorno della
Repubblica. Oggi il Paese celebra il giorno in cui gli italiani hanno scelto la
democrazia dice Manuela, una delle portavoci della Rage, la rete
antiglobalizzazione economica a noi viene proibito di far circolare liberamente le
nostre idee. Il due giugno è però anche il giorno della parata militare. Oggi
ai Fori Imperiali spiega al megafono una ragazza cerano 7mila
militari. E solo un assaggio di quello che succederà a Genova dove ne saranno
schierati ben 18mila. La loro intenzione è quella di varcare quella zona rossa, di
invadere simbolicamente quel luogo in cui otto perrsone soltanto decidono i destini
del mondo.
Insieme ai duecento ragazzi del movimento cerano
anche il senatore di Rifondazione Comunista, Giovanni Russo Spena, e quello dei Verdi
Paolo Cento, che ne ha approfittato anche per chiedere che in Italia siano rilanciate
le tematiche ambientali, e che il paese si schieri compatto e senza incertezze a favore
del trattato di Kyoto.
Laccesso al Viminale era bloccato da un
cordone di poliziotti, ma la manifestazione si è svolta senza alcun problema anche se i
giovanti anti globalizzazione si sono lamentati perché il furgone che conteneva le loro
armi prima di arrivare in piazza è stato portato in questura per un
controllo.
Pacifica, promettono, sarà anche la loro presenza
a Genova e a chi gli ricorda le scene di guerriglia alle quali si è già assitito,
rispondono che queste cose accadono solo se si impedisce alla gente di manifestare
il proprio pensiero. Forse è il pensiero libero che fa paura.