Manifesto 14 giugno 2001

VERSO GENOVA

105 NEL NETWORK

Si vedranno a Genova, il 7 e 8 luglio, per discutere di "Globalizzazione e movimenti". Con qualche possibile variazione di programma. Nel senso che se ad esempio George W. Bush dovesse decidere di fare una capatina a Roma proprio in quei giorni, non esiteranno ad annullare l'incontro per spostarsi tutti nella capitale. Sono le 105 organizzazioni che hanno finora aderito al Network per i diritti globali (tra questi numerosi centri sociali, i Cobas e cinque circoli Arci del Veneto). Nel frattempo, si vedranno tutti domenica a Genova per decidere sulle tappe di avvicinamento al controvertice e sulle iniziative anti-G8.

COBAS IN PIAZZA

Uno sciopero nazionale di 24 ore, il 20 luglio, per "consentire la massima partecipazione dei lavoratori e delle lavoratrici alla protesta contro i 'padroni del mondo'". Lo annunciano i Cobas, che precisano che si doteranno di "strumenti difensivi per garantire un servizio di sicurezza che garantisca a tutti di scendere in piazza con tranquillità" e che i militanti indosseranno le "magliette a strisce (con la scritta 'inflessibili') che i giovani di Genova resero famose nella lotta contro il governo Tambroni".

GOVERNO ALLA PROVA

"Il vero battesimo del nuovo Governo verrà dal G8 in programma a Genova. Là capiremo davvero chi e che cosa abbiamo eletto il 13 maggio". A scriverlo è il settimanale Famiglia cristiana, che fornisce un promemoria sulle "grandi poste in gioco": dal debito dei paesi poveri alla tutela dell'ambiente, alla bioetica, alla lotta contro le mafie internazionali. "In parole povere il futuro del mondo", conclude il periodico cattolico.

GIORNALISTI E G8

"Nessuno che dica una cosa banale ma importante: che isolare una città o impedire la libera circolazione delle persone solo perché si deve svolgere un vertice internazionale è un fatto molto grave. E che gli Stati hanno il dovere di reprimere i reati ma non possono impedire la libera manifestazione non violenta del pensiero". In una lettera inviata al Barbiere della sera (www.barbieredellasera.com) Paolo Rastelli del Corriere della sera non usa mezzi termini per attaccare il modo in cui i media stanno informando sul G8. "Ritengo che il blocco preventivo sia una cosa ignobile, che ricorda il ventennio fascista in cui si mettevano in galera i vecchi anarchici come misura di sicurezza quando veniva in visita il Duce. E ritengo ignobile che i giornali si adeguino a questo pensiero dominante", conclude.