Avvenire 30 giugno 2001 Carrugi blindati e kit anti-contaminazione
GENOVA. Molti disagi, tante paure ma anche speranze per il G8,
palcoscenico mondiale che potrebbe finalmente rendere giustizia a quella bella città che
è Genova. Dicono di attendere con questi sentimenti il vertice quasi alle porte, gli
abitanti del capoluogo ligure, che a guardarli in questi giorni sembrano spettatori
incuriositi delle evidenti «grandi manovre» in atto e che abbandonano il loro carattere
solito, poco amante di un ritmo di vita non particolarmente frenetico. Bisogna capirli
perché in effetti la psicosi del G8 ha contaminato tutti: persino le forze dell'ordine
che, ieri, hanno bloccato due persone perché erano in tuta bianca. E dopo rigorosi
controlli hanno stabilito che il loro «look» non era quello di contestatori arrivati con
anticipo ma più semplicemente di operai dell'Azienda municipalizzata di gas e acqua di
Genova, impegnati nella riparazione di un guasto. Grande attenzione che pare assumeranno
anche alcune banche, specie se a capitale straniero o particolarmente legate a
multinazionali. Nei giorni del vertice i loro dipendenti saranno infatti impiegati nelle
filiali più vicine a casa, forse per evitare disagi di spostamenti in una città con
moltissime strade chiuse per motivi di sicurezza. Precauzioni anche per i bancomat, che
sembra conterranno molto meno denaro del solito per impedire un ingente bottino a chi
decidesse di finanziarsi assaltandoli. Una misura forse anche dovuta al fatto che, una
decina di giorni fa, sono state distrutte gettoniere e «display» di alcuni bancomat
della città: azione vandalica, tentativo di furto o gesto di rabbia contro un simbolo del
sistema capitalista? Le indagini pare si siano svolte a 360 gradi. Tra il 15 e il 16
luglio si inizierebbe poi a blindare i varchi della zona rossa, perlopiù gli antichi
«carrugi», con l'installazione di grate di ferro larghe come il vicolo ma alte 5 o 6
metri. Una misura sufficiente a renderle difficilmente scalabili dagli anti-G8, con il
dichiarato progetto di violare la zona rossa. Su tale misura di sicurezza c'è da
registrare però qualche protesta, iniziata dai comunisti genovesi, che hanno inviato una
lettera a vari ministeri tra cui anche quello dei Beni culturali, denunciando, oltre al
fatto che lo sbarramento imprigiona chi abita nella zona, anche un'offesa
all'architettura. Meno politica ma altrettanto forte la protesta della gente del posto,
che si dice «reclusa» per gli sbarramenti, con il rischio di non potersi muovere di casa
per tutto il G8. Oppure di dover percorrere itinerari così complessi per uscire e
rientrare nel quartiere da perderci la giornata. Per tutti la testimonianza di un 28enne
con casa nei vicoli e un'edicola in periferia. «Come molti altri miei vicini, più o meno
nelle stesse condizioni - dice - terrò chiusa l'attività in quei giorni, praticamente
impossibile da raggiungere, con perdita economica per me rilevante». Quindi le possibili
emergenze: gli addetti del «118» avranno ambulanze antidecontaminazione, dotate cioè di
attrezzature particolari contro eventuali gas contaminanti. Per loro ci sarà anche una
tuta, bianca come quella dei contestatori, per contrastare ogni tipo di contaminazione. Ed
una valigetta «ad hoc», con medicinali per trattare gli intossicati, spray anti asma,
cortisone e contenitori per acqua da lavaggio speciale. Docce speciali anche nei tre
ospedali genovesi preposti all'emergenza durante il «summit» degli Otto grandi e locali
attrezzati per decontaminazione. Senza dimenticare infine il problema dell'informazione e
del quale, proprio ieri, si è occupato il Consiglio regionale ligure dell'Ordine dei
giornalisti, dopo che il presidente Attilio Lugli si è incontrato con il prefetto ed ha
preso contatti con vari ministeri facendo presente le molte preoccupazioni della categoria
ad effettuare resoconti adeguati ad un avvenimento di portata mondiale, in una città dove
le molte limitazioni di movimento non risparmieranno neppure i giornalisti. Contatti che
non sembrano aver risolto il problema; per questo pare ci sarà una conferenza stampa dove
potrebbe addirittura essere annunciato un ricorso al Tar della categoria, per ottenere
qualche deroga. Analogo il pensiero dei magistrati genovesi che, già nei giorni scorsi,
avevano emesso una nota nella quale esprimevano perplessità sulle limitazioni imposte
alla città per il G8.
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