Manifesto 21 giugno 2001 "Disarmate
la polizia"
VERSO GENOVA L'appello arriva da Napoli, dove
ieri si è aperta la serie di incontri della "Rete No Global"
FRANCESCA PILLA - NAPOLI
"Sud ribelle verso Genova", con questo slogan si è aperta
ieri a Napoli la due giorni di dibattito sulle iniziative della Rete No Global. La
rete meridionale che abbraccia centri sociali, collettivi, movimenti di lotta, strutture
politiche e sindacali, ha espresso ieri, in una lunga tavola rotonda, la volontà di
portare a Genova "la voce degli invendibili del Sud", con o senza
l'autorizzazione del governo.
Forte determinazione tra i promotori dell'iniziativa. I centri sociali, Officina 99
e laboratorio Ska in prima linea, si dichiarano non intimoriti né dal
"terrorismo psicologico" di questi ultimi giorni - tipo le 200 bare e il
nuovissimo obitorio genovese di 500 metri quadri - tanto meno dai tragici scontri di
Göteborg, dove il giorno precedente alla manifestazione era stato arrestato l'intero
comitato organizzativo. Francesco Caruso, portavoce del No Global, rilancia:
"Vogliamo arrivare alla portaerei dove dorme Bush, vogliamo essere assediati dalla
marina, dal battaglione San Marco, dai reparti subacquei", sottolineando così che il
movimento ha scelto la radicalità dopo gli avvenimenti in Svezia.
La rete meridionale, comunque, ritenendo interesse primario portare avanti la battaglia
politica e non quella militare, chiede il "disarmo delle forze dell'ordine" per
evitare il peggio: "Saremo pronti al dialogo solo se il governo deciderà di far
scendere in piazza la polizia senza armi per uccidere, in caso contrario saremo costretti
a difenderci per non farci massacrare". Il livello di tensione e di scontro
dipenderà quindi esclusivamente dalle decisioni del ministro degli interni.
Vittorio Agnoletto, portavoce del Genoa social forum, ripone poche speranze in una
"apertura" delle istituzioni, le stesse che ancora non hanno risposto alla
lettera aperta del movimento: "E' in atto una strategia per accreditare il dialogo -
ha detto ieri a Napoli - il governo esprime alla stampa la sua disponibilità ad un
incontro, ma per il momento non ci ha contattato".
Numerosi anche i lavoratori che andranno a Genova per manifestare pacificamente contro la
cosiddetta compravendita delle braccia. Un rappresentante dei Cobas ricorda che
quella contro il G8 è un'opposizione sociale e democratica, "ma questa volta i
lavoratori non saranno impreparati come alla manifestazione in piazza Plebiscito".
Molte anche le associazioni sindacali che saranno presenti a Genova, tra queste la Fiom,
che ha già aderito a livello nazionale. Proprio da Napoli è stato proposto uno sciopero
generale per quella giornata, mentre dal pubblico si levano voci per chiederne anche uno
per il disarmo della polizia.
Molti ragazzi durante il dibattito hanno precisato che il pericolo non è la protesta, ma
le decisioni di pochi. E dal manifesto del Gsf arriva il monito: "Non possono
vincere anche se sparano! Arriveremo a Genova per estinguere il G8!"
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