Corriere della sera 26 maggio 2001

LE FORZE ARMATE Cinquemila tra parà, tiratori scelti e lagunari

ROMA - Sui numeri non c’è ancora nessuna decisione. Saranno 3 mila, forse
5 mila i militari chiamati a presidiare i punti strategici di Genova in occasione del
G8. «Stiamo cominciando a lavorarci - dicono allo Stato maggiore della Difesa -.
Ma siamo ancora in una fase di studio. Stabiliremo insieme con il ministero
dell’Interno quanti uomini sono necessari». Un orientamento di massima, però, già
esiste. Sicuramente verranno impiegati solo volontari di professione, gente con
una certa esperienza, mentre viene esclusa la partecipazione di soldati di leva.
L’operazione sarà condotta agli ordini del generale Giuseppe Orofino, il quale sta
già facendo una selezione dei reparti sui quali fare affidamento. Di sicuro verrà
chiesto al reggimento San Marco di trasferirsi nel capoluogo ligure.
Quelli del San Marco, che potremmo definire i marines italiani, sono attualmente
impegnati in una esercitazione con i colleghi francesi e americani al largo di Cagliari. Si
preparano a dare il cambio alle nostre truppe nel Kosovo. E adesso verrà loro chiesto, prima
di raggiungere i Balcani, di fare un altro sforzo, per proteggere i capi di Stato più potenti del
mondo.
Con il San Marco raggiungeranno il golfo di Genova anche due navi per il trasporto truppa
della classe San Marco e San Giorgio. Getteranno l’ancora nel porto genovese e saranno
utilizzate come caserme, dove alloggiare i militari, perché in città è impossibile trovare un
punto di appoggio. Si pensa di affittare anche navi mercantili per ospitare i militari.
Un altro reparto speciale al quale verrà chiesto di far parte dell’operazione è la Folgore con i
suoi paracadutisti. All’interno della Folgore opera un gruppo di uomini, circa 300 in tutto, ai
quali spetta di diritto la definizione special forces , forze speciali, perché hanno un
addestramento straordinario. Fanno parte del gruppo Col Moschin. Sono tiratori scelti, gente
abituata a calarsi dagli elicotteri per intervenire rapidamente.
Verranno piazzati sui tetti per tenere sotto controllo gli obiettivi più importanti. La loro
specialità è proprio quella di intervenire su obiettivi mirati, su quelli che i militari chiamano
«target puntiformi».
I sub della Marina, inquadrati in un reparto denominato Consubin, dovrebbero scandagliare
palmo a palmo le acque prospicienti la città. Sono gli eredi della famosa «X Mas» e
conoscono le tecniche di sabotaggio e antisabotaggio.
Gli uomini dell’Aeronautica interverranno con elicotteri e garantiranno la sicurezza
dell’aeroporto.
L’operazione comporterà notevoli sacrifici. I volontari delle Forze armate sono poco più di 30
mila. Se si calcola che 8 mila sono bloccati nei Balcani, e altrettanti sono da poco rientrati
dopo aver passato sei mesi al di là dell’Adriatico, le forze a disposizione non sono tante. Sarà
chiesto ad alcuni di rinunciare al periodo di riposo per affrontare questa emergenza.
Naturalmente i militari non potranno essere impiegati per mantenere l’ordine pubblico,
compito svolto da carabinieri e polizia. Saranno messi a presidiare i punti più caldi della città e
gli alberghi dove saranno ospitati i personaggi politici che partecipano al G8.
È la seconda volta che i militari italiani sono chiamati a svolgere un’opera di supporto alle
forze dell’ordine. La prima volta è avvenuto nel dicembre scorso a Palermo, in occasione
della conferenza delle Nazioni Unite sulla criminalità internazionale. Lì furono impiegati 3 mila
uomini delle Forze armate.