Manifesto 16 giugno 2001 Vertice
d'assalto
Cariche a cavallo e cani scatenati: la polizia
svedese ieri non ha fatto arresti, ha solo picchiato. Göteborg in stato d'assedio. Salta
anche la cena ufficiale
FRANCESCO PATERNO' - INVIATO A GÖTEBORG
" Do you like rocks?", ti piacciono le pietre mi fa un
cameraman svedese, mentre lui si infila un casco in testa. Il dilemma viene sciolto
bruscamente da un enorme poliziotto che caccia via entrambi, troppo vicini sia alla prima
linea dei manifestanti che al primo posto di blocco eretto dalla polizia a circa
cinquecento metri dalla Svenska Masson, la sede del Consiglio europeo. Le pietre
arriveranno in realtà dopo manganellate e colpi di bastone, cariche a cavallo e cani
poliziotti lanciati contro la gente. Per quasi due ore sarà battaglia campale per le
pacifiche strade della cittadina svedese, mentre un'altra manifestazione veniva annunciata
per la sera. La cena dei capi di stato è stata spostata per motivi di sicurezza, così
come quattro delegazioni, tra cui la lussemburghese, sono state invitate a cambiare
albergo per lo stesso motivo.
Circa 25mila persone si sono date appuntamento a Göteborg per contestare il viaggio
europeo di George W.Bush e il vertice dell'Unione europea. Anarchici, anti-globalizzatori,
anti-americani, gente inneggiante a Marx, Lenin e Mao Zedong hanno riempito fin dal
mattino le strade della città. La polizia, poca rispetto alla situazione nonostante i
rinforzi fatti arrivare da tutta la Svezia, ha scelto la tattica più facile: presidiare
la sede della riunione dei capi di stato e di governo, isolandola con cordoni di gabbie
d'acciaio, poi con un nuovo giro di transenne alternato nei punti più esposti a blocchi
con containers, e consegnando alla protesta il resto della città.
I manifestanti hanno tenuto un comizio a Gotaplatzen, un grande slargo al termine della
via principale della città, zeppa di negozi e ristoranti. Verso le 10,30 un corteo ha
cominciato a muoversi verso la sede del Consiglio, e dopo duecento metri è cominciato il
fronteggiamento con la polizia. Un corteo fin lì pacifico e combattivo, finché sono
partiti i primi spintoni e le prime cariche, anticipati dal lancio di due bengala rossi.
Da quel momento, nel raggio di un chilometro mentre i capi di stato e di governo della Ue
cominciavano i lavori (e Silvio Berlusconi, in serata, faceva sapere di essere "molto
preoccupato per il G8 di Genova", "i centri sociali hanno fatto quasi una
dichiarazione di guerra"), si è scatenato l'inferno. Un gruppo di poliziotti a
cavallo sbucava da dietro una palazzina tentando di accerchiare il corteo, ma alcuni di
loro venivano disarcionati. Le pietre volavano a frotte, cubi di porfido (e non
sanpietrini, siamo nella protestante Svezia) venivano divelti dai marciapiedi e lanciati.
Contro i poliziotti e contro le vetrine di decine di negozi nella zona. Un McDonald's, che
aveva provato a proteggere l'ingresso e le finestre con dei pannelli di legno, è stato
preso di mira quasi subito: via i legni e dentro sassi. Giù le vetrine di Intersport, un
negozio di sport, di H&M for women, abbigliamento, a pezzi quelli dell'hotel Rubinen.
Gli abitanti di Göterbog, sorridente e placida cittadina, sono apparsi più tardi in
televisione, alcuni col terrore negli occhi. La polizia ha usato molto i cani, pastori
tedeschi addestrati a colpire; un manifestante, morso negli scontri di giovedì durante la
permanenza di Bush, è ancora grave in ospedale per le ferite riportate.
I primi bilanci parlavano ieri sera di 9 feriti tra la polizia, di cui uno grave, altri 6
il giorno precedente; non si hanno notizie ufficiali su quanti manifestanti abbiano
riportato ferite dopo scontri ravvicinati abbastanza duri. Il ministro degli esteri
svedese, Anna Lindh, ha parlato di situazione "tragica e seria", mentre il suo
collega alla giustizia ha annullato un viaggio. Ieri, tuttavia, la polizia ha evitato di
fare arresti, dopo che giovedì aveva fermato 240 persone. Forse una tattica per evitare
che la tensione possa salire ulteriormente. Il movimento "Göthenburg Action
2001", tra gli organizzatori delle manifestazioni, ha definito "un
disastro" gli scontri, "è esattamente quello che stavamo cercando di
evitare", ha detto un suo portavoce, Orjan Berjoten. Anche Greenpeace ha condannato
gli scontri. Nel pomeriggio, complice un bel sole, con la calma sono tornate per strada
carrozzine e gente e passeggio, mentre l'efficienza svedese dava il meglio di sé. Le
strade erano già ripulite dei vetri, dei sassi che in alcuni tratti quasi formavano un
tappeto, dai bastoni, da tutti i segni, insomma, della battaglia. Al posto delle vetrine
infrante, pannelli di legno coprivano scarpe e hamburger lasciati incustoditi, mentre i
vetrai di Göterbog erano già lavoro prendendo le misure. Forse un po' troppo presto.
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