Il Manifesto 31 maggio 2001 VERSO GENOVA
BEPPE GRILLO
"La gente pensa che questi G8 comandino, che vengono a Genova a decidere cose
importanti. Ma via, sono solo 8 extracomunitari, da trattare con educazione e cortesia:
lasciamoli soli". Questa la linea del genovese Grillo, raccontata in una lunga
intervista a
"Famiglia cristiana". "Le decisioni - continua - sono già prese, le
prendono i grandi gruppi,
ed è per questo che ce l'ho con la sinistra: fa finta di non rendersene conto".
Proposte?
"Inutile fare manifestazioni con la polizia che carica. Usiamo l'ironia".
SCUSI, E PER DORMIRE?
Palazzo Ducale? La sede ideale per il summit. Ma dove andremo a dormire? Questo in
sintesi il commento dei rappresentanti del governo canadese e russo in visita di
ricognizione a Genova. A destare preoccupazione non è la sistemazione dei primi ministri
e
del loro entourage, ma quella delle centinaia di esperti che si muoveranno al seguito
delle
delegazioni. Tanto più che gli albergatori della Riviera, che non hanno ancora ricevuto
un'offerta per le loro 1500 camere, hanno deciso di assegnarle ai turisti.
GLI ALBERGHI OFFESI
Già, quello dell'accoglienza è proprio un pasticciaccio: l'appalto per i servizi di
accoglienza
viene vinto dalla Promo Est, che batte a sorpresa il consorzio delle principali strutture
alberghiere di Genova e del Tigullio. Dopo un mese di polemiche il mandato alla società
viene revocato e la gestione dei servizi d'accoglienza passa alla struttura di missione.
Che
intima agli alberghi di indicare le camere che metteranno a disposizione con relativa
tariffa
specificando se netta o comprensiva di commissione. Parole che vengono interpretate
come la richiesta di una commissione a favore dell'organizzazione. Inoltre i fax con il
messaggio arrivano, ad alcuni alberghi, dalla Trimph, azienda romana che dovrebbe
occuparsi della parte congressuale e che invece, a quanto sembra, sta telefonando agli
alberghi milanesi per sondarne la disponibilità. Quanto basta agli albergatori per
sentirsi
offesi, vittime di favoritismi poco limpidi e per ritirare la loro disponibilità a tenere
i posti
letto congelati per i diplomatici.
I CANTUNE' ARMATI
Alla militarizzazione della città non si sottraggono neppure i "cantunè", i
vigili urbani. Che
hanno chiesto, come strumenti per poter svolgere tranquillamente la loro funzione di
controllo del traffico, caschi anti-sommossa con visiera, sfollagente, spray urticanti
anti
aggressione (ma non sono illegali, in Italia?), parastinchi e paragomiti. Tutti articoli
necessari, ha detto il comandante Niccolò Bozzo.
E GLI AGENTI DISARMATI
Sul fronte polizia di Stato, invece, si registra l'ennesima protesta del Siulp. Un
incontro
con il questore non ha dissipato il malumore: ancora non si sa quanto personale sarà
utilizzato, da dove verrà, dove verrà alloggiato e quali saranno le
"attrezzature" messe a
disposizione.
(a cura di Augusto Boschi)
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