La Stampa
Domenica 24 Giugno 2001
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«Niente limiti alla protesta, assedio al
G8»
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Linea dura del popolo di Seattle: oggi l’incontro
col capo della polizia
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Franco Giubilei
BOLOGNA Nessuna trattativa e nessuna «riserva indiana» dove confinare la protesta
del movimento di Seattle al prossimo G8 di Genova, o la riunione col capo della polizia in
programma oggi a Genova non supererà il mezzo minuto. Le dichiarazioni di Vittorio
Agnoletto della Lila, pronunciate ieri a Bologna, davanti a un migliaio di persone,
durante un’assemblea della due giorni anti-globalizzazione organizzata dall’associazione
«Attac», sono il segno che la variegata galassia del movimento è pronta a sbarcare in
forze a Genova, e non vuole siano imposti limiti alla loro voglia di protestare: «Ci sono
dei diritti sanciti - ha detto Agnoletto - E’ cambiato il governo, ma la Costituzione
non è stata modificata. Se ci chiamano per comunicarci le loro decisioni, l’incontro
che ci ha chiesto stamattina il capo della polizia non durerà più di trenta secondi».
In una nota del Viminale si sottolinea invece l’importanza della missione affidata
dal ministro Scajola a Gianni De Gennaro, in quanto «propedeutica» agli incontri che poi
avranno il responsabile dell’Interno e della Farnesina. «La volontà del governo -
precisa il comunicato - è quella di assicurare il più sereno svolgimento dei lavori del
summit, consentendo l’espressione di ogni forma di dissenso pacifico, ma contrastando
ogni forma di violenza».
Nell’incontro di oggi - al quale le Tute Bianche, cioè l’ala dura della
protesta, non ha ancora deciso se partecipare - sul tappeto c’è soprattutto la
«zona gialla» di Genova dove sono vietate le manifestazioni. E su questo punto la
posizione del leader della Lila è netta: «Non la accettiamo, divide la città in due ed
è una trappola fatta apposta per far accadere incidenti, chiediamo che sia cancellata».
Il Genoa social forum avverte così il governo: «Non ci chiuderete nelle riserve,
vogliamo gli spazi per poter fare convegni e seminari. Non si può sospendere il Trattato
di Schengen, le frontiere devono restare aperte. Si dice che si rispetta il diritto di
manifestare, ma poi si bloccano l’aeroporto, i treni e le strade» ha detto
Agnoletto.
Ieri, all’iniziativa anti-globalizzazione bolognese, è arrivata anche una telefonata
dal ministero dell’Interno, segno che il dialogo è aperto, ma il messaggio del
movimento anti-G8 a Berlusconi ha toni duri: «Questo governo sta facendo un doppio gioco
pericoloso. Ha lanciato i propri arieti fra i giornali sul rischio incidenti e dall’altra
parte usa altri giornali per dire che apre alla trattativa». Agnoletto non fa distinzioni
nell’esecutivo. Nel mirino c’è anche il ministro degli Esteri Ruggiero, parla
di differenze abissali: «Il ministro ha detto che un possibile incontro può esserci sull’Aids,
ma lui difende le multinazionali del farmaco. Dicono anche di essere interessati all’ambiente,
ma poi sono favorevoli a ritirare la firma dal Protocollo di Kyoto. Di fronte alla
sospensione dei diritti poi, le aperture del ministro Ruggiero sono strumentali».
Nel frattempo si fa la conta delle forze che hanno aderito alla protesta di Genova: finora
sono 750 le organizzazioni che ci saranno, e ben 120 arriveranno dall’estero. Anche
il comandante Marcos, come ha annunciato ieri a Bologna il leader di Attac France, Bernard
Cassen, entrerà nell’armata anti-globalizzazione: «Quando la questione degli indios
sarà risolta, e finalmente potrà togliersi la maschera, Marcos ha assicurato che
costituirà un gruppo della rete Attac in Messico». Fra gli ospiti della due giorni
bolognese, oltre agli attori Marco Paolini e Moni Ovadia, lo scrittore Stefano Benni.
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