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Francesco Grignetti
I CONSIGLI DEL CAPO DELLA SICUREZZA DI GÖTEBORG AGLI ITALIANI ROMA
«Dopo che abbiamo visto Göteborg, con la polizia
che spara sulla gente, il nostro messaggio è cambiato. Adesso diciamo: non fatelo, il G8,
se non volete che a Genova succeda una guerra». Dal mondo dei contestatori duri e puri,
quelli dei centri sociali e delle tute bianche, arrivano segnali di guerra. O meglio, di
guerriglia metropolitana. Il governo sè preoccupato dopo aver visto gli squatter in
azione. Silvio Berlusconi ha incontrato il ministro dellInterno, Claudio Scajola:
«Addirittura - racconta il premier - ci sono ragazzi con la maglietta e la scritta
"prossimo appuntamento: Genova". Qui, oltre ai dimostranti pacifici, cè
anche un popolo di teppisti che colgono queste occasioni per sfogarsi». E non nasconde di
temere lostacolo: «I meriti e le responsabilità sono del governo precedente che ha
scelto la sede. Dunque, se dovesse accadere qualcosa di grave...». Una delle idee su cui
i ministri stanno ragionando è avviare il dialogo con lala moderata dei
contestatori. Magari organizzando una grande convention fuori città, da affidare ai
gruppi del dialogo, sul tipo della manifestazione che si tenne a Tor Vergata durante il
Giubileo.
Ma il governo ancora non sa che nel mondo dellantagonismo le immagini di Göteborg
stanno surriscaldando gli animi oltre il limite di guardia. Luca Casarini, portavoce dei
centri sociali del Nord-Est, si trova nei Paesi Baschi a organizzare le manifestazioni
anti-globalizzazione. E furibondo. Minaccia unescalation nella protesta.
«Siamo qui che si discute. Non so proprio quali forme assumerà la nostra disubbidienza
civile. Perché se abbiamo di fronte dei cecchini che ci sparano, le cose cambiano... O
no? Se non lo bloccano loro, il G8, lo bloccheremo noi dal basso e con tutti i mezzi
necessari».
Casarini, lei non pensa che a Göteborg la polizia abbia perso il controllo? «Se è per
questo, sono certo che in Italia non riusciranno a controllare 30 mila poliziotti e
carabinieri armati di tutto punto. Con certe dichiarazioni del ministro Scajola, poi...
Pensano di usare contro di noi le pallottole di gomma. No, luso delle armi non è
casuale. Lhanno messo in conto. Daltra parte Berlusconi dice da giorni di
temere che ci scappi il morto».
Alle parole di Casarini fa eco Radio Sherwood, a Padova. Oppure lultimatum dei
centro sociali della Liguria: «Il G8 di Genova deve essere annullato. Se i potenti e la
loro polizia arriveranno, troveranno una moltitudine ad attenderli determinata a
bloccarli». Anche il moderato Carlo Schenone, del Genoa social forum, dice:
«Appuntamenti come il G8 vanno aboliti perché non è in questi termini che si decide il
destino del mondo». O Vittorio Agnoletto: «Il G8 sia annullato a Genova e in ogni città
del pianeta. Crediamo che la società civile di tutto il mondo non possa accettare il
rischio che siano uccise delle persone per difendere una riunione dove otto potenti
passano gran parte del tempo a discutere come produrre nuove armi e nuovi strumenti di
offesa, come lo scudo spaziale».
I toni si inaspriscono, insomma. Sulla stessa linea degli antagonisti sè messo
Fausto Bertinotti: «Il G8 venga immediatamente sospeso. Lerrore non è Genova, ma
il G8 stesso. E una inammissibile sottrazione di sovranità allOnu, è una
prevaricazione oligarchia che pretende il governo del mondo senza alcuna legittimazione
democratica. E ora il vertice del G8 diventa una minaccia anche alla convivenza civile. LEuropa
rischia di essere ricacciata indietro di un secolo, quando la polizia e gli eserciti
sparavano sugli operai».
Dalle parti dellUlivo, però, si frena. Piero Fassino, Ds, invita a distinguere
«tra il "popolo di Seattle" che vuole manifestare pacificamente la propria
preoccupazione di fronte alla globalizzazione e chi volesse utilizzare il G8 o qualunque
altro appuntamento internazionale per dar luogo a manifestazioni di violenza. Con i
violenti non si discute. Non vedo motivi per sospendere il vertice». Grazia Francescato,
dei Verdi, è pure contraria: «Sospendere il vertice non è una soluzione». Paolo Cento
invita ad annullare la cosiddetta zona rossa. E Armando Cossutta chiede che sia garantito
il diritto di manifestare il dissenso.
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