Manifesto 23 giugno 2001

Oltre la red zone
Da Napoli "forze sociali" verso Genova

FRANCESCA PILLA - NAPOLI

Quali forze sociali possono sostenere l'antiglobalizzazione? Questo il messaggio che viene dalle due giornate di dibattito promosse dalla Rete no global a Napoli. Alcune realtà del movimento meridionale hanno rilanciato la necessità di uscire dalla contrapposizione "zona rossa sì, zona rossa no", per approfondire i contenuti che animeranno la protesta. Il bisogno è quello di comprendere quali categorie, ancora non coinvolte completamente, possono sostenere la lotta all'anticapitalismo.
Quello che è venuto fuori dal dibattito partenopeo, e che continua ad animare numerose sedi di attivisti, è stata l'importanza data al necessario coinvolgimento di tutte le forze sociali, in previsione delle manifestazioni a Genova. Partendo dalla consapevolezza dell'ampiezza della protesta mondiale antiglobale, non vi è però dubbio che la parte che più attivamente si muove, in Italia, è rappresentata da giovani, studenti, intellettuali e alcune forme di precariato. Viceversa, pur essendoci una grande attenzione e simpatia da parte di settori che potremmo definire tradizionalmente operai, questi non sono ancora i protagonisti di detto movimento. Possono diventarlo, come è dimostrato da alcuni segnali a partire da Seattle, ma solo con una grande iniziativa unitaria. In questa direzione alcune componenti del movimento meridionale intendono muoversi. La proposta è quella di chiedere incontri con i sindacati, tra cui la Fiom, mettendo all'ordine del giorno uno sciopero generale anti-G8.
A conclusione degli appuntamenti di preparazione del controvertice, nella facoltà di lettere dell'Università Federico II è stato presentato il libro "Zona Rossa". Lo scritto, prodotto dalla Rete no global, ripercorre i momenti salienti delle quattro giornate di Napoli che hanno preceduto la manifestazione contro il Global forum del 17 marzo scorso. A commentare l'imminente pubblicazione, prevista per la fine di giugno, sono intervenuti alcuni tra gli autori: il sociologo Salvatore Palidda, Salvatore Verde del comitato Liberiamoci dal carcere e Vincenzo Albano di Magistratura democratica.