«Lo
facciano dove gli pare, il G8. Noi ci saremo; saremo ...
- «Lo facciano dove gli pare, il G8. Noi ci saremo; saremo ovunque ad assediare il
fortino degli imperatori. A Genova o altrove. Si riuniranno sulla nave? Ci butteremo in
mare e li raggiungeremo a nuoto. Andranno in unaltra regione? Ci organizzeremo ad
hoc. Bush e soci dovrebbero volare sulla Luna, per non incontrarci... Comunque, abbiamo
già vinto. Hanno paura di noi». Luca Casarini non molla. Sempre in pista, sempre sulle
barricate. Per dire, la sua giornata di ieri: rientro in aereo da Bilbao (dove si era
incontrato con i contestatori dei Paesi Baschi) e, nemmeno il tempo di passare da casa
(alloggio popolare occupato a Cannaregio) a deporre lo zaino, e già il leader delle Tute
Bianche sta davanti al Consolato svedese di Venezia, con il gruppo del Centro sociale
Rivolta. Azione, a sorpresa, di disobbedienza civile: dieci pietre lanciate contro le
dieci finestre delledificio nel mirino. Bomboletta spray, e avanti con la scritta:
assassini, basta con la violenza, no al G8 di Genova. «Gesto simbolico - sottolinea - per
chiarire che le pietre non sono pistole. E che tra le due cose non cè proporzione.
Anzi, non cè rapporto».
Come sarebbe?
«I drammatici fatti di Goteborg sono accaduti perché la polizia ha provocato i
manifestanti; perché gli agenti armati hanno fatto fuoco. Tra laltro, la sparatoria
non è avvenuta in un momento di particolare tensione di piazza. Il compagno ridotto in
fin di vita è stato colpito alla schiena, gli spari erano a distanza ravvicinata. Cè
un filmato che lo dimostra».
Casarini, dove vuole arrivare?
«Ciò che è successo in Svezia non è stato un incidente. Dietro, cera un
piano premeditato. Sento puzza di servizi segreti».
Obiettivo?
«Alzare al massimo la temperatura, in vista del mega-vertice di luglio. Creare
allarmismi, additarci come un branco di teppisti e di violenti. Non è così. La battaglia
contro la globalizzazzione neoliberista è giusta, e condivisa da una moltitudine di
gente».
Già. Perfino i «nemici» vi fanno aperture di credito. Il neo-ministro degli Esteri
Renato Ruggiero ha dichiarato che «le esigenze del popolo di Seattle sono nella maggior
parte molto giuste», sostenendo lopportunità di dialogare con voi.
«Nessun dialogo, nessuna partecipazione a finti tavoli di trattativa. Dopo Seattle, la
linea è bloccare i vertici, non addomesticarli. Ruggiero tende la mano, con lo scopo di
dividerci».
Beh, qualche crepa, nel Genoa Social Forum, si intravvede. I cattolici, i pacifisti non
agiscono esattamente come le Tute Bianche.
«Nel movimento anti G8 cè spazio per varie azioni: dalla preghiera, alla
disobbedienza civile, allo sfilare nudi per le strade di Genova. Ma tutto si tiene, in
nome dei contenuti».
Come la mette con il lancio delle pietre? Con le barricate e lincendio di
suppellettili che si sono visti a Goteborg? Sì o no?
«Il nostro è un movimento radicale, che, alloccorrenza, pratica lillegalità.
Noi rispondiamo, con la fantasia e i poveri mezzi di difesa, allesercito mandato in
campo dai potenti».
Il punto è: pacifici o no?
«Certo. Lha auspicato anche Folena, coordinatore dei Ds: sfilate pure,
contestatori, buoni e tranquilli. Intanto il Vertice va avanti. Ragionamento ipocrita. Fa
il paio con le dichiarazioni di Berlusconi. Cè un piccolo particolare: noi, il G8
vogliamo mandarlo a monte».
E se il governo decidesse di chiudere le frontiere?
«Allora limmagine di un Paese anti-democratico sarà sotto gli occhi del mondo.
Ad ogni modo se vi saranno blocchi, gli amici stranieri cercheranno di forzarli».
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Marisa
Fumagalli |
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