La Repubblica 2 agosto 2001

Azzerare i vertici o aspettare
il dilemma del Viminale
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Il ministro deve decidere se decapitare la squadra del capo della polizia o prendere tempo, in attesa che passi la bufera


ROMA - Sapeva che sarebbe stato difficile fare il ministro dell'Interno. Ma non così difficile. E non così presto. Claudio Scajola, l'uomo di fiducia che Berlusconi ha voluto ministro dell'Interno, si ritrova, dopo due mesi e dopo Genova, con la polizia deleggittimata, la piazza schoccata che dopo vent'anni di pace sociale rischia di tornare nemica e l'opinione pubblica internazionale scandalizzata. Mica è la sfiducia il problema, o gli umori di maggioranza e opposizione. Macchè, bricioline. Il problema è: che fare? Cambiare tutti vertici della sicurezza o prendere tempo?
E' il finaledipartita più difficile quello in gioco in questi giorni al Viminale. «Quella di De Gennaro è una squadra, se esce azzoppata da questa storia, saltano tutti, in blocco» è la frase che più di tutte si sente ripetere. Cioè se dovessero saltare uomini come Arnaldo La Barbera o uscirne indeboliti altri come Franco Gratteri, che fa il Capo? Poco probabile che resti. Più probabile che decida di passare ad altro incarico. Si sussurra Europol.
Ma siccome De Gennaro è uno che ha studiato fin da piccolo per fare il capo della polizia, incarico a cui è molto difficile che rinunci, e siccome la sua nomina è sempre stata definita bipartisan, gradita al centrodestra e al centrosinistra e supersponsorizzata dagli americani, ecco che la partita diventa tutta politica. E si giocherà in primo luogo fra i banchi del governo e della maggioranza.
Scajola ha un punto di partenza: le relazioni dei superispettori con l'elenco di errori, omissioni, presunti responsabili e possibili punizioni. E due strade davanti a sé. Nessuna facile.
Una suggerisce che è meglio prendere tempo, quindi aspettare l'esito dell'indagine parlamentare e i primi passi di quella penale. Fra l'altro istruire e organizzare i procedimenti per i provvedimenti disciplinari è cosa lunga e laboriosa. Non la si fa in due giorni. Prendere tempo in questo caso significherebbe anche calmare la rabbia che serpeggia fra i sindacati di polizia e non addossare la croce solo e soltanto, fino a prova certa e contraria, sulle forze di polizia.
La seconda strada è più traumatica. Ma avrebbe l'avallo di quella parte della maggioranza che vorrebbe fare un grande repulisti e usare lo scandaloGenova per applicare per la prima volta il criterio dello spoil system.
«Saprò faro il ministro dell'Interno» promise Scajola dopo la nomina. E' cresciuto alla scuola diccì, il ministro. Mediare e temporeggiare. Anche per non darla vinta troppo in fretta a quella corrente prefettizia che dentro il Viminale rivendica da anni la poltrona più importante. E che questa volta pensa di esserci già riuscita.
(c.fus.)