Corriere della sera 5 agosto 2001

Sono considerati i duri del movimento internazionale. Una galassia di gruppi che si sciolgono e ricostituiscono di continuo. Contatti anche con gli estremisti italiani

E gli anarchici greci fondano la Brigata Giuliani

La variante ateniese del Black Bloc: sessanta sigle, attentati incendiari, un leader che sta per lasciare il carcere

DAL NOSTRO INVIATO
ATENE - Carlo Giuliani è a ogni angolo di Exarchia. Di fronte alla sua foto si fermano i ragazzi del quartiere anarchico di Atene e leggono in silenzio: «Carlo Giuliani, combattente per la libertà, ucciso dalla polizia a Genova». Sui muri, i graffiti con i simboli dell'anarchia, le foto degli scontri, ragazzi con il cappuccio e le spranghe, fumo di lacrimogeni e scritte di battaglia: «Tutti a Genova, lottiamo contro la repressione, morte ai regimi fascisti e alla globalizzazione». Vicino alle foto di Giuliani ce n'è un'altra, oggetto della stessa venerazione: è il ritratto ingiallito di Mirko Maziotis, 28 anni, bandiera degli anarchici greci, arrestato nel '97 per aver piazzato una bomba, inesplosa, vicino a un ministero. Fece un errore: lasciò l'impronta del pollice sulla spoletta. Ma è l'unica cosa di cui si è pentito: in attesa della liberazione, prevista per settembre, continua a teorizzare con disinvoltura l'uso delle armi. A lui fanno riferimento molti anarchici greci: gli stessi che ad Atene si dilettano nel rogo di auto e nella distruzione di negozi. Gli stessi che a Praga, nel vertice del settembre 2000, erano in prima fila tra i violenti, con le tute nere. Gli stessi che a Genova hanno fatto la loro parte negli assalti alle banche e negli scontri. Gli anarchici insurrezionalisti di Atene e Salonicco sono la variante greca dei Black Bloc, mille ragazzi senza un progetto politico che non sia la lotta contro il sistema e la violenza di piazza.


ANARCHICI - Ad Atene hanno scelto di vivere nell'anonimato. Unico punto di riferimento sono i muretti di piazza Exarchia. Ma li vedi soprattutto in piazza, alle manifestazioni. L'ultima, la marcia contro l'ambasciata italiana, è finita come tante altre: con una ventina di giovani improvvisamente sbucati dal corteo pacifico, cappuccio in testa e molotov in mano. Negli ultimi anni in Grecia hanno usato oltre sessanta sigle e in tre anni hanno bruciato dieci auto dell'ambasciata italiana. Rivendicano, ma non spiegano: volantini laconici, firmati «I ragazzi delle bombolette a gas», «Le brigate arrabbiate». Le ultime rivendicazioni preoccupano più delle altre: sono firmate «Brigata Carlo Giuliani».


ANCONA - Il Sisde aveva detto: arriveranno in mille, pronti a devastare la città. La polizia ha provato a fermarli mentre erano sul traghetto, ad Ancona. Ma ha sbagliato obiettivo. Perché quei 135 greci rispediti indietro con le cattive maniere, il 19 luglio, anarchici proprio non erano. Questa è la versione unanime in Grecia. Tra i respinti come indesiderabili anche il presidente di Amnesty International ad Atene, Kostas Papaioannou: «Ci hanno picchiato senza motivo - denuncia -. E io mi sono preso due manganellate in testa». Il governo ha protestato accusando di «brutalità» le forze dell'ordine italiane. Molti dei fermati erano dirigenti di Synaspismos, un partito di sinistra vicino a Rifondazione. Del tutto innocui, spiegano qui. Anche il bilancio finale degli arresti di cittadini greci, dopo Genova, non aiuta a confermare l'allarme: tre fermati, subito rilasciati. Black Bloc? Non proprio: Panagiotis Sideriadis, 25 anni, è stato preso nella scuola Diaz, raccontano, mentre rantolava in preda a un attacco fulminante di appendicite, che non ha avuto il tempo di comunicare ai poliziotti; Peroulis Sakelaridis, 35 anni, è finito dentro per resistenza a pubblico ufficiale. Katerina Stabouli, 30 anni, ha passato una notte in ospedale per una crisi d’asma aggravata dai lacrimogeni. Insomma, dei mille pericolosi anarchici annunciati non ne è stato preso neanche uno. Eppure c'erano. Lo avevano annunciato loro stessi, ad Atene. Una trentina ha dormito in via dei Ciclamini, insieme ai «regolari».


LA RETE INSURREZIONALE - Gli scontri di Genova e la morte di Giuliani potrebbero avere rafforzato i legami tra gli anarchici greci e quelli italiani. Nessun contatto, per fortuna, con il gruppo terrorista «17 novembre», che in 25 anni, nell'assoluta impunità (nessun membro del gruppo è mai stato arrestato o indagato), ha ucciso 18 persone. Anche degli anarchici insurrezionalisti si sa poco. L'unico arresto eccellente di questi anni è quello di Maziotis. Reo confesso, ottenne la solidarietà degli italiani Alfredo Maria Bonanno e Costantino Cavalleri, ideologici dell'estremismo anarchico, entrambi noti alla magistratura. I contatti tra greci e italiani, del resto, sono numerosi. Dall'arresto di Christos Stratigopulos, nel '95, condannato in Italia per banda armata, fino a Edo Massari - l'anarchico accusato degli attentati contro l'Alta velocità e morto suicida in cella - ai funerali del quale, secondo i carabinieri del Ros, si presentò una delegazione di quindici greci. Poi ci fu la stagione dei pacchi bomba: sei involucri al tritolo e un ordigno in piazza Diaz, a Milano, rivendicati da «Solidarietà attiva con Maziotis».


IL MOVIMENTO - Con gli anarchici, i greci inquadrati nei comitati dicono di non avere nulla a che fare. «I 3500 greci arrivati con i gruppi organizzati non hanno partecipato a scontri». Parola di Michalis Papayannakis, europarlamentare di Synaspismos che era tra i «disobbedienti» di Genova insieme a un altro eurodeputato e a due parlamentari greci. Tutti e quattro i gruppi sbarcati a Genova hanno saldi legami con la politica. Due gruppi sono espressione diretta di partiti - il Nar (nuova corrente di sinistra) e il Kke (partito comunista) - e negli altri due ci sono molti rappresentanti di estrema sinistra, sindacalisti, lavoratori portuali del Pireo e studenti. Una galassia che va dai maoisti di Asynchia fino ai trotzkisti del Sec. «E’ roba un po' catacombale - spiega Carlo Zulian, delle Tute Bianche, che è venuto ad Atene per preparare la loro trasferta -. Alcuni discorsi suonano davvero supervetero, insopportabili. Però non c'entrano nulla con gli anarchici». Come dice Iannis Albanis, del Network per i diritti sociali e politici: «Andiamo sempre uniti in manifestazione e siamo contro la violenza». Ma un altro membro del Comitato greco anti-G8, Aristos Giannopoulos, aggiunge: «Un certo grado di violenza contro la polizia è necessario».


LE PROTESTE - Di tute nere e anarchici sui giornali greci non c'è quasi traccia. Opinione pubblica e partiti, da sinistra a destra, sono invece indignati per le violenze italiane. Sui giornali si potevano leggere titoli come questi: «Ad Ancona bastonate alla cieca senza pietà» (H Chora); «I manifestanti raccontano la studiata e cruda violenza dei poliziotti italiani». «Assassini» (Eleftherotipia); «Silvio Berlusconi o Benito Fascistoni?» (Avriani). L'ambasciatore italiano ad Atene, Costantino Mathis, è stato sommerso dalle proteste: «Mi ha scritto persino l’archimandrita di Fthiotida». Gli anarchici, invece, non scrivono, lanciano molotov. Come la Brigata Carlo Giuliani che, in due ore, la notte del 23 luglio, ha colpito due volte: prima alla banca nazionale greca, poi al centro europeo di studi. Azioni dimostrative, in attesa di un salto di qualità previsto e temuto da molti.