La Stampa
I no global in piazza contro lo Scudo
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Martedì 7 Agosto 2001
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IL MINISTERO MINIMIZZA: «SARA UN VERTICE INFORMALE, DI
ROUTINE»
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I Verdi e Rifondazione chiedono di annullare lincontro
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ROMA
UN altro «fronte» imprevisto si è aperto in queste ore. E il «fronte sud»,
Napoli, dove il 26 e 27 settembre si terrà un vertice dei ministri della difesa dei paesi
Nato. Un appuntamento che Rifondazione comunista e la rete «No Global» - i centri
sociali e le associazioni che il 17 marzo scorso contestarono già con violenti scontri lappuntamento
napoletano dellOcse sul «governo informatico» - vogliono impedire: «Questa volta
non ci faremo trovare impreparati - annunciano i rappresentanti di "No Global" -
e cè poco da discutere sulle forme della protesta: i rappresentanti della Nato sono
carnefici». Mentre Giovanni Russo Spena, vicepresidente del gruppo di Rifondazione alla
Camera, spara a zero contro il governo: «È veramente incredibile e senza senso la
volontà del governo di non tenere il vertice Fao a Roma mentre viene mantenuta la
riunione Nato sullo scudo spaziale».
Il governo, preso dallemergenza Fao intende, però, affrontare anche il caso Napoli
e ne inizierà a discutere giovedì, in Consiglio dei ministri. Lunico commento che
si riesce a strappare allufficio stampa della Difesa è un laconico: «Per il
momento è tutto confermato, non ci sono ripensamenti sulla data e il luogo di svolgimento
del vertice della Nato».
Il vertice, al quale parteciperanno i ministri della Difesa della Nato, si dovrebbe
svolgere a palazzo Reale. Al ministero della Difesa fanno notare, comunque, che la
riunione di Napoli non rappresenta una novità: «Si tratta di un vertice informale, di
routine, uno di quelli che si svolge ogni anno e che non ha il crisma dellufficialità
che ha il Consiglio dellAlleanza atlantica, che si riunisce a Bruxelles». Proprio
perché informale, si sottolinea sempre al ministero della Difesa, «allordine del
giorno non vi sono argomenti già stabiliti».
Nonostante le precisazioni della Difesa, è evidente che anche il vertice Nato di Napoli
può diventare un appuntamento «a rischio». Soprattutto perché, come spiega ancora
Russo Spena: «Della Fao, agenzia dell'Onu, certamente non contestiamo la legittimità
democratica; la consideriamo un terreno di confronto anche se aspro. Mentre la riunione
Nato a Napoli che discute di un aspetto strategico della politica estera italiana come lo
scudo spaziale, senza che nemmeno il Parlamento ne sia stato investito, viene da noi
considerata una provocazione».
Anche il capogruppo dei Verdi alla Camera, Alfonso Pecoraro Scanio, chiede che venga
annullato lappuntamento napoletano: «Tenerlo, è assolutamente sbagliato. E
folle voler spostare il vertice Fao dalla sua sede naturale mentre si vuole mantenere il
vertice Nato su un tema così esplosivo come è lo scudo spaziale». Pecoraro Scanio ha
inviato una lettera allo stesso premier Berlusconi e al ministro della Difesa, Antonio
Martino, chiedendo di «evitare una parata militare in una grande città sensibile come
Napoli»: «Quanto prima chiederò al governatore della Campania, Antonio Bassolino, e al
sindaco di Napoli, Rosetta Jervolino, di intervenire per far rinviare lappuntamento.
Il vertice dellAlleanza atlantica si può svolgere tranquillamente a Bruxelles».
Ma non è solo lopposizione a protestare. A Napoli, anche il capogruppo di Forza
Italia alla regione Campania, Francesco Bianco, prende posizione a favore di un rinvio:
«Oggi il clima è carico di veleni, posticipare lincontro è lunica strada
percorribile. Trascorso il tempo necessario per stemperare la tensione, Napoli potrà
tornare ad ospitare gli appuntamenti internazionali, in particolare i vertici della Nato,
di cui è sede naturale».
Nel programma del vertice, è previsto che i suoi partecipanti siano gli invitati donore
alla inaugurazione della stagione artistica del San Carlo: «Siamo indignati - denuncia
Rifondazione comunista - che questanno linaugurazione del San Carlo preveda un
concerto a inviti, riservato soltanto ai partecipanti al summit della Nato». Protesta
anche il presidente del centro commerciale Santa Lucia, Enrico Marsiglia: «Noi ci
troveremo in mezzo alla "zona rossa". Il clima è troppo rovente. Questi
appuntamenti non si dovrebbero più svolgere nei centri storici».
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