Corriere della sera 6 agosto 2001
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LINTERVISTA
/ La leader radicale: circolano proclami su un nuovo autunno caldo che non devono essere
ignorati
La Bonino: basta
leggerezze, il trasferimento conviene anche alla Fao
«La vera, grande
responsabilità di Berlusconi è di aver innalzato Agnoletto e i suoi amici al rango di
interlocutori democratici. Ora prevalga la saggezza»
- ROMA - Nessuno scandalo, trasferire il vertice Fao, portarlo lontano da Roma
«sarebbe una prova di serietà». Emma Bonino, leader radicale ed ex commissario europeo,
è daccordo con il governo sui rischi del summit che dovrebbe svolgersi a novembre
nella capitale italiana. Ma lopposizione è contraria allo spostamento. Secondo
Rutelli, sarebbe un «autogol» e un «regalo» ai violenti.
«Il problema è che cè stato il G8 e, dopo i fatti di Genova, far finta che da noi
non è successo niente diventerebbe unimperdonabile leggerezza per qualsiasi
governo. E sarebbe ancora più irresponsabile ignorare le parole dordine poco
limpide che cominciano a circolare proprio in vista del vertice Fao di novembre. Certi
proclami su un "nuovo" autunno caldo mi sembrano inequivocabili e consigliano di
trasferire il summit».
Una simile decisione non spetta alla Fao?
«Penso che uno spostamento possa convenire anche alla Fao. Perché tenere il vertice in
queste condizioni significherebbe inevitabilmente cancellare i contenuti: concentrare
tutta lattenzione sulla sicurezza dei capi di Stato e di governo presenti a Roma
invece che sulla fame nel mondo».
Secondo il ministro dellInterno tedesco Otto Schily uno Stato non dovrebbe mai
tirarsi indietro, mai perdere il monopolio della forza e la legittimità di garantire un
vertice».
«Penso che dalle istituzioni i cittadini debbano aspettarsi più saggezza che forza. E un
atto di prudenza per evitare il muro contro muro tra dimostranti e polizia sarebbe un
gesto saggio, non arrendevole. Nessuno ha parlato di resa quando la Spagna ha chiesto e
ottenuto di spostare il prossimo vertice della Banca mondiale da Barcellona al Qatar e il
Canada di portare il prossimo G8 sulle montagne rocciose intorno a Calgary».
Ma trasferire il vertice Fao non rappresenterebbe un colpo alla credibilità
internazionale dellItalia?
«Qui lorgoglio nazionale non centra. Un Paese ha tanti modi per dimostrare la
propria credibilità sul piano internazionale. Non voglio dare consigli a nessuno,
specialmente se non richiesti, ma siccome negli ultimi 20 anni non ho mai smesso di
occuparmi dellAfrica - da radicale, da commissario e da parlamentare europeo - penso
che lItalia potrebbe aumentare subito laiuto pubblico allo sviluppo...».
E come si cancella la macchia del G8 genovese?
«Al di là delle inaccettabili violenze delle forze dellordine, la vera, grande
responsabilità del governo Berlusconi a Genova è stata quella di aver innalzato
Agnoletto e i suoi amici al rango dinterlocutori democratici. E questo quando
Casarini e soci andavano convocando centinaia di migliaia di manifestanti con slogan che
promettevano lassalto e lo sfondamento della zona rossa. Adesso vedo che Agnoletto e
i suoi amici tentano qualche tardiva e ambigua presa di distanza. Parlano genericamente di
non violenza, cioè di una cultura e si una tradizione che - a differenza dei radicali -
non hanno. Ma facendo del Genoa social forum il suo solo interlocutore, il governo ha
ignorato proprio i radicali e ha cancellato la nostra posizione non violenta favorevole a
una globalizzazione democratica. Mi pare che alla fine questa operazione non si sia
risolta in un grande affare per nessuno».
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Felice
Saulino |
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