Manifesto 7 agosto 2001

INTERVENTO
Genova, sassi e computer
Il futuro lascia intravvedere nuove corse all'oro, altre guerre fra disperati: dopo il Brasile e la Guyana, nuovi filoni auriferi sono segnalati in Venezuela, con le prime colonne di garimpeiros in avvicinamento
GIANNI MARCHETTO *

Quella di Genova è stata una manifestazione di bella e brava gente. La novità è data dal fatto che pur avendo delle analogie con altri movimenti, penso a quello più importante del '68/'69, è un movimento che porta in sé una discontinuità politica e di "saper fare".
Come tutti i movimenti che spuntano da un mare di contraddizioni prodotti nella sfera economica, sul fronte dei valori nella società civile e politica, porta con sé un mare di impurità: i movimenti in genere non nascono in cima alla montagna, dove sgorgano limpide acque, sono piuttosto delle eruzioni vulcaniche che portano con se lava e detriti, ovvero sono la tracimazione di fiumi e quindi l'alluvione che ne viene con tutte le conseguenze. Questo si presenta come un movimento privo di ogni connotazione di classe, ovvero è interclassista più che altro nella sua "filosofia" che non per la propria estrazione sociale, e proprio per questo (forse) porterà a posizionare su sponde opposte l'opinione pubblica interessando, in maniera trasversale, tutti i ceti sociali, dai poveri, alla classe operaia, ai ceti medi, su su fino ai ceti borghesi e spaccherà il ceto politico e sindacale, specie quello di sinistra (vedi i Ds).
- Ed è proprio per questa sua caratteristica interclassista e per le potenzialità di rottura nel blocco dell'avversario, che si spiega la reazione dura dei poteri del nostro paese, che in un primo tempo ha tentato di "lisciarlo" (vedi Ruggiero della Fiat) in un tentativo di integrazione (fallito) e poi lo ha duramente "percosso" (Scaiola e Berlusconi) fino al tentativo di farlo diventare un tutt'uno con il Black Bloc nel tentativo di screditarlo.
In fondo è la prima volta che un movimento "interclassista" si pone come alternativo al "pensiero unico", o almeno così a me pare. Nel passato i movimenti a carattere interclassista hanno avuto tutt'altre funzioni: nella nascita del fascismo negli anni '20, per non parlare del blocco di potere democristiano che ha governato per circa 50 anni, tutto posizionato su una ipotesi di conservazione e di moderatismo. La stessa funzione del movimento operaio attuale viene vista, sempre dal potere come una funzione "conservatrice" - oggettivamente bisogna riconoscere che anche la parte con la schiena dritta (la grande parte della Cgil con in testa la Fiom) fa battaglie eroiche ma tutte di difesa - il mazzo in mano lo ha il padronato. Mentre, sempre agli occhi di questi, questo movimento si propone come altro dal pensiero unico ed è soggettivamente vicino, contiguo alle figure della globalizzazione, ne conosce i meccanismi, le storture, le mistificazioni, ecc. e quindi va messo a tacere.
La vera novità sta nel fatto di non essere per niente ideologizzato (nel senso di richiamarsi ad un unico filone ideologico) ma di avere in sé grandi e forti valori di una sorta di nuovo "umanesimo" e poi fatto di enorme importanza, di provenire per la gran parte da esperienze dirette di "saper fare", e comunque alieno alla sola chiacchiera verbosa anche se di sinistra .
Per tutto questo serve un atteggiamento positivo di reciproco ascolto - di andare a "rubare" il loro saper fare - abbandonando ogni atteggiamento saccente, di supponenza, (tipo: "adesso ti spiego io i mali della globalizzazione") ma confrontando la nostra esperienza e il nostro saper fare. Bisogna tentare di dare continuità a livello del territorio su contenuti e piattaforme per e non soltanto contro - in fondo questa è l'unica strada per evitare di essere sempre in brutta compagnia: contro ci si trova quasi sempre tutti, per significa fare una selezione a monte, visto che l'altra strada (quella di un movimento coeso e organizzato) è negata o comunque resa molto difficile dalla composizione stessa del movimento.
Per ultimo è una esperienza utile e importante, di vera contaminazione per il movimento operaio, visto il divorzio avvenuto in anni ormai lontani tra "esperienza e scienza" che ha contraddistinto in questi anni la nascita di una nuova generazione di lavoratori. Così come la contaminazione di questo movimento con i sindacati dei lavoratori che sono portatori di esperienza ormai più che secolare è più utile che mai alle acerbe esperienze di organizzazione delle varie associazioni che lo compongono.
Del tutto negativo sarebbe un atteggiamento "contemplativo" delle sorti di questo movimento, specie per il sindacato e per la sinistra. Oggi nessuno è in grado di fare alcuna previsione sulle sorti di questo movimento, l'unica previsione possibile è quella della presenza con le proprie idee, esperienze e saper fare che possiamo fornire al movimento per tentare di arricchirlo assieme alle idee, esperienze e saper fare di tutti gli altri soggetti.
Post Scriptum
Acthung, acthung: in ogni comunista (compreso Gianni Marchetto) c'è un carabiniere che dorme, in alcuni sonnecchia, in altri è sveglio ("all'erta stò" = uomini d'ordine) -attenzione anche a quelli di sinistra-sinistra dove il livello di supponenza e di intolleranza è sempre a livelli molto alti.

* Cgil Torino