La Stampa
«I magistrati si occupino di Casarini»
Giovedì 9 Agosto 2001

IL MINISTRO: TIMORI PER IL PROSSIMO AUTUNNO
Frattini: il Social forum è sempre più aggressivo

ROMA
QUESTO Social Forum sta diventando un moltiplicatore di iniziative aggressive e, temo, anche violente». Franco Frattini, ministro per la Funzione pubblica, assicura che «pure gli esponenti più avveduti della sinistra, come l’ex ministro dell’Interno Enzo Bianco, sono preoccupati per quanto potrà accadere nel prossimo autunno».
Qual è il timore, ministro?
«Di una saldatura del Global Forum a livello territoriale. Dopo Genova si è già costituito anche a Roma e a Napoli. A Venezia le "tute bianche" addirittura si mobilitano contro Berlusconi che arriva per siglare l’accordo sul passante di Mestre...».
Cosa significa?
«Ormai siamo di fronte a un movimento di antagonismo politico che punta esplicitamente sulla contestazione di piazza».
Con quali prospettive?
«Potrebbe innescare ad esempio una mobilitazione nelle scuole, nelle università, negli ospedali. E ci sono altri segnali di preoccupazione forte per l’autunno».
Di che tipo?
«Mi chiedo, e chiedo: in questo periodo l’unica voce che non ho sentito è quella delle Brigate Rosse. Come mai questo silenzio, quando per esempio il "Black-bloc" è collegato come tutti sanno con l’Eta militare e coi movimenti anarco-insurrezionalisti della Grecia?».
Le Br si sono fatte vive con un volantino...
«No, quello era falso, scritto col pennarello. Come ho detto, tacciono. E la domanda sul perché mi inquieta».
Lei è anche il responsabile dei servizi segreti. Vuol far intendere che le Br sono in silenzio perché stanno preparando qualche azione eclatante?
«Una risposta io non ce l’ho. E su queste materie così delicate, sarebbe pericolosissimo avanzare ipotesi».
Mettiamola così: le risulta che gli organismi preposti alla sicurezza siano in agitazione?
«Risultano segnali di preoccupazione a tutto campo. Relativi al radicamento territoriale del Global forum, a certe formazioni che vogliono saldarsi con l’ultrasinistra violenta. E questo allarme trova immediata conferma nella conferenza stampa dei Carc, comitati di appoggio alla resistenza per il comunismo, con l’annuncio che al vertice Nato di Napoli loro ci saranno e non staranno con le mani alzate».
Chi rappresentano i Carc?
«Si muovono nell’area che va dai centri sociali più agguerriti ai nuclei territoriali anti-imperialisti. Un’area tutt’altro che innocua. Se in più uno come Casarini annuncia che nelle prossime occasioni le "tute bianche" attaccheranno, e lo faranno con violenza, mi faccio una seconda domanda: come mai gli organi giurisdizionali assistono a queste pubbliche indicazioni senza parlare?».
Suggerisce ai magistrati di intervenire?
«Beh, insomma, un minimo di attenzione bisognerebbe prestarla».
E l’opposizione?
«E’ a un bivio. Può scegliere la strada indicata da Luciano Violante e da Giorgio Napolitano: dichiarare un’assoluta e totale condanna di ogni forma di violenza. Non simpatizzare con le formazioni estremiste, non ammiccare con quanti organizzano la manifestazione anti-Nato a Napoli».
In concreto?
«E’ la terza domanda: cosa faranno nel vertice di Napoli gli ex ministri Nesi e Diliberto, esponenti di un partito, il Pcdi, che considera la Nato simbolo di ostilità? Cosa farà l’onorevole Giordano, che è di Rifondazione comunista, o Ramon Mantovani che accompagnò in Italia Ocalan in Italia? E i Democratici di sinistra come si comporteranno? Se scenderanno in piazza contro la Nato, con Casarini e i Carc e le bottiglie molotov e tutto il resto, finiranno per confondersi con la sinistra che gridava "celerini assassini"».
Cosa si augura?
«Che mostrino la stessa solidità del vecchio Pci durante gli anni di piombo. Con i violenti e i filo-terroristi, Enrico Berlinguer non volle mai trattare».
E voi della maggioranza, al vertice Nato, dove sarete?
«Saremo, ovviamente, sulla stessa barricata delle forze di polizia. Vorremmo, guardandoci intorno, trovare gli esponenti della sinistra vicino a noi».