Corriere della sera 8 agosto 2001
«Niente zona rossa», Iervolino apre ai contestatori

Il sindaco di Napoli: dialogo solo se accettano la protesta pacifica. Ma sarebbe meglio spostare il vertice

NAPOLI - Il sindaco Rosa Russo Iervolino ne farebbe volentieri a meno. Gli operatori turistici anche, «se non si potranno avere assolute garanzie di sicurezza». Il resto della città si divide, ma l’auspicio prevalente è che il vertice Nato sullo scudo spaziale in programma il 26 e 27 settembre prossimi venga annullato o rinviato o spostato altrove. Insomma Napoli - la città che avviò la propria rinascita anche grazie al G7 e si mostrò cambiata a mezzo mondo in occasione della Conferenza Onu sulla criminalità - ora è tutt’altro che entusiasta di ritrovarsi, all’inizio dell’autunno, con i ministri della Difesa dell’Occidente riuniti magari a Palazzo Reale, e il movimento anti-globalizzazione in piazza a protestare, tra l’altro per la prima volta dopo Genova e per la prima volta a Napoli dopo gli incidenti del 17 marzo scorso, quando ci furono anche le prime polemiche per i pestaggi non soltanto di chi lanciava pietre e biglie, ma anche di manifestanti inermi.

PERPLESSITA’ - Ed è chiaramente una questione di paura, anche se le parole del sindaco non vanno lette in questo senso, o almeno non soltanto in questo senso. Rosa Russo Iervolino ha già espresso le sue perplessità ai ministri della Difesa e dell’Interno, domani presiederà il comitato per l’ordine e la sicurezza e aspetta con ansia che il Consiglio dei ministri prenda posizione ufficialmente sull’opportunità di ospitare o meno il vertice di settembre. Dice: «Se decideranno che non se ne farà nulla, sarò sicuramente più tranquilla. In caso contrario sia chiaro: non voglio grate nelle strade della mia città. Non voglio transenne né zone rosse. E soprattutto non voglio scontri tra forze dell’ordine e giovani, e voglio che tutti possano esprimere pacificamente la propria opinione e che nessuno provochi danni alla città».
Vuole tutto quello che sicuramente avrebbe voluto anche il sindaco di Genova, e poi le cose sono andate come sono andate. Ma Iervolino non ne fa soltanto una questione di ordine pubblico. Spiega che «alla vigilia delle vacanze estive è giusto porsi la questione se sia opportuno o meno venire qui a parlare di scudo spaziale, perché è chiaro che un vertice su quest’argomento è molto più pericoloso di quello sulla fame nel mondo che si dovrebbe svolgere a Roma. Io la questione l’ho posta ai ministri interessati e devo dire che loro ci stavano già pensando. Vedremo che cosa decideranno».


APPELLO - Il sindaco fa sapere anche di essere pronta ad incontrare i rappresentati del movimento contro la globalizzazione, «purché si riconoscano nella protesta pacifica», ma fuori da Palazzo San Giacomo la preoccupazione è meno politica e più pratica. Il questore Nicola Izzo e il prefetto Carlo Ferrigno non fanno sapere le proprie opinioni, e non potrebbe essere altrimenti, visti gli incarichi che ricoprono. Ma gli operatori turistici, quegli stessi che ricordano il periodo del G7 come uno dei più redditizi per la loro attività, sono evidentemente preoccupati. Giovanni Ambrosi, presidente degli albergatori napoletani: «Io non dico che il vertice deve essere annullato, anzi, abbiamo tutto da guadagnarci se ci sarà. Ma soltanto se si riuscirà a prevenire qualsiasi contraccolpo. Altrimenti rischieremo di pagare un prezzo pesantissimo».
F.B.