Manifesto 9 agosto 2001

INTERVENTO
Sviluppare violento
ANTONIO ONORATI *


Molti non conoscono le immagini della disperazione delle mogli di quei contadini americani che, piegati dall'indebitamento con le banche e dal taglieggiamento dei monopoli agroalimentari, si suicidano, spesso in modo dolorosissimo, non resistendo all'impatto del mercato globale. Anche se non ne abbiamo le immagini sui nostri schermi televisivi, essa resta tragicamente devastante, quanto e più della furia cilena a Genova.
Dentro le società, attraverso il Pianeta, cresce il divario non solo tra ricchezza e povertà ma fra minuscole élite che, dentro e fuori le imprese ed i governi, detengono il potere - spesso incapaci di governare le società e le nazioni e quindi sempre più autoritarie ed antidemocratiche - e quanti sono costretti a vivere nell'insicurezza dei loro giorni. Cresce ad una velocità quasi esponenziale.
La violenza, non solo fisica, di questa esclusione cresce anch'essa. Ne conosce zone rosse o zone gialle. Nelle regioni povere del pianeta, in Cina come a Lima o in Zimbabwe come in Svezia o nel Nebraska o in Kalimantan, questa violenza struttura la vita quotidiana dell'enorme maggioranza della popolazione. Con buona pace di quello che pensano Berlusconi o Fassino.
Allora a che serve spostare vertici, proporre un dialogo nella disperata ricerca di interlocutori con l'idea di tendergli poi trappole repressive, rinverdire tentazioni militaresche o proporre una sorta di autolimitazione e cristallizzazione ai movimenti sociali, come fa qualcuno (Violante, intervistato ieri da La Stampa).
Oggi Bush ed il suo scudo stellare, con il corollario di morte che questo presuppone, oltre che di distruzione di ricchezza necessaria alla sua realizzazione, non ha niente da raccontare alla moglie del farmer morto suicida per convincerla che tutto questo è necessario per "sostenere lo sviluppo".
Allora - se si vuole limitare la spirale della violenza - è necessario che la sovranità alimentare sia il filo conduttore della discussione al prossimo Vertice Nato, da fare nelle stanze dei Generali dell'Allenza.
* presidente
della Ong "Crocevia"