La Repubblica 8 agosto 2001

Klestil protesta con Ciampi
"L'Italia liberi i nostri teatranti arrestati durante il G8"


ROMA - È di nuovo bufera tra Roma e Vienna per il caso dei 16 manifestanti austriaci arrestati a Genova durante il G8 e tuttora in carcere in Italia. Dopo la veemente protesta del ministro degli Esteri Benita FerreroWaldner, ieri è stata la volta del capo di Stato austriaco di intervenire sulla vicenda.
Thomas Klestil ha preso carta e penna e chiesto, con una lettera al presidente italiano Carlo Azeglio Ciampi, la rapida scarcerazione dei 16 austriaci del gruppo teatrale "VolxTheaterKarawane" (la carovana del teatro popolare).
Il caso sta scatenando polemiche e proteste a Vienna, mentre è in atto una campagna di stampa che chiede ragione della sorte dei giovani teatranti. Alcuni politici austriaci parlano di molestie e maltrattamenti, e non escludono di fare causa alla polizia italiana. Klestil ha promesso ai parenti degli arrestati un intervento presso le autorità italiane per un trattamento corretto dei detenuti.
«Il capo dello Stato austriaco - recita un comunicato reso noto dalla Presidenza a Vienna - si è adoperato per il rilascio più rapido possibile, dopo una equilibrata valutazione della situazione nel corso dell'udienza di riesame della carcerazione fissata per il 13 agosto. Sulla base del legame di amicizia tra Klestil e Ciampi, come anche per il bene dei rapporti italo - austriaci, il presidente ha chiesto quindi direttamente aiuto al suo collega italiano. Per il presidente è importante fare in modo che i cittadini sia dell'Austria sia dell'Italia seguitino ad avere fiducia nello stato di diritto».
La prosa burocratica della nota non nasconde affatto l'irritazione di Vienna, con la nemmeno troppo velata ipotesi di una ripercussione sulle relazioni fra le due capitali. Già dieci giorni fa Klestil aveva chiesto al ministro degli Esteri italiano, Renato Ruggiero, durante la sua visita a Vienna, chiarimenti senza lacune sul comportamento delle forze di sicurezza italiane. E si era battuto per ottenere garanzie sul trattamento dei detenuti, nel rispetto dei diritti umani.
Si era mossa anche, in maniera piuttosto decisa, la signora FerreroWaldner. Ilministro degli Esteri austriaco si era detta «indignata» per il trattamento umiliante riservato dalle forze dell'ordine ai 16 dimostranti antiglobalizzazione. «Lo ritengo un comportamento - aveva detto - non scusabile e mi attendo dall'Italia una dettagliata inchiesta e il chiarimento delle autorità responsabili». Ruggiero aveva offerto risposte ritenute «positive» da Vienna. Ma il rilascio non c'è stato.
Ieri si è svolta intanto senza incidenti la riunione di circa 150 dimostranti tedeschi davanti al consolato italiano a Dortmund, in Germania. Chiedevano, vestiti tutti rigorosamente di nero o in frac, la liberazione di una ventina di loro amici ancora chiusi nelle carceri genovesi. Una delegazione è stata ricevuta dal vice console. La sorte dei 21 manifestanti sarà affrontata questa mattina dal giudice competente.
(m.ans.)