Corriere della sera 23 giugno 2001
G8,
inutile creare riserve indiane
di FULVIO SCAPARRO
- Ma si può? Dove si è mai visto qualcuno che propone ai giovani vitto e alloggio se
faranno i bravi e contesteranno il G8 con le dovute maniere? Per non parlare di chi ha
avuto la brillante idea di trovare uno spazio tutto per loro, ben distante dal Palazzo
Ducale di Genova, assicurando ad entrambi gli eventi «la stessa visibilità mediatica».
Come se fosse possibile ordinare ai media di cosa devono occuparsi. Mi vengono in mente le
trovate di chi, per ridurre limbrattamento di muri e monumenti cittadini, aveva
proposto di riservare appositi spazi per i cosiddetti writers oppure di togliere dal
commercio le bombolette spray. Creare riserve indiane non ha mai portato nulla di buono.
Confrontarsi e dialogare non sono segni di debolezza. Sono amico di alcuni ragazzi che
andranno al G8 a Genova. Non ho potuto dire loro di non andare, se non altro perché
ricordo cosa pensavo e facevo alla loro età e perché mi ritrovo in molti dei loro ideali
e delle loro utopie. Ma mi sarei sentito in colpa se non avessi dato loro alcuni consigli.
Ho detto loro che prima di essere «popolo di Seattle» sono Paolo, Luisa, Caterina o
Marco, con le loro teste e la loro responsabilità individuale da non perdere mai di vista
soprattutto quando si è in piazza in tanti. Uno slogan ad effetto non diventa vangelo
solo per il fatto di essere gridato da un coro di migliaia di voci. Occorre poi evitare di
essere «antitutto», come ha scritto giorni fa su questo giornale Edoardo Boncinelli:
meglio, molto meglio, decidere a cosa opporsi e cosa accettare, anche a costo di trovarsi
in minoranza. Infine, il solito consiglio che spesso viene accolto con sufficienza da
ragazzi che credono di saperla lunga. Alla larga dai mestatori di professione, da chi
vuole usarvi, da chi ha già deciso oggi, a settimane dal G8, che ci sarà violenza
comunque o da chi scambia quei giorni con Armageddon. Fare sentire la propria voce con
mezzi nonviolenti deve restare il massimo degli obiettivi a cui deve corrispondere
equilibrio e autocontrollo da chi tutela lordine pubblico. Conoscere, spiegare,
confrontare le idee, diffonderle con ogni mezzo, cercare di convincere, è la migliore
risposta a chi ritiene che non vi siano alternative allo scontro. Servono passione,
ostinazione, coraggio ma soprattutto la vecchia e spesso dimenticata fiducia nella
ragione. «Di ciò che è scaturito - scriveva Goethe - non siamo più padroni, ma siamo
padroni di renderlo innocuo». fulvioscaparro@tin.it
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