Manifesto 13 giugno 2001
Una tela di donne circonderà Genova
Venerdì e sabato il primo grande evento anti-G8, voluto dalla Marcia mondiale delle donne prima del vertice: il tempo per riflettere e non cadere in trappole militari. Quelle che stanno facendo impazzire la città...

AUGUSTO BOSCHI - GENOVA

Le donne contro il G8. Venerdì e sabato il movimento delle donne apre le contestazioni al summit con due giornate di convegno e una manifestazione che si snoderà per le vie della futura "zona rossa". La due giorni, voluta dalla Marcia mondiale delle donne che raccoglie 140 gruppi e associazioni di donne, ha come titolo "Punto G: genere e globalizzazione" e sarà ospitata a Palazzo San Giorgio. Alla fine dei lavori, ai quali parteciperanno ospiti straniere e attiviste del movimento femminista provenienti da America latina, Asia, Africa e Stati uniti, l'evento si sposterà nelle strade del centro storico genovese. Qui, usando materiale differenti, stoffa, corde, nastri, verrà costruita una rete sulla quale saranno attaccate foto, scritte, magliette che spieghino i motivi per dire no al governo degli otto grandi e che, nelle intenzioni delle organizzatrici, dovrebbe essere portata a Genova durante il vertice di luglio per cingere la "zona rossa". Cosa in realtà alquanto difficile, dal momento che le manifestazioni saranno vietate non solo nella "zona rossa" ma anche in quella gialla.
Intanto il clima di "paura" intorno al vertice cresce ogni giorno di più. Succede anche che una ditta genovese che si occupa di stampe digitali abbia lanciato, un po' per gioco e un po' sul serio, l'idea di camuffare le vetrine e le insegne di negozi e uffici ritenuti a rischio: pannelli di plexiglas o riproduzioni di dipinti famosi a nascondere le vetrine, finte insegne per depistare i contestatori più arrabbiati. Ora la ditta in questione sta pensando di appaltare parte del lavoro ad aziende esterne per fa fronte a tutti gli ordini ricevuti. A chiedere di poter nascondere la propria insegna dietro quella più anonima di un panificio o di un centro solare sono soprattutto le multinazionali che hanno uffici nel capoluogo ligure, ma le richieste sono arrivate anche dalle agenzie di lavoro interinale.
In attesa del vertice, però, quello che preoccupa i genovesi è una scadenza più vicina: il 30 giugno. Una data storica, la data della sollevazione della città che nel 1960 rifiutò di ospitare il congresso nazionale dell'Msi innescando una protesta che sfociò in una rivolta di piazza e provocò la caduta del governo Tambroni. Il gruppo neofascista di Forza Nuova ha scelto proprio Genova e il 30 giugno per il suo raduno nazionale. Alle proteste dei centri sociali e di Rifondazione, che ha annunciato una contromanifestazione per lo stesso giorno, via via si sono aggiunte altre prese di posizione: tra le ultime quelle dei lavoratori del porto della Culmv, decisi a scendere in piazza come 40 anni fa, e quella del presidente della regione Sandro Biasotti, di Forza Italia, che ha chiesto al neo ministro dell'interno, Claudio Scajola, e al prefetto di Genova Antonio Di Giovine di non permettere alle croci celtiche di sfilare per le vie della città: "A un mese dal vertice dei G8 - ha detto Biasotti - dare spazio a Forza Nuova significherebbe creare le migliori condizioni per riaprire vecchie ferite e alimentarne di nuove".
Intorno al summit di luglio si concentra il dibattito politico cittadino: l'altra sera, in un infuocato consiglio comunale, il sindaco Giuseppe Pericu ha lanciato un ultimatum ai violenti: "La nostra città è in grado di accogliere sia i G8 che le contestazioni: se le manifestazioni però non fossero pacifiche, il sindaco opererà perché non avvengano", ha detto il primo cittadino guadagnandosi applausi e consensi dai banchi dell'opposizione di centro destra. E quindi ha continuato definendo "tempestiva" l'ordinanza del prefetto che di fatto blinda la città e ha invitato i cittadini a sopportare i sacrifici.
Ma torniamo ai sacrifici. I negozi nella "zona rossa" si preparano a una serrata generale e solo chi non ha la possibilità di andare altrove sembra disposto a rimanere segregato nel cuore antico della città. Non andrà meglio a chi vive nella "zona gialla" o comunque avrà necessità di spostarsi da un quartiere all'altro della città: il traffico sarà rivoluzionato e l'assessore al traffico ha previsto una spesa di 200 milioni per acquistare una nuova segnaletica mobile. Ma il presidente dell'Azienda mobilità e trasporti già avverte: se verrà confermata la chiusura di piazza Corvetto far circolare gli autobus diventerà impossibile.