La Repubblica 22 giugno 2001
La mossa di Ruggiero il Terzo Mondo al vertice
"La musica dei giovani può aiutare il dialogo"
MARCO ANSALDO
ROMA - Il Grande negoziatore ha cominciato a tessere la sua tela. Celebre per le capacità
diplomatiche sviluppate in quarant'anni di carriera fra governi e organizzazioni
internazionali, Renato Ruggiero prepara le mosse per il G8. Adottato lo slogan che
diffonde da quando è arrivato alla Farnesina, «sì al dialogo, no alla violenza», il
nuovo ministro degli Esteri delinea la sua strategia: riunire personaggi importanti, volti
simbolo, premi Nobel come Nelson Mandela o Amartya Sen, in un grande incontro con le
Organizzazioni non governative per discutere dei grandi temi della globalizzazione e degli
argomenti al centro del summit dei Grandi. Pensa a un controvertice riservato ai paesi
poveri, per raccogliere la loro rabbia e i loro suggerimenti e portarli al tavolo degli
Otto.
L'idea è molto suggestiva e realizzarla significherebbe lanciare un segnale molto preciso
per il dialogo, in un momento in cui la pressione sul vertice continua a salire. Ma le
tute bianche dei centri sociali, una delle anime che compongono il Genova social forum (la
rete di associazioni che si oppone al G8) replicano picche alle proposte del governo.
«Non crediamo a queste aperture - spiegano - anche perché non si dialoga con una pistola
puntata alla tempia. A Genova sarebbero già pronti 200 body bag (sacchi per trasportare i
cadaveri) e sono stati già allertati gli obitori. Il governo non ha smentito queste
notizie e tutto ciò pesa sulle trattative». Se l'esecutivo vuole dialogare, affermano
ancora, «faccia passi seri: qualcosa di concreto, segnali tangibili di una politica
economica diversa da quella attuata finora».
Ma il negoziatore non molla. «Il solo no che diciamo con forza è quello alla violenza,
perchè non è spaccando vetrine che si risolve la povertà nel mondo». A suo avviso anzi
il cantante Manu Chao, uno dei simboli della lotta alla globalizzazione che il ministro ha
invitato a Genova, può diventare un mezzo di dialogo tra governanti e popolo di Seattle.
«La musica è senz'altro una delle strade che può contribuire. Uno dei nostri problemi,
visto che ho 71 anni, è che non abbiamo il linguaggio dei giovani e che, spesso, è
difficile comunicare. Questo è un atto di umiltà che dobbiamo fare noi, non i giovani».
Non c'è ancora una data sul controvertice, ma la riunione potrebbe tenersi a Roma qualche
giorno prima di quella dei ministri degli Esteri del 18 per preparare il supervertice
(2022 luglio).
Qualche preoccupazione viene già oggi da S. Margherita, dove l'Associazione dei giovani
industrali tiene il tradizionale convegno. C'è il timore di incidenti. Alla riunione
potrebbe partecipare Silvio Berlusconi, nella sua prima "ispezione" in loco
prima del summit.
Nel capoluogo ligure la tensione aumenta. Il G8 potrebbe essere nel mirino delle nuove Br.
Le sigle terroristiche che hanno firmato l'attentato alla sede dello Iai lo scorso aprile
a Roma infatti potrebbero preparare qualche azione nei giorni del summit. Proprio
nell'ultima pagina del documento dei Nuclei di iniziativa proletaria rivoluzionaria
diffuso via email dopo l'attentato si commemoravano i «militanti delle Br» uccisi in via
Fracchia nel 1980. Da Washington il Dipartimento di Stato fa sapere di «prendere sul
serio le notizie di minacce terroristiche» rivolte contro Bush. Fonti del servizio
segreto responsabile della sicurezza del presidente dicono «di essere al corrente delle
minacce». Ma per ora il programma non cambia. Bush e la delegazione Usa saranno a Genova.
|