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pubblicato il 3.11.07
Verona: terminato il processo per l'aggressione fascista a VoltoS. Luca del luglio 2005
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Comunicato inviato ad infoantifa@ecn.org

IL CIRCO E’ FINITO !!!!
Il 23 Ottobre nel tribunale di Verona di fronte il giudice Monica Sarti si è concluso l’ultimo atto ignobile dell’aggressione fascista a Volto S. Luca del 17 Luglio 2005, perpetrata contro 5 compagni/e antifascisti/e. Senza dover ricordare cosa fu quella aggressione infame (già abbondantemente chiarito in passato), dove oltre 40 fascisti assaltarono a sprangate e coltellate 2 compagni e 3 compagne di cui una minorenne e le ripercussioni che ebbe sulla politica veronese, nazionale e sulla vita dei 5 militanti, vorremo soffermarci sul circo giudiziario, mediatico e sociale, che ha caricato di squallore e sinistri presagi tutta la vicenda. Di oltre 40 fascisti provenenti da mezza Italia per la festa della squadra calcistica dell’Hellas Verona (raduno nazista sponsorizzato dalle varie giunte comunali di ogni colore, tristemente noto ogni anno per gli atti di razzismo e di squadrismo fuori e dentro la festa), le solerti forze dell’ordine che seguivano il branco da ore per la possibilità di “intemperanze”, arrestarono 6 fascisti di Forza Nuova e Fiamma Tricolore, dopo l’aggressione e il tentato omicidio dei/delle 5 compagni/e. Il resto della “spedizione”non furono in grado di identificarlo anche se tutti conosciuti dalla questura per altri atti di violenza e scontri allo stadio. Le indagini della Digos e del pubblico ministero, tentarono fin da subito e per tutte le successive udienze, di far passare un tentato omicidio per una rissa tra opposti estremismi, dove tutti un po’ ubriachi hanno esagerato. Ci si chiede se le indagini della digos su i fascisti abbiano lo stesso accanimento e la stessa bramosia repressiva che adottano nei confronti di anarchici e comunisti, lavoratori in sciopero, senza casa o immigrati. La stampa e i pennivendoli asserviti incalzarono per oltre due anni l’opinione pubblica cercando di giustificare o sminuire l’accaduto e la situazione creatasi a Verona di totale impunità nei confronti dei vari soliti noti fascisti che aggredivano, accoltellavano e bruciavano centri sociali e sedi di immigrati (una di queste infami figure è seduto oggi nel consiglio comunale e si chiama Andrea Miglioranzi) Il pubblico ministero Motta, per evitare ogni coinvolgimento di altri fascisti e accuse più pesanti, ha cercato di chiudere il prima possibile la questione, cancellando testimoni, asserendo con un medico legale della procura che le ferite dei compagni non erano mortali ma “epidermiche” e non c’era pericolo di morte (uno dei compagni ha avuto 150 punti di sutura da armi da taglio su tutto il corpo e sul petto, un altro mandibola rotta, costole rotte, accoltellamento alla testa e una disfunzione uditiva, e una ragazza 3 costole incrinate e ematomi e tagli su tutto il corpo!!). Poi si arrivò al ridicolo con la digos che fa sparire i tabulati telefonici di quella notte delle telefonate tra i fasci e altre documentazioni dell’
indagini, probabilmente troppo compromettenti dato che nel branco dei vigliacchi molti erano figli della Verona bene e ricca, della Verona del sindaco fascista Tosi (il quale, al tempo che non era ancora sindaco, andò a trovare in carcere i 6 fascisti arrestati per portargli tutta la sua solidarietà). La Verona che produce e vuole ordine.
Addirittura mettono sotto indagine altri compagni che quella notte non c’erano e non sapevano nulla, l’importante era offuscare la verità. In questi due anni ci si pone l’interrogativo di che fine abbiano fatto gli avvocati degli aggrediti e cosa avranno fatto di fronte a continue coperture verso i fascisti veronesi a discapito dei loro assistiti : UN BEL NIENTE!!! Gli avvocati veronesi in quanto tutti colleghi, intrallazzati negli stessi studi legali tra difensori dei fascisti e degli aggrediti, tutti seduti alla stessa “mangiatoia” (si sa….. cane non mangia cane, un cliente oggi è tuo, domani è mio!!), hanno tenuto un “terrore” reverenziale nei confronti del pubblico ministero scocciato e annoiato da tanto clamore e con gli avvocati dei fascisti hanno pensato ad un ridicolo risarcimento di qualche decina di migliaia di euro per potersi riempire le tasche con la parcella e fare “contenti” i compagni “morti di fame” che nella loro vita proletaria quei soldi non gli avranno mai visti!!! La fine del circo è quella di un tribunale che equipara il “terribile” crimine di alcuni ragazzi che scrivono solidarietà con bomboletta su di un muro, a una quarantina di assassini fascisti che tentano di uccidere 5 compagni/e!!!!
Tutta questa vicenda ci ha confermato ciò che già sapevamo da prima di questo “spettacolo circense” fatto da azzecca garbugli avidi, pennivendoli discreti, fascisti assassini e istituzioni conviventi con essi : CHE L’ANTIFASCISMO NON SI FA NELLE AULE DEI TRIBUNALI DELLO STATO CHE COLTIVA E COPRE FASCISTI VECCHI E NUOVI, NON SI FA CON I PARTITI E PARTITINI DI UNA SINISTRA BECERA E CAPITALISTA CHE LI RIVALUTA E LI LEGITTIMA, NON SI FA CON ISTITUZIONI ASSASSINE E SFRUTTATRICI…………..L’ANTIFASCISMO E’ SOLO MILITANTE E SI FA QUOTIDIANAMENTE NELLE STRADE, NELLE PIAZZE, SUI POSTI DI LAVORO E NELLE SCUOLE. Ancora oggi molte realtà del movimento veronese e nazionale pensano al fascismo come qualche cosa di lontano e anacronistico credendo in un antifascismo “legale”, riconosciuto e di maniera ………purtroppo fallimentare. NEGARE LO SPAZIO, L’AGIBILITA’, L’OSSIGENO E L’ESISTENZA AI FASCISTI E’ UN DOVERE RIVOLUZIONARIO OLTRE CHE UNA NECESSITA’ PER TUTTE LE REALTA’ E INDIVIDUALITA’ COMUNISTE O LIBERTARIE CHE LOTTANO PER UN REALE E RADICALE CAMBIAMENTO DI QUESTA SOCIETA’
OPPRESSIVA E DITTATORIALE, DOVE IERI COME OGGI, NAZISTI E FASCISTI SERVONO COME DETERRENTE E BRACCIO ARMATO ALLE FORZE DEL (DIS)ORDINE E I POTERI FORTI CHE VORREBBERO UN MONDO DI SCHIAVI E DI SFRUTTATI SILENZIOSI E PACIFICI.

NO PASSARAN

Antifascisti/e veronesi


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