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Antipsichiatria on-line. Extraordinarie. Storie
L'accento è bagnato,
inumidito da dissapori estranei. Estrae una lingua carnosa del colore
dell' elefante non devi aver paura mi fa ha una fila di denti bianchi
scuote la testa la piazza Ë piena di gabbiani impestata di luce e
delle malattie di tutti. E non c'È una nicchia di scampo, un fiato
da trattenere nel cervello, ed È come se se tutto fosse troppo
orribile per essere vero e tu sei stordito e ti sembra di non capire e
vorresti dormire, evadere in qualche modo ma sei lÏ dentro, imprigionato
in quella piccola stanza che brucia che È la tua testa, e non puoi
fare niente: non ti serve neanche correre, che le fiamme ti lambiscono
da qualsiasi parte tu vada. Dentro ogni cosa e ogni pensiero si nasconde
una metafora orribile : "Appassisci, prostrati! " Urla. I loro
affanni si condensano in alto a sinistra mi vogliono far morire scaricando
su di me tutti i loro terrori mi hanno dato fuoco qualche giorno fa ma
io non muoio, resisto e seguito a crepitare nel rogo . La gente che passa
mi stacca a brani con le occhiate, altri scappano, hanno paura di me?
A
filo. Concentrarsi a filo. Spegnete questa cazzo di luce! Non È
possibile, non può essere vero. Una volta il sole era diverso. Non posso
spegnere come quando andavo a dormire non sto dormendo È vero È tutto
vero. Basterebbe un'aspirapolvere per passare a lucido questa città marcia
questi palazzi lebbrosi scavati nel buio. No! cosa dico? non si può, mi
sto di nuovo illudendo. Cerca di stare sveglia. A filo . Concentrarsi a
filo. Quando la casa brucia , bisogna saltare dalla finestra o morire
dentro la casa . Ho in pugno la morte, come una mosca: basta aprire il
pugno e la mosca vola via. Poveri stronzi voi che mi credete fragile! Se
sperimentaste solo un frammento del mio terrore urlereste come porci
scannati. Spegnete la luce! No mi sono sbagliata di nuovo: non si può. A
filo : concentrarsi a filo. Rabbrividisco in questa estate dell'epoca
glaciale correnti gelide mi attraversano andate al mare andate al mare
bastardi, andate a scaldarvi al sole dell'incoscenza: io ho il peso di
tutta la storia dell'uomo di quando non c'era ancora nessuno e un vento
gelido fischiava fra le foreste silenziose, ho tutto: ho l'uomo e
l'animale. A volte divento lupo ma non posso ringhiare, si accorgerebbero
che sono pazza. Ferocia animale e scenari primordiali: nei miei sogni e
dalla mia finestra. Il tempo c'è e non c'è : io osservo in trasparenza più
di ventimila anni so benissimo di non essere in una foresta o in un
ghiacciaio ma c'è, lo sento, È nascosto dietro questa ridicola facciata di
modernità, dietro questo stupidissimo orologione elettronico, a lato di
questo bar, in fondo a quella strada color cenere. Io prendo tempo, mi
alzo, faccio due passi....NO! Di nuovo sbagliato! Cazzo, non È possibile,
non può essere vero, CI DEVE ESSERE UN ERRORE. Forse un repulisti : mastro
lindo che pulito ti ci vedi. Ti ci vedi! No non È pubblicità questo non si
può fare, È inutile affannarsi a trovare una soluzione bisogna mostrare la
gola forse il nemico avrà pietà oppure mi ucciderà, qualcosa insomma! se
resisto produco queste alternative sghembe propiziatorio È il fuoco che
chiama il fuoco, perché il sacrificio si consumi, è come spalmarmi addosso
la pece per bruciare più lentamente se resisto continuo a bruciare
all'infinito è questa la formula dell'inferno : i diavoli che stuzzicano i
dannati renitenti ma se il dannato si lascia andare cambia la storia.
Psicosi. Dice : "psicosi". Cosa crede, che non lo sappia? "ma questa è
psicosi! ne esca fuori! La smetta di pensare così!" si affannava come un
pompiere: era arrabbiato spaventato e preoccupato allo stesso tempo. Mi ha
fatto tenerezza. Gli ho lasciato credere di aver scavalcato all'indietro
il cerchio di fuoco, ma sono rimasta lì ad aspettare che il terrore si
sedimentasse e si cristallizasse quello che lui chiama delirio che aiuta
in realtà a guarire è come un bubbone che scoppia ti fa meno male ti
toglie l'ansia molto di più di quelle porcate immonde, ti fa sentire più
sereno È come camminare sul terrore lui non può capire, non ha abbastanza
coraggio e forse non c'é l'ho neanch'io altrimenti non verrei al diurno
tre volte alla settimana. A volte ha paura di me, di quando ringhio di
rabbia mi fa smettere non sa che la mia rabbia è sempre motivata, che io
non gli farei alcun male perché lui non l'ha fatto a me non mi da' le
porcate, non mi fa il ricovero mi tratta con umanità, non sono obbligata a
venire: meno male che l'ho incontrato È pur sempre uno psichiatra però e
spesso non mi spingo più in là lui vede l'abisso e allora io non ne parlo,
parliamo d'altro. "Come va' il mangiare?" "non tanto bene, mi si appiccica
tutto al palato e non riesco a deglutire anche i liquidi mi sembrano
pesanti.." "provi con lo jogurth greco e un pò di miele, È molto
energetico, altrimenti non si regge in piedi" "ma non ce la faccio" "si
deve sforzare, Ë molto difficile, lo so', ma si deve sforzare se smette di
mangiare....io le voglio evitare il ricovero la forza ce l'ha, faccia uno
sforzo" "non può immaginare quanto è difficile" "so che lei può farcela,
il ricovero è una bruttissima esperienza, mi creda, segna." mi viene in
mente mia mamma che mi imboccava mi fa tenerezza. però;
non mi capisce, non sa nulla di me, non mi aiuta a passare il cerchio
di fuoco, adesso che ne ho il coraggio cerca di farmi tornare indietro,
di riportarmi alla ragione. dovrà; fare tutto da sola. stare al
gioco e contemporaneamente soggiornare nell'altra dimensione. " va'
bene, vedrò di fare questo sforzo." "non ha preso LSD
vero?" no, magari perché; l'acido passa, questo non passa mai.
"mescalina?" NO! gliel'ho già; detto! "Visto che lei
è lucida, non si tratta di schizofrenia come pensavo agli inizi
: lei è fortunata, può guarire. E' psicosi, ma psicosi depressiva."
penso che tanto morirò e non me ne frega niente. "ha avuto
voglia di uccidersi?" dico no ma ho in pugno la mosca. "ancora
paura della malattia? non si preoccupi, non sta morendo." vorrei
credergli perché il decompormi mi fa paura ma lo so' che sono piena
di virus, persino agitarmi li fa moltiplicare, come quelle palle di vetro
con dentro i paesaggi che se le agiti nevica: più mi muovo, più accellero
il processo. Incomincio a tremare, ho delle scariche. "vedo che parlare
di queste cose la agita. Parliamo d'altro allora". Sento un rombo
al piano di sopra come una mandria. "niente paura, sono i pazzi che
fanno ginnastica".Ride. Mi poso sugli intonaci. Attraverso la finestra
: una fronda d'eucalipto spazza il cielo metallico, il cielo del manicomio.
"l'accompagno all'uscita, così facciamo due passi e continuamo
a parlare." Tutto sembra normale e immobile dentro questa cinta di
mura, al di fuori, il mondo e la follia.Qui la follia si riassorbe e il
vuoto prende il suo posto. Sempre lo stesso tragitto: casina con biancheria
stesa, filare di pini marittimi, giardino incolto, la madonnina alta e
bianca, i gatti e i pazzi. I pazzi sono pupazzi stesi ad asciugare sulle
panchine.Qualcuno mi chiede una sigaretta.sento su di me il peso di un
privilegio, ma non mi guardo indietro. una volta fuori, riprendo a tremare:
non mi illudo più di essere pazza la narcosi svanisce, si dispiega la
vita, crudele e terribile, ma mai piatta. comunque so che è meglio
il terrore, quel fuoco vivo, che il vegetare di quel serenase ambientale
che ti tramuta in una larva mai nata...varco l'uscita,(le forche caudine
del linguaggio, quando il brusio diventa senso).. E' la stessa differenza
che passa fra un feto in un barattolo di formalina e uno nel ventre della
madre.La giornata è brutta alla fermata del bus c'é già
un nugolo di gente.mi scrutano.io penso al barattolo di formalina.Formalina
varichina candeggina, lustrare a lucido queste piazze sporcate di pece
malinconica mastro lindo che pulito ti ci vedi! Ti ci vedi! Canzoncina?
Sottofondo del terrore? Sbagliato! non è come in casa non puoi
pensare di ripulire il disordine dell'universo a filo concentrarsi a filo.
perché mi guardano male? cosa ho fatto? "guarda un pò
sta tossica di merda che non sta nenche in piedi!magari c'ha anche l'aids
qua ci sono dei bambini.." Non ho fatto niente, non ho mica ucciso
qualcuno. Bastardi! E la sete malsana mi oscura le vene. Vedrete, vedrete,
quando sarò tornata dal viaggio, se mai ritornerò, allora
mi saprò difendere! prendo fuoco ai loro sguardi il mio riluce
opaco come un pomo d'ottone. vedrete, quando ne uscirò! Come la
prateria lasciata all'oblio, cresciuta e fiorita d'incenso e zizzania,
al feroce ronzio delle sporche mosche.Ronzio. Feroce. Feroce. Feroceeee.
Fare a pezzi. Sentire l'odore del sangue. Adesso. che siamo nel 3000 o
nel 20.000.Concentrarsi a filo. adesso scappate, non dite più niente,
avete paura eh? Alla luce del sole divoratore di carne carne che brucia
sotto il sole nero sole antico malato in cancrena. Cancrena. Oscurità
. morte. 10.000 acidi lisergici che precipitano dal cielo . Senza fondo
. il cielo non è azzurro. senza fondo. la notte permanente dell'universo.
buio senza fondo. Ben venga ben venga il tempo che di sé accenda.
ho avuto tanta pazienza da scordare per sempre, timore sofferenza sono
andate su in cielo e la sete malsana mi oscura le vene. ho di nuovo la
mosca in mano, ho la morte davanti, non ne ho paura io, l'universo si
è ricompattato, e posso di nuovo camminare sulla piattaforma del
delirio. e la sete malsana mi oscura le vene. vedrete. vedrete. adesso
sorrido per forza devo sorridere i loro sguardi mi squartano e io sorrido
anche a questa devo sorridere, mi guarda male e io le sorrido, cosa devo
fare? non posso mica ucciderla però sorrido e intanto immagino
di darle fuoco. che bruci anche lei.prego signora, salga pure, c'ero prima
io ma non importa, io vengo dopo, vengo sempre dopo e voi cosa avete da
guardare? io lo sò che sono innocente anche se tutti questi bastardi
si credono migliori di me loro ucciderebbero per molto meno, lo so', basterebbe
solo un frammento della mia ansia, sono esseri protervi, sgomitano per
niente, ti spingono per niente, basta solo un pò di stress e diventano
delle bestie, ma io voglio dimostrare che sono meglio di loro, anche se
sono invasa dal terrore, anche se questo mondo sta andando in rovina ,
anche se sto per morire.
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