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VERTICE MONDIALE DELLA FAO
DUE UMANITÀ SEMPRE PIÙ POLARIZZATE,
La povertà, l'ineguaglianza e la disoccupazione, non sono però appannaggio solo del Terzo Mondo e toccano anche i paesi del Nord. Durante il periodo seguito al 1988, l'economia mondiale ha conosciuto il declino più accentuato degli ultimi 50 anni. Sono aumentati i tassi di disoccupazione nel mondo industrializzato, mentre i salari reali della maggioranza dei lavoratori sono diminuiti. I regimi di sicurezza sociale nella maggioranza dei Paesi sono stati in parte smantellati; la povertà si è andata estendendo anche nei paesi più ricchi, con l'effetto di un significativo deterioramento dell'equa distribuzione dei salari e della salute.
Gli Stati Uniti, per esempio, che dicono di possedere il migliore sistema economico del mondo e che si fanno campioni dell'imposizione del modello del libero mercato a tutti gli altri, nel 1993 hanno avuto una disoccupazione reale del 13.8%, quasi il doppio del tasso ufficiale. I salari reali dei lavoratori americani sono oggi più bassi che nel 1971, la distribuzione dei redditi è quella più ineguale che si sia visto dalla II Guerra Mondiale in poi, ed oggi 1 americano su 4 vive nella povertà, raggiungendo la cifra più alta dal 1960 in poi.
Su scala mondiale, la distribuzione regressiva del livello di vita e dei redditi è ancora più accentuata.
Nel 1992, il 20% più ricco della popolazione mondiale controllava l'83% dei redditi totali, mentre il 20% dei poveri dovevano sopravvivere con l'1.4%. La Banca Mondiale stessa riconosce che 1 miliardo e 200 milioni di persone vivono oggi con meno di 1 dollaro al giorno.
Nel 1960, la differenza tra i redditi del 20% delle persone più ricche ed il 20% delle persone più povere nel mondo, era di 30 a 1. Nel 1991, questa differenza è passata da 61 a 1 (PNUD, Rapporto sullo Sviluppo Mondiale Umano, 1994).
Le spese militari corrispondono alla metà del reddito della popolazione mondiale. Nel 1992, esse raggiungevano 850 miliardi di dollari, cioè 49% del reddito mondiale.
La liberalizzazione del commercio, prodotta dalle decisioni dei Paesi "ricchi" prese a Marrakech nel '94, è diventato un incentivo al traffico di droga. Tale traffico drena attualmente un volume di 400 miliardi di dollari, 100 dei quali sono riciclati dalle banche private internazionali (dati di INTERPOL, Seconda Conferenza Mondiale sul Traffico di Cocaina e sulla Delinquenza Organizzata, Santiago del Cile, EL COMERCIO, Lima, 29 giugno 1994).
"I Paesi industrializzati continuano ad affermare con grande solennità la loro volontà di favorire il progresso economico e sociale ed il rispetto dei diritti dell'uomo, e nel contempo nutrono al loro interno istituzioni che lavorano in senso opposto, da una parte approfondendo e rinforzando le cause della povertà, dall'altra organizzando azioni d'urgenza d'intervento umanitario, che finiscono per arrivare sempre troppo tardi.
Risulta altresì evidente l'incompatibilità che esiste tra il comportamento del FMI e della Banca Mondiale con gli obiettivi definiti dai loro medesimi trattati costitutivi, dalla Carta delle Nazioni Unite, e dai principi fondamentali stessi del Diritto Internazionale. Tale incompatibilità va attribuita proprio al FMI ed alla BM, in quanto conseguenza delle decisioni da esse elaborate ed adottate, ma anche dell'applicazione di misure esecutive prese dagli Stati debitori, che si vedono costretti ad accettare le politiche imposte dalle suddette istituzioni. L'assenso dei paesi in via di sviluppo non può liberare il FMI e la BM dalle loro responsabilità, quand'esso violi le norme imperative del Diritto Internazionale Generale.
Ma tali politiche non sono che il riflesso degli interessi delle grandi imprese transnazionali e dei governi dei paesi più industrializzati, tanto che si potrebbe dire che il FMI e la BM agiscono in realtà per conto di questi governi, mettendo i loro organi a disposizione di questi ultimi. Si può dunque parlare di una responsabilità parallela dei governi dei paesi industrializzati.
In definitiva, bisogna concludere che coloro le cui azioni concrete hanno contribuito, ed ancora contribuiscono in modo determinante, al processo decisionale nel campo delle politiche di aggiustamento della BM e del FMI, sono sufficientemente a conoscenza della natura di tutte le conseguenze che ne derivano; e sanno , per di più, che esse hanno effetti negativi dal punto di vista umano e sociale, agendo, e malgrado tutto continuando ad agire, al fine di portare queste politiche fino alle loro ultime conseguenze.
È perciò che il Tribunale considera il FMI, la Banca Mondiale, i Governi degli Stati del Gruppo dei 7, responsabili delle violazioni dei diritti delle persone e dei popoli.
(dalla Sentenza del Tribunale Permanente dei Popoli. Madrid 1-3 ottobre 1995)"
E il mondo sviluppato, lo stesso che crea il sottosviluppo e si nutre della sofferenza degli altri, ora pretende di trovarne la soluzione.
Il neoliberismo, dottrina che è stata imposta al mondo intero, costringe i Paesi poveri alla fame e a sacrificare le spese per la salute, l'educazione, la cultura, la sicurezza sociale e addirittura quelle per l'acqua potabile.