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UNA TESTIMONIANZA DELLA II BRIGATA DI LAVORO VOLONTARIO
"GIOVANNI ARDIZZONE"

Come membro della II BRIGATA GIOVANNI ARDIZZONE vorrei fare una sintesi di quella che è stata l'esperienza internazionalista dei compagni e delle compagne che ne hanno fatto parte e che hanno condiviso con molte altre persone l'intenso lavoro della sua preparazione, sia nella raccolta del materiale di solidarietà, che nella preparazione politica. Fondamentale per i componenti della Brigata la conoscenza storica di Cuba e delle sue tappe più importanti, dalle guerre di indipendenza alla vittoria della Rivoluzione e delle sue conquiste sociali. Di conseguenza era d'obbligo una preparazione ed una conoscenza della situazione sociale e politica italiana attraverso la produzione di documenti, consegnati poi nei diversi incontri politici a Cuba, seguiti da discussioni e comparazioni che hanno dato la possibilità di confrontare assieme ai cubani la realtà loro con quella italiana. Importante strumento, questo, per la crescita anche militante dei compagni.

Lo scopo principale della Brigata Giovanni Ardizzone è stato e continua ad essere la SOLIDARIETÀ INTERNAZIONALISTA, il sostegno alla RIVOLUZIONE CUBANA, alla lotta del popolo cubano come esempio contro il mostro imperialista e la sua crudeltà, aumentata nel nuovo scenario internazionale; la lotta per un possibile riscatto dei popoli oppressi dallo sfruttamento e dalla povertà; non solo del terzo mondo, ma anche del primo, primo soprattutto per la sua ipocrita e falsa democrazia. Ricordiamo che in Italia ci sono circa 8 milioni di poveri (13% della popolazione).

La Brigata Giovanni Ardizzone ha come suo referente, nella città de La Habana, il Poder Popular nel Municipio di Playa, con il quale attraverso il Museo de la Marcha del Pueblo Combatiente ha attuato un gemellaggio il 28 settembre del 1993. Riferimento primario è proprio il Museo che quest'anno raggiunge il XV Anniversario. Inaugurato il 20 di aprile dell'81 dallo stesso Fidel, era la ex ambasciata del Perù, la quale nel '80 fu occupata da antisociali cubani che chiedevano l'uscita illegale dal paese, i famosi Marielitos, che con la loro violenza uccisero la guardia cubana PEDRO ORTIZ CABRERA, oggi martire ed eroe della Rivoluzione. Il Museo, oltre ad essere la testimonianza di un momento di storia del popolo cubano, che in massa ha marciato in numerose manifestazioni opponendosi all'esodo dei Marielitos, appoggiando la Rivoluzione, è anche il punto di incontro sociale dei cittadini, delle strutture di base del Poder Popular, delle scuole e dei pionieri.

La II Brigata Giovanni Ardizzone ha svolto il suo lavoro di solidarietà internazionalista principalmente nel campo della sanità, avendo come punto di appoggio il Policlinico "26 de Julio", sempre nel Municipio Playa.

Il Policlinico a Cuba è una struttura di assistenza primaria, che generalmente offre servizi di medicina generale. Il Policlinico Integrale "26 de Julio" venne costituito in una casa adattata, alla quale si aggiunse poi l'abitazione adiacente, grazie alla cessione della famiglia che vi abitava, con un gesto rivoluzionario significativo.

Numerose furono le donazioni nei vari ospedali, policlinici, consultori, medici di famiglia, circoli infantili, scuole primarie e secondarie; dalle attrezzature sanitarie, ai medicinali, al materiale scolastico e didattico e vari strumenti da lavoro, che in qualche modo, anche se modestamente hanno potuto alleviare, in questo periodo speciale, le carenze di estrema necessità.

Intenso è stato il lavoro politico. Numerosi gli incontri con i rappresentanti della Sanità Cubana, con Poder Popular, il Partito Comunista Cubano e i vari organismi di massa. Importanti le conferenze. Ricordiamo in particolare quella sulle relazioni CUBA-USA e il processo migratorio; sulle elezioni, esplicata dalla compagna vicepresidente del Poder Popular Cary Perez; sul Codice Penale e il Sistema Penitenziario a Cuba; sull'economia cubana attuale; e l'incontro con Alberto Granado, compagno del CHE nel viaggio in America Latina. Non dimentichiamo le numerose discussioni con Victor Hugo direttore del Museo. Tante le visite: ai Circoli Infantili; dai bambini di Chernobyl ospiti a Tararà, ex campo dei Pionieri Cubani, donato per l'aiuto internazionalista; alla Base dei Trasporti Scolari diretta dal compagno Cantayo, combattente nelle file di Camilo Cienfuegos; ad Jaruco, in provincia dell'Avana, nelle Scuole del Campo; a Cacahual al Mausoleo del Generale Antonio Maceo, morto in combattimento durante le guerre d'Indipendenza, quest'anno ricorre il suo centenario; e molte altre visite impossibili da elencare, tutte, ora.

La posizione politica della Brigata è testimoniata dai documenti prodotti e firmati da tutti i suoi componenti:
-Lettera aperta alle maggiori potenze capitaliste contro il criminale blocco yankee a Cuba;
-Lettera aperta per la liberazione di Silvia Baraldini;
-Lettera aperta a favore di Mumia Abu-Jamal;
Consegnate direttamente dai membri alle ambasciate a Cuba di Italia, Germania, Giappone, Francia ; all'Ufficio di Interessi USA e inviate assieme al documento politico ad Eusebio Leal, storico; Ricardo Alarcon, Presidente dell'Assemblea Nazionale; Roberto Robaina, Ministro degli Esteri; e al Comandante in Capo Fidel castro.

L'obbiettivo principale di questa Brigata è quello di stimolare la militanza nella Solidarietà con Cuba, attraverso il lavoro collettivo, il sacrificio e lo sforzo comune nel risolvere le difficoltà e nell'aiuto reciproco, nelle varie fasi della preparazione e dello svolgimento della Brigata stessa. Sviluppo ulteriore nel lavoro internazionalista, per alcuni e inizio di un percorso politico per altri.

Appoggio importante ci è stato dato dai Comitati a Sostegno della Rivoluzione Cubana. Nei cinque giorni a Santiago di Cuba, la Brigata ha potuto vedere l'immenso lavoro della Cooordinadora realizzato, tramite la ripresa del lavoro nelle fabbriche tessile e delle calzature, grazie all'acquisto di pezzi di ricambio dei macchinari, indispensabili per il loro funzionamento.

In fine la Brigata prende il nome di GIOVANNI ARDIZZONE, giovane studente di medicina all'Università di Milano, ucciso dalla polizia durante la manifestazione del 27 settembre 1962 organizzata dalla Camera del Lavoro, in piena crisi dei missili, contro l'aggressione imperialista degli Stati Uniti a Cuba, per la Libertà e la Pace.

Allora come oggi, fare SOLIDARIETÀ INTERNAZIONALISTA con CUBA, significa lottare in prima linea perché ogni grido che in qualsiasi parte del mondo si levi contro lo sfruttamento e l'umiliazione dei più deboli, non resti inascoltato.

Letizia Camiletti