GENOVA E MILITARIZZAZIONE

Intervento
di Antonio Camuso all'universita di Bari su Genova e la militarizzazione.
martedi 27 novembre 2001
Lo
scenario di guerra "Genova 2001" è stato studiato ed
inserito nei simulatori di teatro dei diversi soggetti istituzionali
ed internazionali con largo anticipo ed è stato affinato sul
campo dei diversi appuntamenti no-global: (QUEBEC-CITY, PRAGA, NIZZA,
NAPOLI)
Le disposizioni
date dal precedente governo di centrosinistra , solo in parte modificate
da quello di centrodestra, provenivano infatti da quell' intelligence
multinazionale che di fatto possiamo assimilare alla "colonna infame"
che rappresenta la mano nera della GUARDIA PRETORIANA IMPERIALE.
A chi parla di una città nella quale lo Stato di Diritto è
mancato per tre giorni, noi risponderemmo che invece a Genova è
stato applicato il Nuovo Diritto Imperiale (del Capitale Globalizzatore),
un diritto che vediamo applicato da tanti, tantissimi anni sulla pelle
delle popolazioni abitanti al di fuori della Fortezza Occidentale, lo
stesso che i Giudici DREDD (vedi DREDD la Legge sono io -film del 95
di Danny Cannon con Sylvester Stallone-) applicano nelle favelas o contro
gli indios dell'America Latina, ma anche nei ghetti delle metropoli
imperiali e che in questi giorni hanno la possibilità di imporre
sulle teste degli afghani, ma anche su tutti i potenziali attentatori
delle PAX (americana)IMPERIALE.
Afghani,
curdi, palestinesi, iracheni, ceceni, le popolazioni dei Balcani, del
Centro Africa, della Columbia, dell'Amazzonia, del Brasile, di.una lista
infinita di gente senza titolo di esistere in questa nuova società
e sui quali la legge dei Muri invalicabili da non superare, di Zone
Rosse da non violare, da schiacciare come vermi se quello che chiedono
è in contrasto con l'Algoritmo infernale della Globalizzazione,
forse se interpellati ci avrebbero dato qualche consiglio su cosa avremmo
trovato a Genova.
MA
COSA ERA STATO SCHIERATO A GENOVA?
Innanzitutto,
l'apparato poliziesco repressivo statale schierava una rappresentanza
così completa che sembrava, più che essere stato inviato
per reprimere scontri di piazza o una presunta "insurrezione",
fosse stato chiamato ad uno show propagandistico da Fiera del Poliziotto.
CARABINIERI,
Polizia, Guardia di Finanza, Polizia Penitenziaria (i famigerati GOM),
Corpo Forestale dello Stato erano impegnati nel cosiddetto Ordine Pubblico.
La zona rossa risultava presidiata da 4100 elementi, strutturati in
quattro turni a guardia prevalentemente di punti fissi. Fuori la zona
rossa il 20 luglio vi erano 6800 miliziani in pieno assetto di guerra,
supportati da mezzi mobili e meccanizzati, coadiuvati dal cielo da elicotteri
ed aerei, dal mare da gommoni e motovedette con possibilità teoriche
di riuscire a tenere a bada senza difficoltà una massa di manifestanti
valutata a tavolino sulle 100.000 unità. Come, gli strateghi
dell'ordine pubblico fossero decisi a non arretrare di un millimetro
rispetto alle consegne avute: " non far avvicinare la massa dei
dimostranti alla linea di confine alla zona rossa ", lo si è
visto con lo schieramento da parte dei Carabinieri di ben 10 mezzi cingolati
VCC-1 dei quali quattro armati di lama apripista, mezzi ben tirati a
lucido che sembravano proprio aspettassero un occasione simile per far
bella figura. Qualcuno dei responsabili smania ancora per non aver potuto
mettere in azione contro i black le poderose blindo Fiat 6616, magari
mimetizzando le mitragliatrici da 20 millimetri, comunque c'è
sempre la possibilità che ci sia una prossima occasione!
Il resto
dei mezzi dei CC erano i furgoni protetti Fiat IVECO, le jeep Land Rover
DEFENDER, (dopo l'episodio di Giuliani le si sta fornendo di apposite
griglie di ferro, alla israeliana), poi c'erano i mezzi protetti VM-90
P del Rgt.TUSCANIA.

Carlo
Giuliani
La Polizia
allineava come mezzi sfonda barricate le troppo conosciute, per i militanti
degli anni 70, autoblindo APC6614 con putrelle anteriori di rinforzo
e diversi idranti,che abbiamo visto schierati dietro le griglie fisse
e mobili della linea rossa, ma anche direttamente negli scontri quali
ad esempio quelli di Via Torti.
Infine,
riesumando i vecchi furgoni blindati degli anni 60 e 70, applicate grate
estensibili davanti e lateralmente, seguendo i metodi dei mezzi britannici
usati in Irlanda del Nord, si costruiva con essi barriere mobili e contemporaneamente
mezzi estremamente micidiali contro masse di manifestanti non attrezzate
di "appropriati" mezzi di difesa.
La Guardia
Forestale,che ogni anno vede andare a fuoco, specialmente in Liguria
migliaia di ettari di bosco, lamentando la solita carenza di mezzi,
in questa occasione, invece, si presentava con degli ottimi mezzi antincendio
Mercedes UNIMOG che davano uno "splendido "contributo alla
difesa della Zona Rossa con i loro idranti.
Una chicca
infine era il Reparto di Polizia a cavallo che, fortunatamente, rimaneva
a guardia della zona rossa e che schierava i ROBOCAVALLI muniti di visiera
in plastica e paramuso ai quali, all'occorrenza, si può far indossare
la maschera antigas e protezioni alle zampe anteriori.
In aria
volteggiavano fissi almeno due elicotteri di polizia e CC tra AB-412
e A-109, muniti di telecamere, che hanno costituito un'ottima piattaforma
di lancio e bombardamento dall'alto con lacrimogeni ed altri agenti
irritanti o esplodenti. (flash-bomb) Il personale dei Reparti Celeri
e dei battaglioni mobili era, nonostante la disinformazione stesa pietosamente
per coprire l'uccisione di Giuliani, assolutamente in gran parte NON
DI LEVA, tant'è vero che la percentuale negli elementi schierati
dai CC era del 27 % di leva ed il resto professionisti.
EQUIPAGGIAMENTI
I
Carabinieri
Per l'occasione
non si era badato a spese ed i carabinieri , già collaudati nell'impiego
nei Balcani come MSU , ed i serbi di Bosnia ne sanno qualcosa, possiamo
dire che hanno vinto il concorso di bellezza con il loro completino
formato da:
TUTA IGNIFUGA ANTIMOLOTOV, CASCO CON VISIERA E PARANUCA, MASCHERA ANTIGAS,
SCUDO CON PELLICOLA PROTETTIVA ASPORTABILE ANTIMBRATTAMENTO, NUOVO MANGANELLO
TONFA al posto delle carabine M1 Winchester, PARASTINCHI, PARAGOMITI
E GIUBBOTTO ANTIPROIETTILE.
Erano state distribuiti lancia lacrimogeni monocolpo M-203 da 40 mm
oltre ai fucili BM-59 FAL armati , questi ultimi, di vecchie e pericolosissime
granate per chi è colpito direttamente, oltre che granate lanciabili
a mano e gas urticanti.
Ogni plotone era anche armato di estintori a polvere da 1 kg.
La graduatoria dell'efficienza sul campo:
I carabinieri del Btg LOMBARDIA, TOSCANA E SICILIA (è proprio
un CC del 12° BTG Sicilia ad ammazzare Giuliani a Piazza Alimonda)
risultano surclassati dall'ottima prestazione del distaccamento dei
CC Paracadutisti del TUSCANIA che, visto il loro allenamento sul fronte
yugoslavo, non gli è sembrato vero potersi scatenare con una
carica di quasi un chilometro-roba da guinness dei primati delle cariche
poliziesche mondiali- lungo Via Gastaldi alle 17,45 del 20 luglio e
che riuscì a far disperdere un grosso spezzone di corteo di compagni
muniti di autoprotezioni, costretti a fare -anche questo un guinness-
il più veloce striptease del "manifestante-omino di gomma-
con relativo abbandono di tutte le autoprotezioni e ritrovatisi sfiancati
in zona ospedale San Martino.
La
POLIZIA
TUTA IGNIFUGA,
CASCO, SCUDO (alcuni piccoli tondi onde poter essere più liberi
nel corpo a corpo), MASCHERE ANTIGAS, MANGANELLI TONFA e varie protezioni
individuali.
L'armamento offensivo individuale consisteva in lanciagranate HECKLER
KOCH da 40mm, granate lacrimogene autopropulse Mk.7 COMMANDO di costruzione
francese (lanciate partono come un segnale luminoso e si attivano in
aria), lacrimogeni a mano, bombolette portatili all'olio di peperoncino
in attesa che per la prossima occasione si utilizzino bombole più
potenti di costruzione americana capaci di colpire i manifestanti fino
a 25 metri di distanza, -meglio dei lanciafiamme-! Il collegamento tra
gli uomini dei reparti era assicurato da radio collegate a laringofoni
in maniera tale che i poliziotti in tenuta antisommossa ed indossanti
maschere antigas potessero lo stesso comunicare tra loro. Questa dei
laringofoni è stato un acquisto proprio dell' ultim'ora consigliato
dagli istruttori americani che erano stati inviati presso il Ministero
e poi presso il reparto Celere di Ponte Galeria a Roma.
La
GdF
Infine
arrivano i più coraggiosi di tutti, che, nonostante fossero gli
ultimi arrivati nell'Ordine pubblico, hanno fatto una bellissima figura
in particolar modo nel pestaggio, vicino Piazzale Kennedy, IL 21 LUGLIO,
di
un pezzo di innocuo corteo formato da nuclei familiari, con bambini,
vecchi e disabili, come documentato dalle immagini televisive: i Baschi
Verdi della Guardia di Finanza, che osteggiavano dei bellissimi completini
da Robocop "ginnici". Per 350 di loro- questo è il
loro numero- la GDF aveva speso 174 milioni di lire per quel lugubre
esoscheletro da difesa, poi c'erano SCUDO, MANGANELLO e per distinguersi
dagli altri, da veri guerrieri, avevano il lanciagranate da 40 mm abbinato
al fucile d'assalto AR-70-90, giusto per ricordare a tutti anche a futura
memoria che la guerra ai terroristipiazzaioli " la si fa seriamente
impugnando un bel fucile da guerra! Per tutti, CC, PS, GdF, ecc, ricordiamo,
avevano nella fondina la ben nota pistola Beretta 92 da 9mm, con caricatore
bifilare, che ha "eliminato" Carlo Giuliani.
Infine ricordiamo come le reti, i container, i tombini saldati dall'
Esercito completassero le difese passive del CASTELLO IMPERIALE.

ARIA
DI GUERRA
Ma dietro
ad un'operazione di Ordine Pubblico si celava bensì una vera
e propria operazione di guerra, come dopo l'11 settembre hanno ribadito
tutti i vari "super esperti strategico-militari", la consapevolezza
che chi rappresentava non solo il G-8, ma anche questo modello di società
era comunque un obbiettivo da colpire e non solo da sbeffeggiare da
parte di un infinità di soggetti (tutti amalgamati ora come terroristi
internazionali).
Ancora prima dell'11 settembre, quindi l'intero apparato delle Forze
Armate veniva schierato a difesa del congresso dei RE Occidentali dando
un quadro esatto della futura SOCIETA' della GUERRA INFINITA GLOBALE.
Come tutte
le guerre moderne anche quella di Genova andava condotta con il controllo
dei cieli:
chiusura dello spazio aereo con emissione di un apposito Notam che bloccava
il traffico aereo in un raggio di 7 miglia intorno all'aeroporto di
Genova, i militari dell'AM che si affiancavano ai controllori civili
nella torre di
controllo e nelle aree sensibili, aerei Radar AWACS E-3 B SENTRY in
grado di intercettare aerei anche a basse quote, un radar mobile RAT
31 posizionato per l'occasione ad Albenga, 80 osservatori a terra armati
di binocolo e radio erano la catena da avvistamento dei possibili Kamikaze
o semplicemente di innocue mongolfiere e deltaplanisti eco-contestatori.
In volo aerei da combattimento F-104 ASA, TORNADO F2 si affiancavano
a quelli da addestramento MB 339 che per l'occasione erano stati armati
di cannoncini da 30 mm onde poter abbattere velivoli lenti quali deltaplani
o palloni aerostatici .
Accanto agli elicotteri della polizia e CC vi erano quelli dell'AM,
ovvero i grossi HH_3F PELLICAN del 15° Stormo, muniti di avvisi
elettronici EW, di FLIR per la navigazione notturna, radar ed inganni
termici FLARES contro i missili portatili.
Elicotteri che facevano base nel grande eliporto di Sarzana Luni della
Marina Militare, dato che lo scalo di Genova era affollato da aeromobili
della polizia, carabinieri e Guardia di Finanza, una vera e propria
armata
aerea pagata a spese delle tasse di tutti i cittadini.
I
LACRIMOGENI SONO FINITI? CI PENSA L'AERONAUTICA !!!
Accanto
a questo ruolo istituzionale c'è stato quello che pochi sanno
ovvero quello "coperto", quello dei SERVIZI.
Nella notte tra il 20 e il 21 tra i comandi della Polizia e dei Carabinieri
si rincorrono le telefonate, l'indomani si prevede una grossa manifestazione
e dopo la morte di Giuliani non si sa che piega possano prendere le
cose..
I Lacrimogeni sono stati esauriti durante la battaglia del 20 luglio
ed occorre rifornire i reparti al più presto. L'Aeronautica Militare
in linea con le tradizioni che la legano al famoso rumore di sciabole
del tentato golpe degli anni 60, mette a disposizione un veloce biturboelica
G_222 che trasporta durante la notte un "prezioso" carico
di lacrimogeni che fecero poi bella figura nelle cariche di Piazzale
Kennedy del sabato.
L'ESERCITO
Anch'esso in questa fiera delle vanità aveva schierato il meglio
degli specialisti per l'operazione GIOTTO 2001
30 unità del Comando Brigata Paracadutisti della Folgore 720
unità del 1° Raggruppamento a livello di Reggimento (Folgore,
183° e 187°) 440 unità del 2° Raggruppamento (Pozzuolo
dal Friuli) 5 unità dell'Assetti AEOD (bonifica ordigni) 17 unità
Assetti NBC 50 unità Assetti CIS (comunicazione e guerra elettronica)
150 unità aliquota logistica un totale di oltre 1400 uomini,
escluso gli addetti ai velivoli e alla rete radar fissa.
Ricordiamo
come "l'occupazione" dell'aeroporto di Genova, effettuata
in collaborazione con la Questura, era avvenuta con i Paracadutisti
e personale della Brigata Pozzuoli del Friuli e con gli uomini del COL
MOSCHIN appostati sui tetti.
Infine alcuni gruppi di parà accompagnati dalla Forestale si
posizionavano sulle colline intorno a Genova.
Infine in un'area dell'aeroporto vi erano dislocati con i loro elicotteri
i reparti antiterroristici (GIS e NOCS in primo luogo).
LA
MARINA
Anch'essa faceva la sua parte, con la collaborazione di altri "specialisti
"di altre nazionalità anticipando le modalità di
intervento nella Grande Armada Crociata del dopo 11 settembre. Il caccia
NIMBELLI con i suoi 400 uomini si posizionava al largo della costa a
protezione delle navi ospitanti gli illustri ospiti, mentre un
avviso ai naviganti interdiva la navigazione nelle acque interne ed
antistanti il porto di Genova, mentre la Capitaneria di Porto assumeva
il comando delle operazioni navali in quelle acque.
Si arrivava addirittura a bloccare uno dei porti turistici con una rete
parasiluri di provenienza seconda guerra mondiale, una cosa che dal
45 non si vedeva a Genova.
La nave d'assalto anfibia LPD SAN MARCO, partita da Brindisi, dove si
era tenuta una manifestazione dei no-global, costituiva la base operativa
dei reparti della Marina a Genova.
A bordo vi erano tra gli altri 45 uomini del battaglione San Marco che
venivano schierati a guardia del porto armati di pistole mitragliatrici
HK MP-5, ma anche di fucili antisommossa a canna liscia Benelli M-3
oltre che di manganelli. Personale tutto munito di ricetrasmittenti
munite di auricolaree microfoni, oltre che in collegamento con reti
satellitari dell' ultim'ora.
Nel bacino facevano capo i gommoni per la sorveglianza con attività
di subacquei di giorno e di notte. Erano gli uomini del COMSUBIN, in
particolare del GOS (Gruppo Operativo Subacqueo), affiancati dagli SDAI
e dai subacquei russi che si muovevano su fuoribordo autonomi. Infine
vi erano i misteriosi uomini del supersegreto GOI, due distaccamenti,
armati di machinepistole MP-5 in 9X19 mm e carabine Colt M-4 in 5,56X45
mm, oltre che pistole e tutto l'armamentario supertecnologico dei servizi
segreti. Questi ultimi erano stanziati al Varignano con gommoni superveloci,
mentre in un'altra parte del porto, defilati vi erano i SEAL con al
seguito elementi del TEAM SIX. Infine il caccia mine VIESTE col Sonar
ed il robot subacqueo PLUTO controllava con le sue apparecchiature le
acque del porto.
I
SERVIZI SEGRETI
Per non essere di "parte " riportiamo integralmente quanto
scrive il cosiddetto GRUPPO INFORMATIVO ECHO della rivista ultramilitarista
RAIDS di settembre 2001, che, grazie alle loro "conoscenze"
tra i SERVIZI, ha avuto possibilità di circolare dove i normali
corrispondenti non potevano:
"BARBE FINTE IN AZIONE. I dimostranti hanno straparlato d'infiltrati
e provocatori, qualche agente è andato ad identificare chi erano
i più pericolosi e non era certo in divisa, altri si muovevano
su moto in contatto con la sala operativa tramite cuffie e microfoni
sotto il casco. Ma nessuno si è accorto che a Genova ve ne erano
centinaia di uomini dei servizi segreti, non solo italiani. Abbiamo
assistito a veloci cambi di targa di auto con targa coperta, sbarchi
all'aeroporto di velivoli della CAI (COMPAGNIA AEREA ITALIANA , normalmente
utilizzata per missioni "delicate" -quelle che noi definiamo
sporche. NDR-), di plotoni di agenti del SISDE, ma anche del SISMI.
Era stata allestita una struttura locale anche per coordinare le presenze
altrettanto massicce del Secret Service Statunitense e dei servizi segreti
russi."- Insomma possiamo concludere senza entrare nelle diverse
tragiche vicende di quei giorni, con le rappresaglie, le torture, gli
arresti indiscriminati, dove appunto si collaudava sul posto quel DIRITTO
IMPERIALE che verrà imposto al MONDO con il decreto Bush del
13 novembre:
"Qualunque attacco alla sicurezza dei nostri imperiali interessi
sarà punito MANU MILITARI, anche applicando la pena di morte
sul campo!"
COSA
SARA' SCHIERATO NELLE FUTURE GENOVA?
All'indomani
della morte di Carlo Giuliani, le forze "dell'Ordine" ed i
loro responsabili si nascondevano dietro alle solite scuse degli scarsi
finanziamenti avuti, l'inadeguatezza del numero degli uomini, delle
radio, di intelligence, di poca collaborazione dei sevizi segreti delle
altre nazioni componenti il G-8, ecc.
A dar loro la corda i media che si sbizzarriscono nel riportare ciò
che dicono innanzitutto i veterani dell' antisommossa, quei consiglieri
americani che erano stati inviati a Ponte Galeria ad istruire i celerini:
poche decine di agenti armati di proiettili di gomma dalle nostre parti
(negli USA) riecono a tenere testa a centinaia di dimostranti bellicosi,
poi per i contatti ravvicinati manganelli elettrici, spray urticanti,
schiume immobilizzanti e getti di liquidi colorati per identificare
i contestatori anche a distanza notevole dagli scontri". Dagli
analisti più freddi invece viene studiata la debacle dell'uso
dei reparti a piedi risultati troppo infagottati nelle loro tute da
ROBOT e si incomincia a dettare la dottrina DOPOGENOVA dell'Ordine Pubblico.
Accanto ai soliti Reparti Mobili, creazione di reparti autonomi, meno
numerosi, massimo dieci uomini, dotati di mezzi veloci, con moto e jeep,
capaci di inseguire anche per lunghe distanze i contestatori più
riottosi, armandoli di proiettili di gomma e di nuovi tipi di bombe
luminose e assordanti.
Si tratta del passaggio da una concezione "difensiva" che
per motivi di consenso era stata adottata, negli appuntamenti no-global
a quella "offensiva " che nei tempi della GUERRA INFINITA
del dopo l'11 settembre, troverà, purtroppo, presto nuove Genova
dove sperimentarsi.
OSSERVATORIO
SUI BALCANI DI BRINDISI
s.i.p.in
VIA SETTIMIO SEVERO 59
72100 BRINDISI
osservatoriobrindisi@libero.it
Brindisi 25 novembre 2001
Quando la morte di un ribelle diventa lo spot pubblicitario per l'acquisto
di nuove armi antisommossa!
Siamo ormai
alle ultime battute della campagna pubblicitaria per l'acquisto di nuove
armi antisommossa da distribuire a reparti di polizia e dell' esercito,
comunque impiegati in operazioni di ordine pubblico o di polizia
internazionale.
Alcuni mesi fa, in un nostro documento svelavamo come vi fossero forti
richieste da parte dello Stato Maggiore Esercito di dotarsi di armi
antisommossa, (ed in particolare di proiettili di gomma) dovendo fronteggiare
sempre più, nelle cosiddette operazioni di polizia internazionali,
folle di civili ostili ai diktat della "Comunità internazionale
". Ricordiamo anche come in quell'occasione l'onorevole Russo Spena
fece un interrogazione parlamentare alla quale non risulta esservi stata
risposta.
Ben più recentemente abbiamo scoperto come Il Ministero della
difesa ha emesso un bando per l'acquisto di mezzo milione di proiettili
-di piombo- "umanitari" per fucili antisommossa calibro 12
modello SPAS 15 MIL.
In questi giorni, la morte di Carlo Giuliani per mano di un Carabiniere,
a Genova è diventata l'occasione macabra per spingere all'acquisto
di proiettili di gomma ed altre diavolerie da utilizzare contro folle
di manifestanti.
Sull'Espresso
del 2 agosto 2001 leggiamo come esperti USA sul N.Y. Times del 21 luglio
si domandano come mai la nostra polizia non sia stata dotata di proiettili
di gomma come quella di Seattle; ancora sull'Espresso della settimana
seguente -9/8/01 "sarebbe bastato una pistola a gas per rendere
innocuo il Giuliani, ancora su altri quotidiani si lancia l'idea di
dotare PS e CC di bastoni elettrici; nella trasmissione di LA7 condotta
da Gad Lerner - Processo alla Polizia- , il sottosegretario Mantovano
difendendo l'operato delle forze dell'ordine lamenta che esse non hanno
avuto a disposizione "munizionamenti adeguati", infine sullo
stesso Liberazione del 7 agosto, nell'articolo -Istruzioni americane-
riporta senza commenti questa intervista ad un poliziotto "gli
esperti americani che ci addestravano (a Ponte Galeria n.d.r.) ci dicevano
che a Los Angeles bastano 20 poliziotti autorizzati a sparare proiettili
di gomma per disperdere centinaia di dimostranti, senza pericolo di
uccidere nessuno.
Riteniamo opportuno che accanto a questi articoli che sempre più
spesso diffondono l'idea dell'uso lecito e moralmente accettabile di
queste armi "umanitarie" vengano riportati i dati reali di
quante sofferenze esse infliggono da anni alle popolazioni che le hanno
sperimentate sulla loro pelle ed in particolare quella palestinese.
Ricordiamo
i centinaia di bambini dell'intifada resi ciechi, storpi o addirittura
ammazzati da questi proiettili perché colpiti in parti delicate
del corpo.
Diffondere l'idea che i proiettili di gomma non fanno male è
un grave fatto, tenendo conto che gli stessi specialisti del nostro
Stato Maggiore Esercito che ne propugnano l'acquisto, ricordano che
essi, se usati non correttamente, risultano essere altrettanto letali
di quelli di piombo.
Su uso
invece scorretto di mezzi di "dissuasione" invece ne sono
piene le cronache, anche quelle ultime di Genova: sparare ad altezza
d'uomo candelotti lacrimogeni o addirittura, come si è visto
proprio a Genova, proiettili fumogeni con contenitore metallico, tirati
a bruciapelo sulla testa dei manifestanti ha effetti devastanti su chi
è colpito, come lo è essere cosparsi su parti delicate
di spray al peperoncino o essere intossicati dalle nuove generazioni
di lacrimogeni al CS e al cloruro di metile, sostanza cancerogena.
Tutto ciò
non ha paragone se poi si schierano contro folle di manifestanti mezzi
corazzati nel cui spazio di manovra possono , anche non volendo, schiacciare
i malcapitati che presi dal panico o accecati dagli aggressivi chimici
gli vadano incontro.
Parlare di polizia dotata di mezzi inadeguati in una situazione come
quella di Genova è a nostro avviso falsante tenendo conto la
varietà incredibile di mezzi utilizzati in quel contesto e che
ha raggiunto anche l'originalità con l'utilizzazione di elicotteri
come piattaforme di lancio di lacrimogeni su grosse masse di manifestanti
e lo schieramento dei mezzi corazzati del Battaglione Tuscania in zona
Brignole, nonostante che il governo avesse assicurato che l'Esercito
non sarebbe stato utilizzato contro i cortei.
Su questo punto ricordiamo che il Battaglione dei CC Tuscania fa parte
integrante delle unità operative dell'Esercito italiano per le
operazioni internazionali, in Bosnia, Kosovo, ecc e quindi non può
essere ritenuto una normale unità di polizia.
Quale è
il rischio che si corre nel rendere di routine l'impiego di queste armi
"non letali"?
Ci risponde per noi su un documento apparso su Rivista Militare di settembre-ottobre
2000, (pag 52)il tenente colonnello Caravelli impiegato presso il capo
di Stato Maggiore dell'Esercito: "l'eventuale uso di armi letali
(proiettili di piombo) dopo aver usato prima quelli non letali (es.
proiettili di gomma, gas, ecc. n.d.r.) sarebbe psicologicamente accettato".
Dietro
ottiche puramente militari come queste si può comprendere la
mattanza di Genova, ovvero non si può accettare da chi detiene
il potere mondiale di dimostrare di voler arretrare anche simbolicamente
di un centimetro rispetto ai processi di globalizzazione, figurarsi
di fronte a folle di ribelli e disobbedienti, quindi se i proiettili
di gomma non bastano ci son sempre i cari, vecchi fucili, mitragliatrici,
cannoni con i quali si è potuto spegnere i sogni della Comune
di Parigi, o di quelli di tanti altri momenti di ribellione corale anticapitalista
che il Movimento della antiglobalizzazione non deve dimenticare.
Osservatorio
sui Balcani di Brindisi