Oggi a Bologna giornata di mobilitazione in solidarietà all'Assemblea
permanente No Dal Molin,
iniziata con l'assemblea presso la Facoltà di Lettere e Filosofia indetta
dai collettivi universitari.
Sono intervenuti esponenti dell'Assemblea
vicentina, del Comitato Popolare No Tav e del Comitato No Mose.
Tra la narrazione delle lotte e gli appelli alla partecipazione al corteo
di sabato a Vicenza, l'ultimo intervento arriva a tracciare quelle che
sono le principali linee che accumunano queste tre esperienze.
Andrea, del
Comitato No Tav: "La forza che la lotta No Tav ha avuto è stata il frutto
della capacità di costruire assemblee popolari, che fossero capaci di far
sentire tutta la comunità partecipe nel percorso di lotta in costruzione.
La possibilità di autodeterminare i propri territori è ciò che accomuna
queste lotte e che ne fa una vittoria che va ben oltre i limiti geografici
da cui nascono."
Ribadendo così la necessità di una solidarietà attiva all'opposizione che
Vicenza sta costruendo contro chi vuole imporre decisioni dall'alto,
l'assemblea lascia l'aula universitaria per spostarsi in strada,
spostandosi per le vie del centro.
Un corteo comunicativo che rilancia
l'appuntamento in stazione: "17-02-07 ore 9:00 - Treno No War per Vicenza -
No Dal Molin" recita lo striscione di apertura.
Via Zamboni, Via Rizzoli,
Piazza Maggiore e poi attraverso Palazzo d'Accursio per arrivare ad unirsi
al presidio in corso sotto la Prefettura in Piazza Roosevelt.
Il corteo si
ferma per spiegare la presenza in quella piazza: "Siamo qui per far sapere
a Prodi e al suo governo che impediremo loro di militarizzare la città di
Vicenza - dice al megafono uno studente del Collettivo Universitario
Autonomo - contro tutti i governi guerrafondai, che sacrificano gli
interessi della popolazione alle necessità belliche statunitensi! Siamo al
fianco di chi, a Vicenza come in Val di Susa, continua a resistere per
riaffermare il diritto a determinare le scelte che riguardano il proprio
territorio!".
Il corteo ripiega poi verso la zona universitaria, fermandosi prima in
Piazza del Nettuno per rilanciare alla cittadinanza l'appuntamento, e
sciogliendosi poi in Piazza Verdi. |