Stamattina, a partire dalle 6.45, la volante anti-sfratto si e' resa nuovamente
visibile davanti alle case di via Libia. Il picchetto
anti-sfratto era stato lanciato nei giorni scorsi dai
collettivi M.A.O., Passpartout e Rete Universitaria, per
difendere le case occupate dal collettivo M.A.O. presenti
ai civici 47 e 51.
"Sappiamo infatti che la questura ha in programma
l'ennesimo vergognoso atto militare che potrebbe lasciare
senza casa famiglie, precari, migranti, studenti... insomma
tutti coloro che hanno risposto al proprio disagio abitativo
con la pratica dell'occupazione, riappropriandosi di cio'
che spetterebbe a tutti e tutte ma viene reso inaccessibile
dal mercato privato e dalla mala gestione del patrimonio
immobiliare pubblico bolognese.
Molte volte in questi anni come collettivi di lotta per
la casa abbiamo cercato delle soluzioni a quello che e'
un disagio sempre piu' diffuso, non solo tramite la pratica
dell'occupazione ma anche attraverso l'elaborazione di
proposte concrete e la costruzione di percorsi collettivi
per dare una risposta al bisogno di casa.
Molte volte in questi anni ci siamo scontrati con la sordita'
della giunta capace solo di criminalizzare la figura dell'occupante,
murare appartamenti vuoti spesso gia' ristrutturati e
cercare di innescare una guerra tra poveri, occupanti
e assegnatari.
Troppe volte abbiamo visto questa giunta ricorrere all'intervento
di camionette e manganelli contro chi abita alloggi comunali
abbandonati da anni, aumentando cosi' il numero delle
case vuote e delle persone senza casa." si legge sul comunicato
di indizione a cui ha aderito anche la confederazione
Cobas.
Tanti gli attivisti presenti, come anche i passanti che
si fermavano incuriositi e i vicini che davano solidarieta'
dalle finestre, da notare anche la presenza di Monteventi,
D'Onofrio e Spina.
Sia dalla strada che dalle finestre degli appartamenti
erano visibili molti striscioni e sono stati numerosi
anche gli interventi che si sono susseguiti al megafono,
come quello di un attivista di M.A.O.: "Siamo qui
oggi per impedire l'ennesimo tentativo di sgombero da
parte di chi risolve il problema della casa solo militarmente,
senza essere in grado di garantire a tutte e tutti un
diritto fondamentale come quello ad una abitazione dignitosa!
E non crediamo a chi ci dice che le case occupate devono
essere assegnate, perche' sappiamo bene che ci sono piu'
di 600 appartamenti pubblici vuoti in questa citta', appartamenti
che la giunta non sta recuperando, anzi preferisce spendere
centinaia di migliaia di euro per sgomberare le case occupate
piuttosto che ristrutturare quelle vuote! Potete vedere
voi stessi: solamente a questi numeri civici ci sono due
appartamenti vuoti di cui uno addirittura murato per la
paura che qualcuno si riappropri di cio' che gli spetterebbe
di diritto! Siamo stufi di essere criminalizzati da una
giunta che rimane sorda alle richieste di chi vive ogni
giorno il problema della casa: che fine ha fatto il bando
per i lavoratori precari e per chi ha anche reddito zero
tanto promesso e sbandierato dall'Assessore alla casa?"
Stamattina in via Libia la presenza del picchetto ha
quindi impedito lo sgombero e il collettivo M.A.O. rilancia:
"In questa citta' ci sono stati gia' troppi sgomberi
negli ultimi mesi, non permetteremo piu' che altre persone
vengano sbattute in mezzo ad una strada! Siamo pronti
a difendere le case anche nei prossimi giorni, resistendo
ai tentativi militari che la giunta vuole mettere in atto!
Ci rivedremo nelle strade e nelle piazze, nessuno sgombero
passera' sotto silenzio!"
Alle 9.00, dopo gli ultimi interventi al megafono e constatata
l'assenza della polizia, il picchetto si e' sciolto.
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