comunicato stampa
G.M. SI MANGIA LA FIAT (CHE PER "DIMAGRIRE" CHIEDE AIUTO ALLO STATO) Si va verso la liquidazione di Fiat Auto. Oltre 6.000 licenziamenti in un anno (con contratti a termine non rinnovati), chiusura di 18 stabilimenti nel mondo (Arese -di cui neanche si parla-, Rivalta e Avio, ), nessun investimento negli altri (area Mirafiori in testa). Puntano a "far cassa" per salvare i profitti dei grandi azionisti e sacrificano i lavoratori, utilizzando vecchi trucchi sui bilanci per piangere miseria. No agli aiuti statali per cacciare i lavoratori (ci ricordiamo i finanziamenti pubblici per lAlfa Romeo?). I soldi ci sono e devono servire per ridurre lorario a parità di salario in tutta la FIAT-GM, distribuendo le produzioni tra tutti gli stabilimenti. E inconcepibile che Fim, Uilm e Fismic escano dalle trattative "né preoccupati, né entusiasti" sul piano presentato, che non produce solo miseria per operai polacchi o argentini (gli stabilimenti dove si spostavano le produzioni perché il costo del lavoro era inferiore a quello italiano e ora si chiudono come "garanzia" delloccupazione in Italia ), ma la fine di Fiat Auto appunto. La risposta al piano di Agnelli è lo sciopero. Occorre decidere subito (e deciderlo nelle assemblee) un programma di iniziative di lotta negli stabilimenti del gruppo Fiat e rilanciare lo sciopero generale contro la politica dei licenziamenti della Fiat e del Governo. E da subito, mentre continua lo sciopero dei sabati lavorativi che abbiamo indetto a Cassino, anche a Mirafiori il S.in.Cobas ha indetto sciopero di 8 ore per i sabati 22 e 29 dicembre che Fiat vuole far lavorare come da comunicazione di ieri allincontro presso lunione industriali. Nel rifiutiare con lo sciopero questa decisione scorretta e arrogante della direzione, che comanda a lavorare di sabato mentre per altri lavoratori degli stessi stabilimenti continua la cassa integrazione, chiediamo alle altre organizzazioni sindacali di prendere urgentemente uguali iniziative.
Paolo Sabatini Coordinatore nazionale S.in.Cobas Frosinone, 20.12.2001
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