DOPO OLTRE
QUARANTA MANIFESTAZIONI
COSA FARE ADESSO ALLALFA DI ARESE ? La vicenda Alfa è arrivata ad un punto
cruciale. Appena avuta in regalo lAlfa di Arese
era apparso chiaro il progetto Fiat di disfarsi di questo stabilimento. Ci ha messo 15
anni solo perché forte è stata la nostra opposizione, nonostante i continui disgreganti
accordi che è andata via via firmando con gli altri sindacati. Laccordo sottoscritto da Fim, Fiom,
Uilm e Fismic della Campania ha siglato il raggiungimento finale di questo progetto. Ad Arese ci sono sindacati e delegati che
dellaccordo di Pomigliano non ne
vogliono parlare, come se non comportasse nulla per noi. Illudendo tacitamente i
lavoratori rimasti in fabbrica che ad Arese resterà qualche ufficio o qualche spezzone
di reparto. Sono solo balle. Dopo la Carrozzeria e le costruzioni sperimentali anche
meccanica, commerciale e progettazione sono in pericolo e a breve rischiano la chiusura.
Chi si ostina a far finta di non vedere questa situazione, o è prevenuto o nasconde la
testa sotto la sabbia. Così facendo avvalla nei fatti la politica della Fiat. Dopo laccordo di Pomigliano nessun soggetto, né
sindacale né politico, ha provato a dire cosa doverbbe continuare a produrre la Fiat ad Arese. Nessuno dice di portare qui le
produzioni sportive trasferite a Pininfarina oppure di fare ad Arese il nuovo motore alfa
anziché in Australia, come vogliono gli americani di GM. Avevamo proposto sin dallinizio che si costruisse un fronte
unitario di tutti i lavoratori delle fabbriche Alfa Romeo : non abbiamo ricevuto nessuna
risposta. Ma se vogliamo veramente che ad Arese ci siano produzioni Alfa e un futuro per
tutti dobbiamo unire tutti i lavoratori Alfa di Arese e di Pomigliano. Lottando sia contro
i ritmi bestiali che vogliono imporre a Pomigliano che contro la chiusura di Arese. O riusciamo ad imporre altre produzioni ad Arese o assisteremo
all ennesimo esodo, questa volta finale, in mobilità o con autolicenziamento. Con la nostra lotta non siamo risusciti a bloccare il mega
progetto di disfacimento di questa fabbrica ma siamo riusciti comunque a difendere i
lavoratori. Pochi sono stati licenziati senza prospettive. Tutti stanno adesso
aspettando che i lavoratori si arrendano e non si mobilitino più Magari, dopo un accordo,
con centinaia di mobilità o accettando, come altri, lavori precari, sottopagati ed a
ritmi bestiali. Come proposto dagli americani dellAig per i lavoratori ex Rotamfer. Le prossime settimane saranno quindi
fondamentali. Tutti dovremo essere presenti e mobilitarci. Sarà indispensabile imporre
posti di lavoro sicuri attraverso il rispetto degli accordi con la Regione e la produzione
di auto. Il nostro impegno sarà quello di lottare in tutti i modi e perché in ogni
società dellalfa ci sia una rappresentanza cobas che difenda i lavoratori. TUTTA LALFA ROMEO A
POMIGLIANO
La Fiat ha deciso: nei prossimi cinque
anni le auto Alfa Romeo saranno tutte prodotte a Pomigliano, ad eccezione della 166
che resta a Mirafiori e delle vetture sportive che saranno prodotte da Pininfarina. Investimenti
per 2.500 milioni di euro, assunzione di 1.000 lavoratori precari, introduzione di un
nuovo sistema di calcolo dei tempi (TMC2 già usato a Melfi ) che aumenta i ritmi di
lavoro del 20% e la costituzione di un gruppo di lavoro con il reciproco intento
di comprendere e risolvere il fenomeno dellassenteismo anomalo. Tutto
questo è stato sancito con laccordo firmato a Napoli il 24.4.03. Questa volta, a differenza degli
accordi di Mirafiori e Cassino, tutti i sindacati confederali e quindi anche la Fiom
Campania, lo hanno firmato. Solo le RSU dello Slai Cobas di Pomigliano si sono rifiutate
di siglarlo, dichiarando sciopero il 2 il 10 1 17 maggio. Siamo quindi allatto formale della
chiusura dell ANONIMA LOMBARDA FABBRICA AUTOMOBILI (ALFA) di
Arese. Le promesse giornalistiche che ad
Arese dovrebbero localizzarsi la progettazione, la sperimentazione e il centro stile, sono
le solite promesse Fiat su Arese. Che non ha mai mantenuto. Ecco le
vecchie promesse Fiat
·
Gli accordi sindacali prevedevano la
collocazione ad Arese delle vetture sportive e dellauto ecologica con unoccupazione
di 4000 unità. ·
Laccordo firmato al Ministero del
Lavoro il 26-6-97 a pag. 7, la Fiat garantiva che ad Arese avrebbe mantenuto : ·
Uno stabilimento Carrozzerie con
vetture sportive di marchio Alfa RomeoUno stabilimento di produzione motoristica (sei
cilindri)Un Centro Tecnico (comprendente Progettazione, Centro stile, Tecnologie e Costruzioni
Sperimentali) nonché enti centrali e commerciali. Oggi la
carrozzeria, le costruzioni sperimentali e il commerciale
non ci sono già più La meccanica aspetta la fine della produzione dei sei
cilindri e poi i lavoratori saranno dichiarati esuberi ANCHE
LA PROGETTAZIONE E A RISCHIO
Su Il
sole 24 ore del 25 aprile scorso a titolo: La Fiat investirà 2,5 miliadi
a Pomigliano si dice che saranno stanziati circa 500 milioni di euro allanno
nellarco del periodo 2003-2007 finalizzati alla ricerca, sviluppo, innovazione
ed ingegnerizzazione dei nuovi prodotti.
Chi può credere allora che ad Arese
resterà la progettazione, la sperimentazione e il centro stile quando tutta la produzione
Alfa va a Pomigliano e lì saranno fatti gli investimenti anche per i settori della
progettazione ?. Sullaccordo
di Pomigliano cè chi prima firma e poi cerca un distinguo: magari proponendo
un referendum. Ma i lavoratori chiamati a votare quellaccordo saranno solo quelli di
Pomigliano o tutti i lavoratori dellAlfa Romeo, quelli di Arese compresi ?. E poi
dice Se qualcuno pensa di risolvere i problemi togliendo un po a Pomigliano
per suddividerlo tra Arese, Termini Imerese e Mirafiori perde in partenza ( il
segretario Fiom della Campania su Il Manifesto). Cè anche chi firma e poi impone
questo accordo senza neppure il referendum tra i lavoratori. LARMA DELLA MOBILITA
A metà aprile il Senato ha votato
definitivamente il decreto, già approvato dalla Camera, che consente alle aziende in
crisi di accedere alla mobilità lunga (fino a 7 anni). Ora le aziende in crisi devono
presentare domanda al Ministero del lavoro entro giugno prossimo con la richiesta del
numero di lavoratori che intendono licenziare, avendo come requisito il raggiungimento di
un accordo sindacale. Dopo che tutte le domande saranno pervenute, il Ministero
provvederà ad emanare il numero di lavoratori da mettere in mobilità, per ogni società
che ha fatto domanda, per un massimo di 7.000 lavoratori, su tutto il territorio
nazionale. Uno dei requisiti per presentare domanda di mobilità lunga è il
raggiungimento dellaccordo sindacale. Ad Arese esso è impraticabile dal momento che
gli 8 delegati Rsu eletti alla Carrozzeria sono 4 dello Slai Cobas e 4 della Fiom.
Assisteremo quindi allennesimo accordo centrale firmato a Roma al Ministero
del Lavoro. Magari solo con la firma di Fim, Uilm e Fismic nazionali. La passata mobilità di massa allAlfa
di Arese Dal 1994 ad
oggi oltre 4000 lavoratori di Arese sono stai posti in mobilità Il tutto ha comportato
enormi spese della collettività per affiancare gli interessi Fiat di spazzar via questa
fabbrica. I lavoratori messi in mobilità hanno ricevuto un incentivo ad andarsene per
tentare di coprire la perdita salariale tra mobilità e stipendio reale. Ma hanno subito
una decurtazione della pensione ( che con mobilità lunga arriva a 200-300 mila lire in
meno al mese ) perché la pensione viene
calcolata sullultimo stipendio reale ricevuto. Inoltre parecchi lavoratori,
convocati per lavori socialmente utili dalle amministrazioni locali, hanno dovuto, spesso
gratuitamente, andare a lavorare in asili, mense
ed altro. La mobilità che vogliono firmare. Avendo la
Fiat comunicato che tutti i mille lavoratori in cig non rientreranno al lavoro, un accordo
per la mobilità ad Arese vedrà alcuni lavoratori posti in mobilità che potranno
accedere alla pensione e molti altri lavoratori giovani che, non
avendone i requisiti e dovendo lavorare ancora 10/15 e anche 20 anni per accedere alla
pensione, subiranno un nudo e crudo licenziamento. La Fiat ha già fatto saper che
a fronte di lavoratori attualmente al lavoro che accettino la mobilità non vi è nessun
lavoratore giovane in cig che può rientrare. Non dare prospettive di lavoro, né da parte
di Fiat, né da parte del piano Regionale, è finalizzato a cercare di convincere
sempre più lavoratori che il meno peggio è accettare la mobilità : con un pugno di
soldi. Compito del sindacato è conquistare la
tutela occupazionale dei lavoratori. Cercare di imporre alla Fiat produzioni Alfa e di far
rispettare laccordo con la regione è indispensabile per togliere i lavoratori
cassintegrati dal ricatto della mobilità. Dopo anni
di faticoso lavoro e di lotte in difesa della fabbrica, vedere centinaia di compagni,
elemosinare una mobilità con una buonuscita irrisoria è umiliante LINGANNO : AFFITTO FINO AL 2012Dopo laccordo
con la regione Lombardia e le proprietarie delle aree del CRAA ( Estate sei e Abp), le
organizzazioni sindacali dellAlfa Romeo di Arese hanno ripetutamente chiesto anche a
Aedes e Piemongest, proprietà delle palazzine del Centro Tecnico (CT) e Centro Direzionale (CD), di sottoscrivere detto
accordo LAedes disdettava, senza nulla
comunicare, lincontro fissato per il 25-3-03 In risposta a questo improvviso
irrigidimento la Fiom e lo Slai Cobas (nonstante latteggiamento passivo di Fim, Uilm
e Flmu ) hanno dichiarato subito uno sciopero con blocco alle portinerie del CT e del CD .
Grazie a questa pronta risposta il 29-4-03 cè stato finalmente l incontro. Allincontro i responsabili dellAedes
e di Piemongest hanno tentato di tranquillizzare sulla situazione degli immobili. Ma alle
domande se era vero che avevano anche loro chiesto di modificare la destinazione duso
degli immobili in servizio allindustria e quindi per il polo logistico, e se erano
disponibili a sottoscrivere laccordo con la regione per il polo della mobilità
compatibile non hanno risposto. Riservandosi di rispondere dopo il consiglio di
amministrazione. Ci hanno poi comunicato che hanno stipulato un contratto di affitto
con la Fiat fino al 2012 ( che ci avrebbero fornito) : esso prevede comunque la
possibilità di subaffittare a terzi, parti o tutte le aree delle palazzine del CT. e CD.
Abbiamo inoltre chiesto di discutere la situazione dei lavoratori del CD, assunti spesso
con contratti a termine e precari, ma hanno rinviato la questione. A più di un mese dallincontro,
nessuna comunicazione è pervenuta ai sindacati. Conclusioni: ·
lincontro con Aedes e Piemongest si è tenuto solo per
paura di altri blocchi delle portinerie ·
non hanno nessun intenzione di affrontare e risolvere il problema
dei lavoratori del CD assunti precari e senza diritti ·
nessuna documentazione ci è stata fornita sul contratto di
affitto, ma anzi le dichiarazioni per cui Fiat può subaffittare ad altri il CD e CT è
molto preoccupante. Parte del 5° piano del C.T. verrà subaffittato a breve ad una
società straniera. Abbiamo
però scoperto che il 27-2-2003 Aedes ha firmato con quattro investitori europei, il
lancio del secondo più grande fondo logistico paneuropeo. Chi va in giro a dire che Fiat resterà ad
Arese sino al 2012 non può non prenderne atto. Se non
imponiamo un cambiamento di rotta, anche il CD e CT rischiano di fare la fine delle aree
del Craa. Del resto basta verificare cosa Fiat sta facendo nelle palazzine: dismissioni,
trasferimento di attività e vendita di società a terzi. Per mantenere le attività
impiegatizie occorre riprendere la mobilitazione e imporre a Fiat che tutte le società
rimangano ad Arese E LE ISTITUZIONI ?
Dopo laccordo in Regione tra i
proprietari delle aree, gli amministratori locali e i sindacati, per la costituzione sulle
aree dellAlfa di Arese del polo per la mobilità compatibile, niente di
concreto è stato formalizzato. Nessuna comunicazione delle 25 aziende disponibili ad
insediarsi ad Arese e nessun sussidio ai lavoratori in cig a 600 euro al mese. Laccordo sottoscritto prevede
posti di lavoro fissi e il riconoscimento dei delegati di sito. Le proprietarie delle
aree, in modo provocatorio, hanno comunicato che sono disposte ad assumere gli ex operai
Alfa ma solo
in cooperative. I lavoratori Alfa sono troppo sindacalizzati
: li assumono solo se rinunciano ai diritti acquisiti. In questo quadro ricattatorio,
esponenti della Regione (Zanello) ma anche del sindacato continuano a parlare di
rinegoziare questo accordo perché troppo oneroso per le aziende. Dallaltro lato, continua il braccio
di ferro tra i comuni della zona (Rho, Arese, Garbagnate e Lainate) con lAig
e Estate sei. I sindaci pensano solo ai miliardi di lire durbanizzazione o a
vantaggi in termine di aree ex alfa regalati alle amministrazioni senza neppure fare
quello che altre amministrazioni hanno concesso per i lavoratori (esenzioni di irpef o
borse di studio a figli di cassintegrati). Siamo tornati quindi alle logiche del vecchio
Craa. Nessuno si preoccupa dei lavoratori, né del futuro di Arese. Dallincontro del 19 maggio prossimo
con Formigoni, chiederemo risposte concrete, altrimenti dovremo purtroppo continuare la
mobilitazione. PRESENTATE LE CAUSE
Siamo tutti
consapevoli che le cause legali che abbiamo promosso in questi anni non hanno risolto il problema della difesa della fabbrica. Del resto
non ad esse abbiamo mai affidato la nostra lotta contro i padroni. Ma sicuramente hanno
imposto alla Fiat di far rientrare centinaia di lavoratori espulsi dalla fabbrica. Ne
ricordiamo solo alcune : ·
nel 1998 hanno consentito il reintegro dei lavoratori della
tappezzeria e impianti elettrici, che altrimenti avrebbero subito la via crucis dei
lavoratori Rotamfer. ·
nel giugno 1998 hanno fatto rientrare centinaia di lavoratori
giudicati esuberi e non assegnati da Fiat al Vamia. Per far rientrare alcuni lavoratori il
giudice di Milano ha ordinato il reintegro con la forza dellordine. ·
numerose volte hanno consentito il rientro in azienda dei
lavoratori della Palmar licenziati, fino ad arrivare allaccordo di alcuni giorni fa
per la cig a rotazione siglato dallo Slai Cobas. ·
3000 lavoratori hanno preso gli arretrati per la cig del 1984-85.
·
alcune settimane fa, dopo aver vinto una causa contro la ditta
Onama che gestisce la mensa, si è raggiunto un accordo che reintegra i lavoratori sospesi
a zero ore portando a casa il recupero della differenza di stipendio per gli oltre due
mesi che sono stati sospesi, duecento euro di risarcimento del danno e la cig a rotazione
tra tutti i lavoratori. Inoltre Onama ha messo a disposizione dei lavoratori un pulmans
per andare in tribunale pagati durante lorario di lavoro a firmare laccordo. Per questo anche questa volta abbiamo
deciso di ricorrere contro la sospensione in cig di 1.000 lavoratori. Avendo costruito un
comitato di lotta unitario, abbiamo proposto che, anche a livello legale, si arrivasse a
una strategia comune tra tutte le OOSS. Questo non è stato possibile : la Flmu-Cub da
sola a presentato un primo ricorso durgenza ( purtroppo rigettato dal giudice ) per
un lavoratore impiegato del centro tecnico. In modo unitario, avevamo deciso di non aprire
subito un ricorso legale di massa ma, come abbiamo sempre fatto in questi anni, iniziare
con quei casi che ai nostri avvocati sembrano legalmente più sostenibili Dopo le sentenze nelle cause fatte a Mirafiori
dalla Fiom e dal Sin-Cobas, cause purtroppo perse ma con motivazioni che nella sostanza
davano ragione ai sindacati (infatti in corso di causa Fim-Uilm e Fismic sono corsi a
siglare accordi per vanificare le cause), abbiamo deciso di aggredire subito anche
collettivamente la CIG. Stiamo
perciò preparando una causa come Slai Cobas contro la cig Nei giorni scorsi abbiamo inoltre presentato le prime cause dei
400 lavoratori che hanno firmato il ricorso con i legali dello Slai Cobas. Nelle prossime
settimane procederemo a depositare le cause di tutti i lavoratori. Alle cause occorrerà
essere presenti in massa dando loro un valore generale per la difesa della fabbrica. Anche se un solo lavoratore rientrerà
sarà una vittoria e, comunque, la presentazione delle cause imporrà a Fiat di negoziare
anche in tribunale, come fatto nel 1998, una buonuscita dignitosa ( 75 milioni) per i
lavoratori. IL
RAPPORTO CON LE ALTRE ORGANIZZAZIONI SINDACALI Di fronte al devastante piano imposto
dalla Fiat, come negli altri stabilimenti, anche ad Arese abbiamo costituito un comitato
unitario di lotta tra tutti i sindacati presenti in fabbrica. Quando però sono state rese
note le liste dei lavoratori messi in cassintegrazione Fim, Uilm e Flmu hanno iniziato a
dichiarasi contrari al primo sciopero. Con il passare delle settimane i comportamenti non
unitari sono andati via via aumentando : - lFlmu, senza nulla dire agli altri, parte
con dei ricorsi legali fatti in proprio, - gli scioperi vengono indetti solo dallo Slai
Cobas e dalla Fiom, - Fim, Uilm e Flmu si
oppongono allutilizzo dei fondi comuni raccolti dalle Rsu per pagare i pulmans per
le manifestazioni dei cassintegrati e organizzano privatamente lincontro con il
cardinale di Milano del 7-5-03. Se ci è
abbastanza chiaro che qui da noi Fim e Uilm si preparano a firmare, come a Cassino,
Mirafiori e Pomigliano ( con la Fiom ) lennesimo accordo sulla mobilità per
centinaia di lavoratori, non riusciamo a comprendere questa strana strategia della Flmu
Cub che si muove unitariamente con loro. Se
realmente si vuole lottare contro la politica della Fiat, si devono costruire alleanze con
chi si oppone alle scelte aziendali. Fim e Uilm dopo lapprovazione del Patto per lItalia,
dopo la scelta della firma del loro contratto dei metalmeccanici e con la campagna per il
no al referendum sullarticolo 18, hanno scelto chiaramente da che parte stare. Come
può unorganizzazione come la Cub, che si dichiara contro tutto questo, allearsi
sempre qui da noi con Fim e Uilm ? Se vogliamo salvare quanto resta della più
grossa fabbrica della Lombardia, occorre rafforzare lunità. Ma se le scelte di Fim Uilm (
e chi
gli va dietro) renderanno questo impossibile, dovremo prendere atto della situazione e,
come del resto fatto in questi anni, continuare da soli. Con i compagni di fabbrica della Fiom, in
questi mesi abbiamo sviluppato insieme la lotta. Per noi questo è un fatto importante,
anche se non escludiamo che in qualsiasi momento possa arrivare lennesimo accordo
nazionale o altre forme di pressione che metteranno questi compagni in minoranza. La situazione della fabbrica e gli scontri a
livello nazionale (contratto e art.18) non permettono a nessuno di sottrarsi alle proprie
responsabilità. Occorre quindi recuperare il massimo di
unità, a partire dalle prossime elezioni delle Rsu, se si vuole realmente lottare perchè
lo stabilimento di Arese continui a produrre Maggio 2003
Slai Cobas
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