| Si apre la stagione contrattuale. La Fiom ha elaborato la bozza della sua piattaforma e
dichiara conclusa la politica dei redditi. Il direttivo nazionale della Fiom ha approvato il documento con cui andrà ora alle assemblee dei lavoratori. Assemblee che dovranno dare forma e sostanza ad una linea che la Fiom ha ndicato essere quella del superamento della politica dei redditi. Non ci troviamo di fronte ad un fatto esclusivamente categoriale. Si sta finalmente aprendo una discussione che investe l'intera politica confederale, chiamata da più parti a passare dalle parole ai fatti, dalle semplici azioni di contrasto alle linee di confindustria e Governo, alla elaborazione di piattaforme e vertenze che indichino chiaramente e finalmente un cambiamento di rotta, una svolta, che chiuda definitivamente con la fallimentare politica dei redditi frutto della disdetta della scala mobile e dell'accordo del luglio 93. Non si tratta ora di andare a vedere se il documento che la Fiom ha approvato contine esattamente ciò che come sinistra sindacale (ovunque collocata) consideriamo necessario oggi per rappresentare adeguatamente le risposte alla strategia padronale. Va considerato intanto che almeno la Fiom ci prova a rompere la gabbia che anni di concertazione e di caduta di autonomia del sindacato ha limitato la contrattazione, e indica una strada che già contiene i segni di questo cambiamento:
Un cambiamento che si sostanzia anche concettualmente nella dichiarazione che il direttivo della Fiom enuncia nel suo documento quando dice ".... la Fiom intende adottare una politica rivendicativa che, a partire da questo contratto, si ponga il compito di recuperare il potere dacquisto perduto e di redistribuire produttività per tutta la categoria, a partire dai livelli più bassi. La Fiom considera così conclusa la fase della politica dei redditi" Dobbiamo quindi considerare che il documento Fiom rappresenta oggi il punto più avanzato dell'azione sindacale per il superamento della politica dei redditi, ed è quindi una base di al di sotto della quale la sinistra sindacale tutta deve essere impegnata a non andare nella discussione sulle linee contrattuali aperte o che si apriranno in tutte le categorie. La questione non è il fare ciò solo per evitare l'isolamento dei meccanici. Anche ... ma sopratutto la questione è se la sinistra sindacale in Cgil assume questo come riferimento su cui chiamare tutta la Cgil ad una scelta, o se prevarranno i soliti tatticismi categoriali che se da un lato riconoscono la bontà della proposta Fiom, dall'altra si ammantano di un "realismo sindacale" che arrivano a giustificare cautele proprie della maggioranza Cgil, tutt'ora ancorata all'illusione concertativa. E già le scadenze si avvicinano o sono aperte. Gli alimentaristi dopo il brutto accordo sul bienno ultimo si apprestano ad elaborare la loro piattaforma contrattuale. Nei Chimici, dove sono oggi aperte modestissime e concertative piattaforme per i rinnovi contrattuali in corso del vetro e della ceramica, ci si appresta a discutere la piattaforma dei Chimici Confapi. Nella Funzione pubblica è oggi aperta la discussione sul superamento dell'inflazione programmata ma che ancora non arriva a mettere in discussione l'accordo quadro del 4 febbraio che obbliga questo rinnovo a muoversi nei stretti limiti dell'impianto concertativo. C'è oggi bisogno di una svolta da parte del sindacato, che non può essere compromessa dall'illusione di ricucire in qualche modo a ripristinare una strana e contradditoria unità con quei sindacati che hanno ormai scelto la linea neocorporativa. Non è di accordi tra segreterie di cui oggi il movimento ha bisogno, ma di un confronto libero e democratico nei luoghi di lavoro, sulle piattaforme, sulla linea sindacale, per ripartire da qui a rilanciare l'unica unità vera e possibile. L'unità tra i lavoratori. In ciò assume un carattere preziosissimo l'indicazione della Fiom su quello che dovrà essere il percorso di consultazione tra i lavoratori. Non ci si è fermati di fronte alle complicazioni che inevitabilmente sorgeranno con la presentazione di piattaforme separate. Si è scelto di far decidere i lavoratori in modo che tutti debbano rendere conto solo a loro ed alle loro decisioni assunte a maggioranza.
19 settembre 2002 Il coord.RSU
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