Eterotopia

Prossimi appuntamenti ad ETEROTOPIA

General — Inviato da amministratore @ 10:34

Prossimi appuntamenti ad ETEROTOPIA

Venerdì 12 marzo 2010 -->  dalle ore 18.00 alle ore 23.00

SPAZIO NEGRO

un punto d'incontro per tutti coloro che, indipendentemente dal colore della loro pelle, dalla loro religione, cultura, sesso, provenienzavengono sfruttati, precarizzati e discriminati.

I NEGRI di oggi, i poveri senza diritti che possono solo lavorare sempre di più e sempre più in fretta.
A tutti coloro che si vedono negati gli accessi, non solo al benessere economico, ma alla cultura, all'informazione, alla salute e alla socialità

SPAZIO NEGRO

offre un posto dove trovarsi e scambiarsi informazioni, esperienze, assistenza, oggetti, indirizzi e tutto quello che può servire a migliorare la vita.

SPAZIO NEGRO

“una giornata senza di noi” come proseguire

filmati, foto, dibattito sullo sciopero dei migranti del primo marzo 

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Venerdì 19 marzo 2010 -->  dalle ore 18.00 alle ore 23.00

Apre ad Eterotopia  "Fcorta - Filiera corta Vita lunga"


inaugurazione dalle ore 18.00 con presentazione del progetto, a seguire spettacolo teatrale e buffet biologico.

ORTI INSORTI -- scritto e raccontato da Elena Guerrini

«Orti Insorti è uno spettacolo sulle memorie della nostra civiltà contadina nato da una ricerca sui ricordi del mi’ nonno che era mezzadro. Foto vecchie, storie, sogni, visioni, ricordi, finzioni, fantasie, memorie, barzellette, canzoni degli anni '70, bestemmie, racconti e personaggi di paese, alcune cose sono successe davvero, altre succederanno… Una riflessione sul significato di progresso e sviluppo.»
Elena Guerrini

http://ortiinsorti.blogspot.com/

Lo spettacolo finisce con una festa, un buffet dopo la narrazione,
con musica e cibo tipico della tradizione contadina con i prodotti del
paniere del GAS TIERRA di San Giuliano M.se.

Per partecipare alla serata è possibile prenotare entro le ore 17.00
di Mercoledì 17 marzo ai seguenti recapiti: 331 10 59 387 - etero@ecn.org


Il costo del biglietto è di 15 euro, comprensivo del buffet contadino a fine spettacolo,

in considerazione sia del compenso di 900 euro dovuto alla compagnia teatrale,

sia della capienza massima di Eterotopia di ca 90 persone.

per info e prevendita biglietti:
331/1059387
etero@ecn.org

 

 


SPAZIO NEGRO

General — Inviato da amministratore @ 13:40

VENERDI' 19 e 26 FEBBRAIO dalle ore 18.00 alle 23.00

 

 

 

SPAZIO NEGRO

SEI NEGRO QUANDO SEI POVERO
NON CONTA IL COLORE DELLA PELLE

UN RICCO BIANCO, NERO, GIALLO, METICCIO
NON E’ MAI NEGRO

UN POVERO BIANCO, NERO, GIALLO, METICCIO
E’ SEMPRE NEGRO

INCONTRO e BUFFET ETNICO VERSO
“UN GIORNO SENZA DI NOI”


APPELLO ALLA MILANO CHE AMA LA LIBERTA'

General — Inviato da amministratore @ 20:09
APPELLO ALLA MILANO CHE AMA LA LIBERTA'
PER IL 12 DICEMBRE 2OO9, 4OENNALE DALLA STRAGE FASCISTA DI PIAZZA FONTANA
TUTTE E TUTTI IN PIAZZA MISSORI ALLE ORE 15
CORTEO METROPOLITANO
 
 
Queste righe sono un appello per costruire il 12 Dicembre a Milano un corteo metropolitano alle 15 da Piazza Missori. Organizzazioni diverse e diverse persone, partiti, centri sociali, associazioni, comitati territoriali, coordinamenti studenteschi e di docenti e collettivi antifascisti, antirazzisti di Milano. Sono molte e diverse le ragioni che vogliono riempire di senso questo 12 Dicembre 2009, 4Oennale dalla strage fascista.  Tutte queste ragioni convergono nella consapevolezza che "senza memoria non c'è futuro" e nella necessità di non arrendersi ad un presente preoccupante, caratterizzato da erosione di diritti e rigurgiti autoritari e xenofobi che non possono lasciarci in alcun modo indifferenti. E anzitutto quindi scenderemo in piazza per non dimenticare niente e nessuno : la responsabilità a matrice fascista della strage, le altre stragi di stato. C'è chi non intende dimenticare i troppi morti innocenti di quella strategia della tensione orientata a sopprimere i movimenti di liberazione di diritti. C'è chi scenderà in piazza per ribadire che la memoria di ieri impone di parlare del presente e quindi essere in movimento contro razzismo, neo-fascismo e omofobia. Ci saranno gli studenti, i docenti e i precari della formazione che dopo un 11 Dicembre contro la distruzione della scuola pubblica, colgono bene la relazione con il 12 Dicembre perchè tagliare gli investimenti sulla scuola pubblica è precarizzare conoscenza e memoria e negare un futuro di diritti e dignità. C'è chi non dimenticherà di portare con sè "Dax" Davide Cesare e "Abba" Abdoul Guibre, non per farne dei martiri o degli eroi ma ancora una volta per ribadire che l'omicidio di questi 2 giovani è ancora una ferita aperta e anche per questo motivo nuovi neo-fascisti dal "cuore nero" o mascherati come "liberi pensatori" o "forze" sedicenti "nuove" non hanno nè devono avere spazio a Milano. Chi pensa che nel terzo millennio non si possa assistere indifferenti ai tentativi di riempire i nostri territori di paura e odio con il populismo xenofobo di una giunta indecente a traino di aneliti squadristi e celoduristi, sempre pronti ad una codarda guerra nei confronti dei più deboli. Contro neo-crociati tanto nostalgici della pulizia etnica di rom e migranti quanto sempre più attaccati a interessi e poltrone della "Capitale", alla ricerca della "sicurezza" di deviare l'attenzione dalla pioggia di interessi dell'Expò e dalla mancanza di diritti, reddito, casa che sempre più attanaglia migliaia di persone e famiglie anche nella "ricca" Milano. C'è chi pensa che non sia accettabile che il diritto di autodeterminazione di genere sia messo in discussione attraverso la violenza degli attacchi alla 194 e alla RU486, attraverso il tentativo di trasformare le donne in oggetto o "angeli del focolare". Chi ritiene indegni i tentativi di militarizzare i territori con forze di polizia impunite chiamate a manganellare, arrestare, "immunizzare" qualsiasi manifestazione di dissenso, nel tentativo di sgomberare e svendere ogni spazio di libertà e alternativa culturale mentre nel frattempo veniamo "privati" di ogni diritto e bene comune, aria e acqua comprese. E contro gli attacchi, i blitz squadristi e la violenza che sta subendo oggi chi lotta per la difesa del proprio reddito e lavoro. Chi non dimentica la gravità delle violenze e attacchi alla comunità gay e glbtqi. Sono molte le ragioni per scendere in piazza, non un calderone ma un mosaico che disegna un presente di cui essere giustamente delusi e che quindi ci impone di non rinunciare a convergere, mobilitandoci insieme per dimostrare che tutti noi siamo Milano. Tutte e tutti noi che siamo la città viva che ama la libertà, che ogni giorno lotta per resistere alla precarietà e la crisi che attraversano e segnano le nostre vite e che il 12 Dicembre sarà in piazza Missori alle 15. E quindi, singoli cittadini, collettivi, centri sociali, associazioni, partiti : costruiamo tutte e tutti questa data e questa piazza, moltiplicando gli appelli e rendendo ben visibili ciascuno dei nostri percorsi, ciascuna delle nostre ragioni. Insieme.
 
 
Preconcentramento c/o eterotopia alle ore 14.00 
 
 
Non ci sono promotori esclusivi, tutte e tutti quanti aderiranno saranno co-promotori
per aderire milano12dicembre2009@gmail.com Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

CS Cantiere
Spa Eterotopia
Spazio Micene
Sos Fornace
Coordinamento dei collettivi Studenteschi di Milano e Provincia

( collettivo r18 boccioni, collettivo rebelde parini, collettivo carlo porta, collettivo politico manzoni, collettivo manzoni pacle, collettivo manzoni lamennais, collettivo manzoni di lambrate, collettivo vittorio veneto, collettivo agnesi, collettivo itsos stainer, collettivo donatelli, collettivo tenca, collettivo vittorini studenti di: molinari, cardano, conti, feltrinelli, brera, calvino di rozzano, bottoni, frisi, gentileschi, virgilio, cremona, allende )
Comitato Scuola Precaria
Retescuole
Precari del presidio permanente di via Ripamonti
Collettivo Aut Art - Brera
Collettivo No Pasaran - Mediazione Culturale

Comitati occupanti delle case di Milano
( Comitato di San Siro, Comitato delle White di Rogoredo, Comitato di Baggio)
Comitato per non dimenticare Abba e per fermare il razzismo
Comunità il Gabbiano
No Mama project against racism & xenofobia

( zanko, black house, renaissance crew, cisko, backer, ruggero casamassima, yoma, lex, windy, scena, diamante, lance & Corvetto )
Veloci e furiosi HC Antifa
( one family, my own voice, drunk side, mind the gap, Zheros, straight opposition, vibratacore, think or die, dissonanzeHC, Underneath Your Empty Ways, Diluvio, Munenkubi, Alien Hate, OrdignoHc )
Raggae vs omofobia : Zizzapowa posse, Yeah Sound, Lion Pow, Luigi outta Boomdabash, Gamba The Lek, Faida dal Basso, Junior Sprea, Litta Sound, Puppies Sound

Do It Your Self Fest

General — Inviato da amministratore @ 14:06
LIBERA SERATA
CON MUSICA LIBERAMENTE CREATA
 
 
MUSICA DI AUTOPRODUZIONE
CHE CHIAMA COMUNE LIBERAZIONE

 

Image Hosted by ImageShack.us


Serata dedicata all'autoproduzione.

Dalle ore 20.00 -- Mostra fotografica sul DIY, banchetti informativi e distro.

Dalle ore 21.00 -- Spazio alle band, saliranno sul palco:

- Opencast  www.myspace.com/opencasthc

- Tequila Riot www.myspace.com/tequilariot

- Point Break www.myspace.com/pointbreakband

- Disordine  www.myspace.com/disordine

- Hate Hate Haters  www.myspace.com/hatehatehaters

- Zheros  www.myspace.com/zheros

 

c/o ETEROTOPIA SPA
Via Risorgimento 21
San Giuliano Milanese

www.myspace.com/csaeterotopia

 


CARNE BOVINA BIOLOGICA

General — Inviato da amministratore @ 14:02
 
 
CARNE BOVINA BIOLOGICA
È possibile mangiare senza avvelenare se stessi e il pianeta?

 

Dai pascoli Appennini del Penice la coop. Canedo ci racconterà la storia e l'attualità della loro impresa.
Mucche allo stato brado a 1000 metri di altitudine e a pochi chilometri dalla città.
Assaggiare per credere!


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Tra crisi finanziaria, carovita e truffe alimentari è possibile consumare e produrre per il bene comune?

Come aiutare le produzioni sostenibili già esistenti e promuovere la conversione delle altre?

Invece di dare soldi a banche e multinazionali perché non usare le risorse per liberare le
innumerevoli capacità produttive che ognuno di noi detiene?
Perché in un modo o nell'altro quei beni che mettiamo nei carrelli del supermercato quando andiamo a fare la spesa li produciamo noi quando andiamo a lavorare.
E allora perché non distribuire le risorse in modo da permettere a tutti di produrre liberamente per se e per gli altri?

I gas, i mercatini biologici, il baratto, l'autoproduzione e la cooperazione se avessero risorse a disposizione tali da liberare tempi di vita potrebbero farci cambiare stili di vita!

Oppure dobbiamo affidare la nostra vita alla Barilla?


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Domenica 25 ottobre
dalle ore 19.00

a p e r i t i v o i n c o n t r o c o n i l p r o d u t t o r e

dalle ore 21.00
c e n a - D e g u s t a z i o n e c a r n e b o v i n a b i o l o g i c a

Menù della serata:

antipasto:

lingua in salsa verde e crostini di cuore

primi:
risotto alla milanese e lasagne alla bolognese

secondi :
bollito e arrosto

contorno:
patate al forno e insalata
pane della luna nel pozzo

a scelta dessert a base di mele biologiche


info e prenotazioni: gas_tierra@panerose.org - 331 10 59 387

eterotopia - gas tierra
aderenti al progetto “ Il pane e le rose”
in via Risorgimento 21 -San Giuliano Milanese

 


17 Ottobre 2009 -- Metriche Periferiche

General — Inviato da amministratore @ 20:31

Foto della giornata


 

FORSE NON HAI VISTO


ci sono mille modi di essere diversi
te li suggerisce la pubblicita'
tanto l'importante è la normalità
lavorare, consumare altro che libertà
e una telecamera ci controllera'
perchè ci sia una guerra tra le diversità

pero' se guardi bene la tua città
non sempre la paura ce la fa
c'è chi disegna un muro grigio
chi cammina con un ritmo in testa
c'e' chi scrive di nuove libertà
chi non ci crede e chi non ci sta


siam quelli che pensano di essere fratelli
reddito per tutti invece di manganelli

perchè ognuno ha un'arte
e niente e nessuno può metterla da parte.

 

 

METRICHE PERIFIRICHE

no borders basic income for all

 

nel pomeriggio

writing performance con 1030 + L'Me crew

 

dalle 21.00 concerto con:

Miss Juggy

Losix

Posaman

Seconda Classe

Zanko

Oscar white

Colle der Fomento

 

 


ABBA VIVE: SIAMO TUTTI ABBA

Territorio — Inviato da amministratore @ 20:03


ABBA VIVE: SIAMO TUTTI ABBA



Che succede ad un ragazzo che entra in un bar con 2 amici alle 5.00 di mattina e per fare una bravata si ruba un pacchetto di biscotti?


Sicuramente un po’ di botte non glie le leva nessuno!


E se è anche nero?


Abba” Abdul Salam Guibre, cittadino italiano, muore a Milano il 14 settembre 2008 ucciso a sprangate in un bar di via Zuretti dai due proprietari, con precedenti penali, al grido di “ladro, negro di merda” per aver rubato un pacchetto di biscotti.


Razzismo non è una parola nuova, ma puoi cancellarla dal tuo vocabolario se pensi che hai qualcosa in comune con Abba, l'età, la condizione economica, la musica, la voglia di vivere, i luoghi che frequenti, la periferia dove abiti, la rabbia nascosta sotto la pelle, bianca o nera che sia!



 

 
  

 

 

 


17 ottobre Giornata contro ogni razzismo

 

- Roma Piazza della Repubblica ore 14.30

Manifestazione antirazzista

contro il pacchetto sicurezza

per il diritto d'asilo a rifugiati e profughi

per la chiusura definitiva dei Centri di Identificazione ed Espulsione

contro ogni forma di discriminazione: di razza, di genere, di determinazione sessuale

 



 


Call4Action UN MESE PER ABBA, ABBA VIVE, RAZZISMO STOP !

Territorio — Inviato da amministratore @ 13:51
 
http://abbavive.blogspot.com/

GRAVE EPISODIO DI VIOLENZA RAZZISTA DELLA POLIZIA LOCALE

Territorio — Inviato da amministratore @ 15:08

 24 Ago. Ore: 12.55 - GRAVE EPISODIO DI VIOLENZA RAZZISTA DELLA POLIZIA LOCALE
Un cittadino di origine algerina che stava recandosi alla moschea di via Corsica a Brescia per il primo giorno di ramadan è stato vittima di un feroce pestaggio venerdi' 21 agosto, verso le ore 12,30 da parte della polizia locale. Abdallah, questo il suo nome, lavora come socio di una impresa che si occupa di ristrutturazioni edilizie, tinteggiatura e rivestimenti ed ha un regolare permesso di soggiorno; ha 38 anni. Arrivato in macchina con un amico nei pressi della rotonda di via Dalmazia, dove c'è l'accesso alla moschea Abdallah si è fermato per chiedere agli agenti di polizia locale che bloccavano l'accesso alla strada dove avrebbe potuto parcheggiare; mentre un vigile gli rispondeva, un altro si avvicinava al suo finestrino iniziando ad insultarlo ed a dirgli bruscamente di levarsi di torno. Lui pacatamente protestava per quel trattamento e l'agente cominciava a picchiarlo con pugni e schiaffi attraverso il finestrino, urlando di andarsene immediatamente. Abdallah a quel punto diceva all'agente che lo avrebbe denunciato ai carabinieri e avvertiva la propria socia di cio' che stava accadendo. La signora gli diceva di restare li' in attesa del suo arrivo e provvedeva a richiedere l'intervento dei carabinieri. Nel frattempo, di fronte a molti testimoni, arrivavano altri agenti di polizia locale che si univano al pestaggio di Abdallah, che veniva tenuto per il collo mentre un agente gli stringeva con forza i testicoli. La socia di Abdallah arrivava in tempo per assistere a questa scena dell' aggressione. Poi il giovane ammanettato veniva portato nella cella di sicurezza della polizia locale, dove proseguivano le minacce e gli insulti di stampo razzista; Abdallah dopo ore senza alcuna assistenza, si sentiva male verso le ore 18 e veniva ricoverato al pronto soccorso per essere visitato. I medici riscontravano policontusioni da percosse e un trauma cranico, prescrivendogli l'uso di un collare ortopedico. Il mattino successivo veniva tradotto in tribunale per l'udienza che veniva rinviata a martedì 25 agosto alle ore 9,30 presso il nuovo Palazzo di giustizia di via Lattanzio Gambara. Abdallah è difeso dall'avvocato Bossoni, legale di fiducia, dopo che la polizia locale aveva tentato di affibbiargli un avvocato di ufficio. L'associazione Diritti per tutti ed il coordinamento immigrati di Brescia invitano tutti ad un presidio di solidarietà con Abdallah e di protesta contro la violenza razzista della polizia locale, l'appuntamento è in tribunale durante il processo.

[Scarica il contributo audio, durata: 18 min.]

   

24 Ago. Ore: 16.49 - PESTAGGIO RAZZISTA A BRESCIA: IL COMMENTO DI FELICE MOMETTI
Il pestaggio razzista denunciato da Abdallah, cittadino algerino che venerdi' 21 agosto è stato duramente picchiato dagli agenti di Polizia Locale vicno alla Moschea di via Corsica, continua a mobilitare le realtà antirazziste di Brescia e provincia che da mesi si battono contro le politiche liberticide volute dal duo Rolfi - Paroli. Il commento di Felice, del Coordinamento Immigrati di Brescia.
[Scarica il contributo audio, durata: 3 min.]

 

25 Ago. Ore: 12.10 - BRESCIA:VIOLENZA RAZZISTA, GIUSTIZIA NON E' FATTA
Giustizia non è fatta. Il processo per l'aggressione razzista dei vigili urbani a danni di un cittadino algerino, Abdallah, si è concluso con un patteggiamento. Abdallah è stato condannato a 4 mesi. Questa decisione dell'avvocato di Abdallah è il frutto del clima persecutorio nei confronti dei migranti creato in città dalla giunta Paroli-Rolfi.Per una vecchia condanna subita 10 anni fa, per resistenza a pubblico ufficiale mentre vendeva accessori contraffatti, Abdallah è stato costretto ad accettare questa soluzione, senza però ritrattare quanto dichiarato relativanmente all'aggressione subita. Lo stesso hanno sostenuto i testimoni che non hanno potuto deporre, per il rito processsuale scelto, ma lo hanno ribadito anche alla stampa.Abdallah è stato vittima di un'aggresssione razzista, questi sono i fatti in questione; non ci interessa se in passato il giovane e' stato accusato e/o condannato per altri reati, noi siamo interessati a chiarire quanto accaduto venerdi' 21 agosto 2009 nei pressi della moschea. E lo affermiamo per il comportamento che hanno tenuto i vigili urbani: minacce, insulti razzisti, botte. Non è un grande giorno per la giustizia di questa città. Un cittadino algerino è stato insultato, pestato, arrestato ed è stato condannato. Da parte nostra ribadiamo che non lasceremo passare sotto silenzio qualsiasi episodio razzista di questa giunta e dei vigili urbani, ormai divenuti un corpo che agisce nella completa impunità soprattutto nei confronti dei migranti. COORDINAMENTO IMMIGRATI DI BRESCIA (Coordinamento delle associazioni di immigrati e antirazziste di Brescia) Nella trasmissione le valutazioni dell'Avv Sergio Pezzucchi legale dell'Associazione Diritti per tutti, di Sauro di Sinistra critica e di Felice del coordinamento immigrati di Brescia

[Scarica il contributo audio, durata: 37 min.]


Milano: De Corato chiede ancora lo sgombero del Cox

Territorio — Inviato da amministratore @ 17:42
Da Radio Onda d'Urto www.radiondadurto.org Il giudice civile di Milano ha respinto la richiesta di sentire alcuni testimoni presentata dai legali del Centro sociale milanese 'Cox' nella causa che il Comune di Milano ha intentato contro lo stesso centro al fine di ottenere il rilascio dell'immobile. Lo rende noto con soddisfazione il vicesindaco di Milano, Riccardo De Corato, il quale ha spiegato che questa è "una decisione che ci fa ben sperare per le conclusioni della vicenda ". "Una volta decisa la sentenza, che ci auguriamo favorevole al Comune - sottolinea De Corato - chiederemo il definitivo sgombero. E ci auguriamo che in quell'occasione ci sarà messa a disposizione la forza pubblica". "Quell'immobile ha sottolineato ancora De Corato - rientrava in un piano di edilizia popolare che non è stato possibile attuare a causa di un'occupazione abusiva. Il commento di Stefano del c.s. Cox 18 [Scarica il contributo audio, durata: 54 sec.] http://www.radiondadurto.org/agenzia/2009-07-20-13-03_stefano-cox-gr-14.mp3

Giù le mani dalla Campagnetta - Aiutaci a raccogliere le firme on line

Territorio — Inviato da amministratore @ 10:25

 

http://firmiamo.it/flash/46860black.swf

http://giulemanidallacampagnetta.blogspot.com

Aiutaci a raccogliere le firme on line
Aiutateci a fermare la speculazione.

Invitate i vostri amici a firmare la petizione on line, per impedire che l'ultimo spazio verde rimasto venga bruciato dal cemento.
Via di Vittorio è il quartiere più densamente abitato di San Donato Milanese: una via lunga 800 metri dove vivono 6.000 persone, non ha bisogno nè di altri abitanti, nè di altre case. Via di Vittorio è da sempre priva di verde. La Campagnetta ( ex canale navigabile) rappresenta l'ultima area con la quale è possibile rimediare, anche se in parte, alla mancanza di verde. San Donato Milanese ha zone ricche di verde ed altre che ne sono prive, come Certosa e Via di Vittorio. Costrunedo case sulla Campagnetta (ex canale navigabile) si perderebbe la possibilità di riparare a queste disuguaglianze e un quarto della popolazione resterebbe per sempre senza pochissimo verde. Via di Vittorio ha dovuto subire già il quadruplicamento della ferrovia. Ora non può subire anche la perdita dell'unica area verde di cui dispone. Quest'area della campagnetta rappresenta un indispensabile cuscinetto tra la zona industriale e le case. Questa funzione non può essere eliminata. La campagnetta è un'area non edificabile

link per la petizione on-line:
http://firmiamo.it/giulemanidallacampagnetta

link del blog "giù le mani dalla Campagnetta":
http://giulemanidallacampagnetta.blogspot.com


La centrale (fallita) di Montalto è costata 250 euro a ogni italiano

Territorio — Inviato da amministratore @ 12:53
centrale_montalto_di_castro.JPG

Da La Repubblica
www.repubblica.it

Il monumento simbolo della sconfitta della politica energetica potrebbe essere riattivato
Spesi 7 mila- miliardi di lire. E il nuovo impianto lavora 3.000 ore sulle 8.600 previste

ROMA — Sprezzanti del ridicolo l'hanno pomposamente battezzata: «Centrale Alessandro Volta». Pensate! Dare il nome dell'inventore della pila, praticamente il padre dell'elettricità, a una centrale che sta quasi sempre spenta. Insomma, una specie di pila esausta. Benvenuti a Montalto di Castro: monumento gigantesco al fallimento della politica energetica italiana costruita sulle ceneri del nucleare, inutilmente costato almeno 250 euro a ogni italiano, lattanti e vegliardi compresi. E come sempre accade in Italia le responsabilità di un simile disastro si dissolvono in una nebbia impalpabile, dove tutti sono un po' colpevoli, quindi nessuno lo è. I politici della prima Repubblica, quelli della seconda, l'Enel, i petrolieri. Perfino gli ambientalisti che si battevano contro l'energia atomica. La centrale di Montalto di Castro è stata anzi la loro più grande sconfitta.

A metà degli anni 80 erano agguerritissimi. Qualche anno prima c'era stato l'incidente di Three Mile Island che aveva dato spunto al famoso film Sindrome cinese e il movimento antinucleare si era diffuso in tutta Europa. Anche se non aveva molta udienza presso i governi. Per gli oppositori dell'atomo, in Italia, non andava molto meglio. Finché, nella primavera del 1986 a Chernobyl, in Ucraina, si verificò la catastrofe nucleare più grave della storia. E gli eventi precipitarono. Il governo del segretario socialista Bettino Craxi cavalcò immediatamente l'onda antinucleare. Ben presto furono superate anche le resistenze all'interno della Democrazia cristiana e dello stesso Partito comunista. E il referendum del 1987 passò con un consenso mai registrato prima. Di colpo, in Italia, i nuclearisti erano scomparsi. Era novembre, al governo Craxi era subentrato quello di Giovanni Goria: tutto avvenne con una rapidità impressionante, considerando i tempi geologici delle decisioni italiane. Con un paradosso, che gestire la frase di transizione toccò a un ministro, tra gli altri, Adolfo Battaglia, esponente dell'unico partito, quello repubblicano, che aveva sostenuto fino all'ultimo, contro tutto e tutti, la scelta nucleare. Per prima cosa la chiusura delle centrali in attività. I quesiti referendari non avrebbero in teoria obbligato l'Enel a fermare i reattori. Ma il Psi e la Dc, con l'appoggio del Pci, interpretarono così la volontà politica degli elettori. E fecero spegnere gli interruttori. E i lavori alla centrale di Montalto di Castro, quasi completata, vennero interrotti. A quel punto cominciò una danza a suon di quattrini. L'Enel e le imprese fornitrici rivendicarono innanzitutto i danni. E pure il pagamento dei pezzi ordinati e non consegnati, come appunto il reattore di Montalto di Castro. Poi la società elettrica, allora guidata da Franco Viezzoli, fece presente che si rischiava il blackout. Bisognava provvedere e il Parlamento, nel quale erano entrati anche gli alfieri del movimento antinucleare, come Gianni Mattioli, non alzò un dito. Non lo alzò quando le importazioni di elettricità prodotta con il nucleare in Francia esplosero. Ma non le alzò neppure quando si decise di costruire, accanto alla centrale nucleare di Montalto di Castro, già costata 7 mila miliardi di lire e che non fu smantellata perché si sarebbe speso troppo (sic!), un secondo impianto da ben 3.200 Megawatt, a policombustibile. Grande quattro volte di più e con una specie di sberleffo agli ambientalisti costituito da una orrenda ciminiera alta 150 metri che si può ammirare da decine di chilometri. Altri 7 mila miliardi di lire, per una centrale nata già vecchia (non era a ciclo combinato, come quelle che venivano costruite allora in tutto il mondo) e con costi di esercizio insostenibili. Tanto insostenibili che oggi una delle centrali più grandi d'Europa resta accesa soltanto 2 o 3.000 ore l'anno, sulle teoriche 8.600 ore, perché l'energia prodotta lì è troppo cara. Intanto i privati non se ne stavano con le mani in mano.

Molti italiani che avevano votato sì al referendum antinucleare erano stati convinti dalla promessa che si sarebbe abbandonata la strada dell'atomo per quella delle energie rinnovabili. Il governo approvò una delibera, la famosa delibera del Cip 6 che concedeva incentivi profumati ai produttori di elettricità pulita. Soltanto che ci infilarono all'ultimo momento, dopo «energie rinnovabili», le paroline «e assimilate». Spalancando un'autostrada agli industriali siderurgici ma anche ai petrolieri che intascarono migliaia di miliardi di contributi pubblici, bruciando i «Tar»: così si chiamano gli scarti della lavorazione del petrolio. Montedison, Falck, Riva, Moratti, fecero soldi a palate.

E le famose energie rinnovabili? Di quelle per vent'anni neanche l'ombra. Nel 2007 l'Italia produceva con il solare un cinquantesimo dell'elettricità prodotta in Germania attraverso il fotovoltaico. In compenso siamo diventati il Paese con il record mondiale del consumo degli inquinanti idrocarburi per la produzione di energia elettrica. Per non parlare dei costi. Quanti italiani dopo aver già sborsato 8 miliardi di euro per pagare all'Enel e ai suoi fornitori i danni dell'uscita dal nucleare, sanno che ancora pagano sulla bolletta elettrica un sovraprezzo destinato a una società pubblica, la Sogin, per lo smaltimento delle vecchie scorie? E che lo pagheranno ancora per una quindicina d'anni nella migliore delle ipotesi? Se la fallimentare operazione di Montalto di Castro è costata 250 euro a ogni cittadino italiano, 15 miliardi e mezzo di euro in tutto compresi i maggiori costi del petrolio rispetto a quelli dell'uranio, l'uscita dal nucleare è stata ancora più cara: 424 euro pro capite, cioè 25,5 miliardi di euro. E con quale risultato? Che siamo il Paese europeo più dipendente dal petrolio e dove l'energia costa più cara, che siamo il fanalino di coda delle energie rinnovabili, che abbiamo il primato delle importazioni e che ora abbiamo deciso di tornare al nucleare, per volontà di alcuni di quei politici che venti anni fa avevano persuaso gli italiani a uscirne. E Montalto? Tranquilli, ci sono buone probabilità che l'atomo torni anche lì. Secondo il presidente di Edf, il partner nucleare dell'Enel, Pierre Gaddonneix, quello è un posto ideale per una centrale nucleare. Come la chiameranno stavolta?

 


Riprendiamoci gli spazi sociali

Territorio — Inviato da amministratore @ 16:51
Contro lo sgombero del Boccaccio

 

Manifestazione sabato 11 luglio 2009
Concentramento ore 15 a Monza, in Piazza Castello, retro stazione FS

 


Condannati i poliziotti per la morte di Aldrovandi

Territorio — Inviato da amministratore @ 17:38

 Verità per Aldro

Da Il Corriere & La Repubblica

Tre anni e sei mesi ai quattro agenti accusati di eccesso colposo nell'omicidio del ragazzo di 18 anni

FERRARA - Il tribunale di Ferrara ha condannato a tre anni e sei mesi i quattro poliziotti accusati di eccesso colposo nell'omicidio colposo di Federico Aldrovandi, il ragazzo di 18 anni morto il 25 settembre 2005 durante un intervento di polizia. Alla lettura della sentenza i genitori del ragazzo si sono abbracciati piangendo e in aula sono partiti applausi.

I DIFENSORI DEGLI AGENTI: «RICORREREMO IN APPELLO» - «Tutti i processi hanno tre gradi di giudizio, vedremo la coda lunga di questo». Alessandro Pellegrini, uno dei quattro difensori ha fatto questa considerazione uscendo dall'aula dopo la sentenza. «Ciò che dovevo dire l'ho detto al giudice», si è limitato a dire Gabriele Bordoni che aveva creduto fino in fondo su un esito diverso al processo proponendo l'assoluzione degli agenti. Mentre Michela Vecchi ha annuito ai colleghi in merito al fatto che la sentenza dovrà avere il vaglio degli altri gradi di giudizio. Visi lunghi, come è comprensibile dopo la lettura della sentenza da parte dei difensori. Giovanni Trombini è sembrato il più distaccato: «Leggeremo le motivazioni, attentamente e poi proporremo appello». E le sue non sono state solo le solite dichiarazioni di circostanza: «Abbiamo prospettato al giudice ciò di cui eravamo e siamo convinti ossia la totale estraneità dei quattro agenti, che riproporremo in appello». Unico a commentare la sentenza tra gli imputatio, è stato Enzo Pontani (l'altro agente presente era Luca Pollastri, mentre gli altri due erano assenti, uno perchè in servizio al G8 de L'Aquila): «Posso dire che stasera giustizia non è stata fatta. E posso anche dire che io la notte dormo sonni tranquilli, qualcun altro non lo so».

LA VICENDA - All'alba del 25 settembre 2005 Federico Aldrovandi, 18 anni, era morto su un marciapiede di Ferrara. La ricostruzione della questura aveva sostenuto che stava tornando a casa dopo una serata con gli amici, si era sentito male e dava in escandescenze. Ammanettato dagli agenti era svenuto ed era poi deceduto prima che arrivassero i soccorsi.
Inizialmente si era parlato di droga, poi di un malore. La madre del ragazzo denunciava invece un pestaggio da parte della polizia. Nel 2006, una foto choc, pubblicata da Liberazione, mostrava i segni di percosse sul corpo del ragazzo e riapriva il caso.

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Per la morte del giovane Aldrovandi poliziotti condannati a tre anni e 6 mesi
I genitori: "Volevamo che fossero restituiti rispetto e dignità a nostro figlio"
I quattro agenti accusati di eccesso colposo nell'omicidio
del ragazzo di 18 anni avvenuto nel 2005 a Ferrara

FERRARA - Il tribunale di Ferrara ha condannato a tre anni e sei mesi i quattro poliziotti accusati di eccesso colposo nell'omicidio colposo di Federico Aldrovandi, il ragazzo di 18 anni morto il 25 settembre 2005 durante un intervento di polizia. Alla lettura della sentenza i genitori del ragazzo si sono abbracciati piangendo e in aula sono partiti applausi.

"Volevo che a mio figlio fossero restituiti giustizia, rispetto e dignità", ha detto il padre di Federico. "Mio figlio non era un drogato, era un ragazzo di 18 anni che amava la vita e che quella mattina non voleva morire". Sua moglie è sembra stata convinta della colpevolezza degli agenti: "Ci sono stati momenti in cui ho avuto paura che se la potessero cavare, ma in fondo ci ho sempre creduto. Ora quei quattro non devono più indossare la divisa".

Inchiesta e processo hanno visto come parte fondamentale la famiglia Aldrovandi, la mamma Patrizia Moretti e il papà Lino, in prima linea per chiedere la verità, prima con il blog su Kataweb aperto nel gennaio 2006 e diventato uno dei più cliccati in Italia, poi lungo l'inchiesta e il processo, scanditi dalle perizie, dalla raccolta delle testimonianze, dalla ricostruzione faticosa delle cause della morte di Federico.

Il pm Nicola Proto aveva chiesto condanne per tre anni e otto mesi a ciascuno dei quattro agenti. L'accusa è di aver ecceduto nel loro intervento, di non aver raccolto le richieste di aiuto del ragazzo, di aver infierito su di lui in una colluttazione imprudente usando i manganelli che poi si sono rotti. La parte civile, (Gamberini, Del Mercato, Anselmo e Venturi) ha ricostruito sotto quattro angolazioni diverse le difficoltà per raggiungere non la verità ma il processo stesso, sostenendo che la morte di Federico sia addebitabile alla colluttazione con gli agenti (nel corso della quale si ruppero due manganelli) e all'ammanettamento del giovane a pancia in giù con le mani dietro la schiena. Posizione che, secondo i loro consulenti, avrebbe causato un'asfissia posturale. A questa causa va aggiunta la tesi di un cardiopatologo dell'Università di Padova, il professor Thiene, secondo il quale il cuore avrebbe subito un arresto dopo aver ricevuto un colpo violento.

Per la difesa (Pellegrini, Vecchi, Bordoni, Trombini) l'agitazione del ragazzo quella mattina, prima e durante l'intervento di polizia, era dovuta all'effetto di sostanze assunte la notte prima al Link di Bologna con gli amici. Sostanze che lo avrebbe portato a uno scompenso di ossigeno durante la colluttazione. Tutte le difese hanno chiesto l'assoluzione piena degli imputati, che agirono rispettando le regole e il modus operandi previsto per interventi di contenimenti di persone fuori controllo (uso dei manganelli, metodo di ammanettamento e di contenzione o pressione sul corpo). Ancora oggi, tuttavia, nonostante l'intervento di oltre 15 tra i più affermati e riconosciuti esperti italiani (medico-legali, tossicologi, anestesiologi, cardiopatologi) non si è arrivati a chiarire con certezza le cause della morte.


Aldro 4 anni dopo

Territorio — Inviato da amministratore @ 14:30

Dopo quasi 4 anni dalla morte di Federico Aldrovandi, il 30 giugno arriverà la sentenza per i 4 agenti PS imputati per omicidio colposo. Sono serviti 2 anni di processo, 26 udienze, le dimissioni di un pm ed il trasferimento del questore di Ferrara, Elio Graziani, che aveva compromesso l'immagine della polizia a Ferrara con una condotta tesa ad insabbiare la morte di Aldro, un'altra indagine parallela nei confronti della questura ferrarese per depistaggio, per formulare l'accusa di "omicidio colposo".

Per l'accusa Federico è morto a causa delle percosse subite (tra cui diversi traumi gravi e probabilmente mortali a livello cardiaco) e della posizione, ammanettato con la faccia a terra, fattagli assumere dai poliziotti, che ignorarono le sue richieste di aiuto continuando a colpirlo mentre era già inerme.
Queste circostanze sono confermate, oltre che dalle diverse perizie autoptiche, che escludono per l'altro la droga come causa del decesso, sopratutto nelle perizie fatte dopo gli esami tossicologici, [foto], da diversi testimoni, in particolare da una donna, che dal suo balcone ha visto gli agenti accanirsi contro Federico e dalle registrazioni delle conversazioni radio tra autopattuglie e questura, rimaste a lungo chiuse in una cassaforte al pari di diversi tamponi del sangue di Federico, rimasti per oltre due anni chiusi dentro un frigo della scientifica.

La linea difensiva dei quattro imputati, tutti attualmente in servizio, sia con incarichi amministrativi che di pattuglia, invece continua a puntare sulla vecchia, e oramai falsificata, versione: Federico, in preda a raptus violenti dovuti alle droghe, avrebbe dato in escandescenze in strada, cagionando, così, l'intervento della PS che, una volta giunta con due pattuglie, sarebbe stata aggredita dallo stesso Aldro, il quale poi sarebbe collassato senza più riprendersi durante la collutazione.
Ma oramai l'evidenza è venuta a galla: Aldro è stato ucciso per strada da quattro poliziotti intervenuti in base a non si quali fatti e che si sono sentiti legittimati ad aggredire e a pestare a morte un diciottenne.


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