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    Uno tra i motivi principali che hanno determinato lo sviluppo di una Biblioteca Libertaria, nel 1976, è stata la volontà dei compagni genovesi di raccogliere, conservare e valorizzare pezzi della storia degli anarchici e del movimento anarchico a Genova (e non solo). Pezzi di storia che, altrimenti, rischiavano fortemente, e tuttora rischiano, di essere perduti.
Ancora oggi siamo ben lontani dall’avvicinarci a tali obiettivi, nonostante che da quei primi abbozzati progetti siano trascorsi trent’anni. Man mano che passa il tempo diventa sempre più difficoltoso e improbabile conservare e recuperare le tracce della memoria, anche perché molte delle testimonianze andrebbero raccolte (e si sarebbero dovute raccogliere) per via orale: questo non è stato fatto e continua tutt’oggi, in gran parte, a non essere fatto.
Ricostruire fatti ed eventi, percorsi umani e politici, pezzi di storia, solo attraverso la ricerca tra le righe dei documenti - oltre che avere in sé limiti intrinseci ed insuperabili - manca infatti decisamente degli elementi di testimonianza e passionalità diretta.

  Detto ciò, molto brevemente e sommariamente, ci preme sottolineare che comunque, e fortunatamente, vi sono compagni che si adoperano in questo tentativo; e che l’importanza di tale lavoro di studio, ricerca, raccolta e approfondimento - proprio perché fatto da compagni e non solo da studiosi e specialisti (dei quali però non respingiamo aprioristicamente i contenuti), ci appare essenziale.
Per queste ragioni ospitiamo l’articolo che segue e che ricostruisce un periodo della storia degli anarchici a Genova dalla guerra partigiana ai primi anni Novanta. Vorremmo che da questo contributo, e da altri che seguiranno, tale sezione del sito fosse dedicata ad un lavoro in divenire, con altri articoli e testimonianze.
Si tratta naturalmente di un’opera molto impegnativa, soprattutto perché coloro che si occupano della Biblioteca oltre a non essere dei professionisti seguono anche tante altre cose.
Pertanto al momento la proposta di tale articolo è da intendersi come uno spunto, o una breccia, che funga da stimolo alla crescita ed alla ricostruzione dei fatti, degli eventi, della storia degli anarchici e del movimento anarchico a Genova e in Liguria proseguendo magari, un domani, a livello più esteso. Questo perché tra i nostri intenti vi è e vi sarà poi quello di ricomporre tali materiali e di riproporli anche attraverso altri strumenti di conoscenza e circolazione che non siano banalmente il sito internet: utile e con molte potenzialità, ma che ancora – nonostante il predominio della modernità – necessariamente non riesce a raggiungere tutti coloro che si interessano e si appassionano delle tematiche che qui affrontiamo.

    Al più presto, o meglio quando il numero degli articoli ospitati sarà tale da rendere più completa una determinata panoramica sui fatti e sui periodi storici esaminati, è inoltre nostra intenzione attivare uno spazio che possa ospitare le critiche argomentate e firmate relativamente ai contributi che saranno stati pubblicati per consentire un maggiore approfondimento del tutto, affilando a dovere gli strumenti necessari ad una maggiore penetrazione ed efficacia del pensiero, della critica e dell’azione: tutti momenti che devono riunificarsi, per non rimanere separati e perciò alieni ai reali percorsi di emancipazione e liberazione.
E ancora, la pubblicazione di tale articolo come di altri che seguiranno non impegna la Biblioteca a condividerne e sottoscriverne appieno il contenuto, la cui titolarità e responsabilità rimane sempre dell’/degli estensore/i.

    In conclusione, per sgomberare fin da subito il campo da inutili polemiche o battibecchi, diciamo che noi che abbiamo deciso per la promozione e la diffusione di questi contributi, siamo anche tra quelli che – pur consapevoli dei limiti attuali – si battono perché gli anarchici tornino ad essere un reale movimento di sovversione e trasformazione dell’esistente con progetti e progettualità aperti al confronto e alla critica; ma soprattutto capaci di misurarsi nel quotidiano e di incidere nei percorsi di lotta e conflitto sociale anche quando questi sono latenti o di difficile comprensione e individuazione.
Per lasciarci così infine alle spalle la vocazione di mera testimonianza di un passato che non c’è più o la lamentela su di un presente che è solo desolazione e alienazione.
Articoli

Note sulla storia del movimento anarchico a Genova nel dopoguerra
[giu 2005]        dettaglio >>


Contributi e commenti

Precisazioni a "Note sulla storia.." circa le vicende del Circolo Francisco Ferrer negli anni '80                  [feb 2006]        dettaglio >>