15 marzo Giornata internazionale contro la brutalità poliziesca
Cosa fare il 15 marzo? Sul 15 marzo come data Funzionamento decentralizzato Denunciare la violenza di stato con la solidarietà e la
creatività Se volete aiutare a tradurre questo testo, liberi di farlo. Indirizzo postale: Posta elettronica: Sito web Diffuso in rete il 25 gennaio 1999
*** Comunicato Stampa del Collettivo opposto alla brutalità poliziesca
(COPB)
Negli ultimi due anni la giornata internazionale
contro la brutalita poliziesca (jicbp) è stata un successo.
I gruppi che hanno partecipato all'avvenimento non si limitano a criticare
la brutalità poliziesca: attaccano anche la supremazia dei bianchi,
i genocidi, il patriarcato, l'omofobia, il capitalismo, lo stato, ecc.
La maggior parte sono di tendenze anarchiche
e/o antiautoritarie. Nonostante il fatto che queste tendenze non siano
condizione essenziale alla partecipazione, se ci fosse un qualche partito
politico o organismo di governo che volesse fare della strumentalizzazione
su questo avvenimento, tale partito o organismo renderebbe un pessimo
servizio al pubblico.
Questa giornata dovrebbe rimanere il più
possibile decentralizzata per poter permettere ai gruppi, alle coalizioni
e agli individui di decidere quel che vogliono fare.
Dipende da ciò che i gruppi dei quattro angoli del mondo decidono
di fare. La decisione è nelle mani di ogni gruppo e spesso dipende
da molti fattori: la situazione politica in ogni nazione, le energie
e la volonta d'organizzare un avvenimento, le risorse, ecc...
Finora, l'evento ha preso diverse forme: teatro
di strada, murales, manifestazioni, conferenze, ateliers, mostre fotografiche
e di testi, trasmissioni radiofoniche e serate culturali. Alcuni hanno
organizzato più di un avvenimento per la giornata. In alcune
città si sono formate delle coalizioni per organizzare il tutto.
Ogni collettivo o persona può fare qualcosa. La chiave è
la nostra immaginazione.
La data della giornata internazionale, il 15 marzo, è stata scelta
dal collettivo Drapeau Noir in Svizzera. Hanno scelto questo
giorno perché in questa data, due bambini dell'età di
11 e 12 anni sono stati picchiati dalla polizia svizzera. Alcuni gruppi
possono non essere in grado di organizzare un attività per questa
data esatta. Se la data venisse cambiata, sarebbe meglio che la data
fosse vicina alla data originale.
Cerchiamo di fare di questa giornata una comunione globale di protesta
decentralizzata. Ciò nonostante, ci sono stati alcuni problemi
nel rispondere a tutte le e-mail, oltre che nella riduzione delle
barriere linguistiche, fatto che ha provocato alcune incomprensioni.
Alcuni hanno creduto che avremmo fornito i volantini ed i depliants
da distribuire, mentre il nostro obbiettivo era di diffondere il messaggio.
Ci piacerebbe poter aiutare di più gli altri gruppi/individui,
ma il nostro compito è l'organizzazione di un avvenimento a Montreal;
gli altri gruppi dovranno decidere come organizzare la giornata nella
loro comunità.
Alcuni vedono la giornata internazionale come un avvenimento a carattere
specifico che non risolve i veri problemi del mondo. Ma considerando
il fatto che lo stato detiene il monopolio della violenza, denunciare
il braccio giudiziario dello stato -la polizia- è una lotta che
riguarda tutti gli oppressi della terra. Tutti possono impegnarsi in
questa denuncia. Poiché i poveri, le persone di colore, i senza
dimora, gli immigranti, le prostitute, i militanti politici e i "marginali"
di questa società sono il primo obbiettivo della brutalità
poliziesca e in seguito del sistema giudiziario. La criminalizzazione
dei giovani, delle persone di colore e dei poveri raggiunge proporzioni
endemiche in diverse regioni.
Potete raggiungerci via posta elettronica o posta tradizionale.
Sono gradite le domande e i commenti.
COBP a/s La Librairie Alternative
2035 st- Laurent 2ieme etage
Montreal, Quebec
Canada
H2X 2T3
seahorse@odyssee.net / cobp@hotmail.com
http://www.microtec.net/~seahorse/COBP.htm
L'arresto dei 371 del 15 marzo 2002: la polizia felicissima
"Se risparmieremo gli innocenti, scapperanno troppi colpevoli"
Josiph Stalin
MONTREAL, Marzo 16, 2002. È stato con molto piacere che gli sbirri
armati con caschi, scudi e manganelli hanno rovinato la nostra Giornata internazionale
contro la brutalità poliziesca il 15 Marzo. Da sei anni questa data
serve come punto di riferimento per gli oppositori alla brutalità poliziesca,
sia a Montreal, sia in tutto il mondo. Con i 371 arresti di venerdì,
cifra che include circa 100 minori, la polizia di Montreal ha registrato un
nuovo primato di repressione giudiziaria in Canada. Il COBP denuncia questo
arresto di massa nonché la lista infinita di abusi nei confronti dei
manifestanti il 15 Marzo 2002. Inoltre, nonostante il fatto che hanno potuto
circondare una folla così grande senza alcun difficoltà e senza
scontri, gli agenti delle squadre tattiche hanno dato prova della loro aggressività,
spingendo di continuo i manifestanti all'interno di un cerchio di scudi, anche
quando la situazione era sotto controllo.
Una giovane manifestante è caduta dopo essere stata colpita alla testa
4 volte con un manganello anche se non rappresentava nessun pericolo per i
bruti armati fino ai denti. Inoltre, una madre che teneva un bambino in braccio
è stata anche lei vittima di diversi colpi di manganello. Denunciamo
le perquisizioni commesse da agenti maschi sulle manifestanti femminili. Denunciamo
l'uso di fascette di plastica al posto delle manette, strette al punto che
molti manifestanti hanno riportato danni ai nervi delle dita. Denunciamo anche
le condizioni lerce nelle quali sono stati tenuti i 371 arrestati per periodi
che vanno dalle 12 alle 20 ore.
Cercate di immaginare di essere stipati in tanti dentro le celle e privati
degli occhiali da vista, sigarette, carta igienica e cibo fino a che non è
stata servita una magra colazione alle 7 del mattino, dopo 12 ore di detenzione.
Cercate di immaginare questo e capirete perché ogni 15 Marzo sempre
più gente scende in piazza!
Nonostante questo esito disastroso, esito che costituisce un duro colpo per
il COBP e per la nostra lotta, meritano essere elencati i molti aspetti positivi
dell'esperienza. Quest'anno, oltre 400 oppositori hanno sfidato i rischi di
repressione, in condizioni atmosferiche ostili, con la minaccia di una tempesta
di ghiaccio, pur di partecipare al corteo. Al nostro punto di partenza, Berri
Square, il freddo è stato, poco alla volta, rimpiazzato dal buon umore,
grazie alla musica incantevole dal sound system. Inoltre, la distribuzione
di centinaia di biscotti a forma di maiale, preparati con tanto amore dai
membri del nostro collettivo, ha aiutato a rallegraci.
E poi, il pandemonio - per un po' di scritte murali e qualche vetro rotto.
Questi atti di pochissimi non hanno mai messo in pericolo nessuno. Sono stati
gesti abbastanza isolati poiché non abbiamo sentito gli applausi e
la maggior parte dei manifestanti non ha nemmeno notato quanto accaduto.
Sulla Saint-Urbain Street, la polizia ha sussurrato l'ordine di disperdersi,
in maniera pressoché inudibile, nonostante il loro dispiegamento di
gran lunga superiore a quello del COBP. Così la polizia ha potuto dire,
falsamente, che è stato per volontà dei manifestanti essere
raccolti e portati come pecore nelle celle dei posti di polizia. Se la polizia
avesse dato l'ordine di disperdersi come sa fare, i manifestanti avrebbero
avuto almeno la scelta di confrontarsi con la polizia o abbandonare la manifestazione.
Quindi, sarebbe particolarmente disonesto o stupido non capire che l'obiettivo
della polizia sia stato di raccogliere informazioni, umiliare e maltrattare
coloro che hanno agito con coraggio, portando in piazza le loro rivendicazioni.
Avete assassinato la nostra manifestazione, ma non potrete mai distruggere
la nostra volontà di lottare contro gli abusi e le atrocità
eseguiti nel vostro nome, ovunque essi siano. A tutti gli sbirri senza scrupoli:
restate sicuri che noi continueremo a ribellarci ovunque ci troviamo di fronte
alle ingiustizie, che siano nei tribunali o nelle piazze!
Collectif Opposé à la Brutalité Policière
(514) 859-9065