Diamo i numeri?
Assistenza medica?
Un infermiere, un dottore per 650 detenuti, il tuo compagno di cella
che urla, urla, urla; finché tutta la sezione non urla, urla, urla,
forse dopo 2 ore arriverà l'infermiere che se urla, urla, urla dopo
due ore arriva il medico che dice urlando che non c'è personale.
E tu muori.
Carenze igieniche?
Due docce per 100 detenuti, due minuti di tempo per doccia, un giorno
su 3 se va bene.
Lavare i piatti nel cesso dove caghi, lavare i vestiti dove lavi i piatti
dove caghi.
Riabilitazione? Attività alternative? Recupero?
Un biliardino nel cortile dell'aria non può recuperare nulla, l'unica
cosa da recuperare è la pallina, se la perdi: richiamo, e perdi con
lei la "buona condotta".
Libertà di culto rispetto alle differenze?
Musulmani costretti a mangiare carne di maiale per la fame, come cristiani
costretti a bestemmiare "per legge".
Vitto?
Il carrello che passa ha lo stesso odore di quando esci dal cesso, nella
minestra scarafaggi, e non è "nouvelle cousine".
Incontri?
I tuoi parenti umiliati, perquisiti, mortificati per un reato che spesso
non hai commesso, due ore di attesa per un'ora di colloquio alla settimana,
con la guardia che al minimo contatto fisico picchia sul vetro, spaventando
te e la tua famiglia: colloqui davvero sereni.
Diritti?
Che cosa? Scoprire come da uomo diventi bestia, ripercorrendo l'evoluzione
umana a ritroso, difficile non perdere la dignità.
Reinserimento, lavoro?
80% di detenuti fa richiesta di lavoro, 2% la ottiene.
Tutela dei diritti?
Detenuti picchiati a morte da guardie, con la compiacenza di un sistema
che non si processa mai, mai.
Sistema carcerario
Credici: ci vuole davvero poco, tuo figlio, tuo padre, il tuo amico,
tu; un giorno tutto questo potrebbe essere tuo. Non fare che succeda.
Non siamo mai stati tanto attaccati alla vita
I detenuti della C. C. Dozza in sciopero della fame
Bologna, 22.6.2000