La nuova legge sui minori. Ai privati anche la gestione dei dati personali dei loro genitori.
La notizia è passata in sordina. Così doveva essere nelle intenzioni del governo Blair. Anche perché pochi avrebbero avuto da ridire su una legge per la «protezione dei bambini». Ma i genitori democratici riuniti sotto la sigla Arch (Action Rights for Children), assieme ad altre organizzazioni e gruppi che si occupano di scuola e bambini, hanno rotto il muro di silenzio che si era creato attorno ad una delle leggi più controverse del governo new Labour. Infatti la nuova legge prevede, tra le altre cose, la schedatura di tutti i bambini britannici (11 milioni attualmente) fin dalla nascita. Ufficialmente l'enorme database serve per raccogliere informazioni su potenziali rischi che corrono i bambini. Per esempio, se un bambino si presenta in un ambulatorio con contusioni e segni di violenza, il medico sarà in grado di monitorare prima e quindi denunciare i suoi sospetti ai servizi sociali o alla polizia che interverrà presso la famiglia in questione. Ma in realtà il governo (che sarà il terminale del database) raccoglierà, e chiederà di raccogliere alle varie agenzie e uffici che si occupano di minori, tutte le informazioni riguardanti ogni singolo bambino. Questi dati verranno passati e scambiati tra le varie istituzioni. Che sono tantissime persone. Potranno avere accesso al database le autorità locali, i consigli distrettuali, la polizia (tutta, a quanto pare), il capo della polizia, i tribunali, il servizio sanitario (nel suo complesso), il medico di base, la scuola (anche qui nella sua totalità: insegnanti e presidi ma anche non meglio specificato «altro personale scolastico»), il Consiglio dell'educazione (un organismo pubblico/privato), il Servizio Connexions (che riunisce tra gli altri, le agenzie interinali, il servizio consulenze sul lavoro) e, infine, «chiunque altro a cui il ministro decide di passare le informazioni».
In altre parole, un numero enorme di persone saranno in grado di conoscere tutti i dati relativi ad ogni singolo bambino del regno. E alla sua famiglia, evidentemente. Perché naturalmente tra i dati da inserire ci sono anche quelli relativi alle abitudini familiari. Per cui se una mamma si rivolgerà al suo medico di base in cerca di aiuto per problemi di depressione, questi sarà tenuto ad inserire l'informazione nel file del bambino. Tutto in nome della protezione del minore da possibili abusi e violenze.
E' evidente che dietro al buon proposito (la protezione dei minori) si cela (nemmeno tanto bene) l'intenzione del governo Blair ad andare avanti con la sua schedatura dei cittadini. Che è in parte il preludio all'introduzione (ormai sembra inevitabile e più vicina di quanto si pensi) delle carte di identità (che saranno «sperimentate» sugli stranieri). Ma in parte rientra in una politica più generale di controllo sociale. Così non stupisce che nel file di ogni bambino verranno riportate le informazioni più diverse: dal peso del neonato alla nascita, fino ai voti e risultati scolastici, dagli eventuali problemi (economici, di salute, con la giustizia ecc) dei genitori alle loro condizioni sociali (tipo di abitazione, occupazione ecc).
Insomma, una vera e propria schedatura che passerà di mano in mano. La conseguenza più evidente è che molte famiglie non si rivolgeranno più ai servizi sociali o anche al loro medico se hanno qualche problema o disagio particolare. Perché se ogni volta che si chiede al medico un antidepressivo o altro si viene schedati, va da sé che molti eviteranno di attrarre attenzioni indesiderate su di sé. Anche perché quelli che vengono indicati come «problemi» sono spesso il risultato di condizioni di vita che poco hanno a che fare con l'abuso sui minori e molto invece con la povertà e il disagio.
Va detto che proprio il vecchio database Ryogens (Soluzioni per giovani a rischio criminalità) prendeva di mira famiglie e giovani usando criteri quali, «traslocano spesso», «non si sono presentati dal medico più di una volta», «vivono in zone di alta criminalità».
Se al database del governo avranno accesso istituzioni pubbliche e private, non potranno conoscerne il contenuto i diretti interessati. Cioè gli intestatari del file. E nemmeno le loro famiglie. Che oltre ad essere schedate non potranno nemmeno cercare di correggere eventuali errori o falsità. Ma il database sarà passato (e senza dubbio rimpinzato di ulteriori informazioni) ad agenzie come Serco, che tra le altre cose si occupa di braccialetti elettronici per detenuti e della gestione di alcune carceri per minori. Serco però fa anche parte del consorzio privato che ha avuto in gestione dal governo le scuole pubbliche «fallimentari» di Islington (quartiere londinese). L'anno scorso Serco ha pagato al governo una multa di 300mila sterline per non aver raggiunto nemmeno gli standard da lei stessa fissati.
Per protestare contro questa nuova invasione della privacy dei cittadini (piccoli ma pur sempre cittadini), Arch ha promosso una manifestazione nazionale che si svolgerà a Londra l'11 maggio.