Verso il 4 luglio Giornata dell'indipendenza a Vicenza
2009
Cresce la mobilitazione
Verso il 4 luglio Giornata dell'indipendenza a Vicenza
Un tappa importante a Vicenza nella mobilitazione diffusa contro il G8 dell'Aquila

Quando nel corso di eventi umani, sorge la necessità che un popolo sciolga i legami politici che lo hanno stretto a un altro popolo [...] un conveniente riguardo alle opinioni dell’umanità richiede che quel popolo dichiari le ragioni per cui è costretto alla secessione.
[Incipit alla Dichiarazione d’Indipendenza degli Stati Uniti d’America]
Inizia così l'appello lanciato dal Presidio No Dal Molin per la grande mobilitazione del 4 luglio a Vicenza.
Nel sito del Presidio continuano ad aumentare le adesioni alla giornata e si susseguono le assemblee in preparazione della mobilitazione.
"LEGGI L'ARTICOLO COMPLETO SU GLOBAL PROJECT"
Divino in Frasca
2009
Dal 5 giugno fino al 7 si svolgerà la settima edizione di DIVINO IN FRASCA a Empoli/ponte a elsa in via 25 aprile PRESSO IL CSA INTIFADA
Vai al programma...
Proporre per il settimo anno una festa come la nostra è sicuramente una scommessa VINTA.

Una scommessa perché tutto nasce dalla pratica dell'autorganizzazione,
una festa cresciuta dal basso che in questi ultimi anni ha avuto anche la capacità di cambiare.
Vinta perché ancora una volta abbiamo dimostrato che non bisogna avere sponsor
commerciali o politici per produrre eventi culturali, ma basta costruire realmente
dei processi aggregativi dove tutti possono dare il loro contributo.
Un divino in frasca che quest'anno più che mai vuole essere la festa della comunità
in resistenza, una comunità in costruzione, con tutte le sue specificità e le
sue contraddizioni , un tentativo di praticare quella comunicazione tra soggetti
che fanno vivere quotidianamente vari progetti dal GAS ALLO SPORTELLO SOCIALE
DAI COBAS AL LABORATORIO HIP HOP DALL'ASSOCIAZIONE Città METICCIA ALL'ORDA PRECARIA
AI COMPAGNI CHE SI OCCUPANO DI INTERNAZIONALISMO E A QUELLI CHE COSTRUISCONO EVENTI CULTURALI.
Dopo 6anni vogliamo costruire una festa "in comune" dove al centro ci sia l'incontro
delle persone, siano produttori o consumatori, cercando di costruire
quell'
essere comunità che spesso durante l'anno ci sfugge.
Un momento di festa ma anche di confronto, uscendo dalla ritualità del dibattito.
Oggi più che mai dobbiamo costruire legami tra eguali, pratiche di mutuo soccorso
all'interno di una società che è si è costituita sulla dissoluzione proprio del
concetto di comunità e di solidarietà.
Quindi costruire legami con la consapevolezza che tra produttori e consumatori
non c'è nessuna differenza, sono due facce della stessa medaglia, promuovendo
così la filiera corta, per un'agricoltura territoriale, in un terrritorio stuprato
dalle politiche urbanistiche dei nostri amministratori.
Ripensare cosa produrre, e come produrre, in agricoltura,ma non solo, vuol dire
minare le basi di un capitalismo agonizzante.
Abbiamo bisogno di tutti coloro
che insieme a noi vogliono costruire un'alternativa ora e subito.
C.S.A. Intifada/Comunità in Resistenza,
Ponte a Elsa, Empoli
PROGRAMMA
Il collettivo Orda Precaria nell'ambito della manifestazione cittadina
"Di Vino In Frasca 009" Presenta la mostra
"VUOTO A RENDERE"
- Esposizione di artiste locali.
Scarica il volantino >>>
Venerdi 5 giugno
Aspettando divino in frasca
Ore 19.00 Apertura
Ore 22.00 concerto live Ritornano i TAMALES DE CHIPIL
sabato 6 giugno
Ore 17.00 apertura stand e degustazioni
Ore 18.00 "Dalla poesia contadina alla poesia di strada"
OTTAVA RIMA in collaborazione con Accademia dell'Ottava-Fondazione ONLUS e associazione LIPE (Lega Italiana Poesia Estemporanea)
incontro/seminariosulla tecnica della composizione in versi, la metrica e la storia dell'improvvisazione.
Ore 18:30 Spettacolo di improvvisazione poetica
Una rappresentazione originale , divertente e di alto livello culturale porta a scoprire il mondo delle ballate, delle improvvisazioni, degli stornelli e delle serenate dalle sonorità e dalle armonie antiche e accattivanti ancora vive in alcune parti del territorio italiano.
Gli interpreti dello spettacolo improvvisano, su temi richiesti dal pubblico creando il rapporto tipico della veglia antica che nasce da un contatto diretto tra chi parla e chi ascolta.
L'aspetto che maggiormente contraddistingue lo spettacolo è la capacità di elaborare, estemporaneamente, una ballata, adattando, con un senso metrico incredibile, i versi in rima ad una melodia. L'interazione con il pubblico crea il rapporto tipico della veglia antica che nasce da un contatto, non televisivo o teatrale, tra chi parla e chi ascolta.
L'esibizione tende a far rivivere in modo molto spigliato e accattivante le modalità di intrattenimento proprie delle fiere antiche quando si esibivano cantori o poeti nelle taverne, agli angoli delle piazze, sui sagrati delle chiese, ai margini delle strade, con la loro carica espressiva incantatrice in grado di sedurre e ammaliare intere piazze.
ore 22.00 Concerto Hip-Hop e presentazione del "laboratorio hip-hop del cs" Zero Plastica _ da Genova Special Guest Clementino
Domenica 7 giugno
ore 9.00 mercato contadino
Dalle ore 10.00 alle 20.00 DIMOSTRAZIONE DI BIRRIFICAZIONE CASALINGA
dalla macinatura dei malti, alla cottura fino alla filtrazione e alla bollitura finale.
Ore 13.00 apertura punto ristoro
Ore 17.00 apertura stand e degustazioni
Ore 19.00 "Degustazione di vini guidata" a cura del social somelier Teseo Geri.
Ore 22.00 serie di spettacoli teatrali soprattutto sul tema dei migranti
a cura dell'Ass. "Città Meticcia":
"Quanti terremoti conosci" _ breve lettura in musica sul terremoto aquilano (durata: 12min.)
"Mi padre partigiano remix" _ Complesso Per/Forma (presentatore spettacoli - intermezzo teatrale)
"Sophia, storia di stra-ordinario lavoro" _ corto teatrale (durata:15min.)
Sophia, storia di stra-ordinario lavoro
scritto, diretto e interpretato da Maria Laura De Bardi
musica e proiezioni live Domenico Catano
AKR collettivo libero multimediale
Nella campagne la gente lavora, viene sfruttata, umiliata, spesso muore per meno di 20 euro al giorno. Senza garanzie, senza poter guardare il faccia il proprio aguzzino, senza poter protestare. Nellassoluto silenzio delle istituzioni. Nellassoluta impotenza dei sindacati.
Accade da anni: immigrati ridotti in schiavitE un mercato di esseri umani gestito da caporali, sevizie, percosse, stupri.
I nuovi schiavi sono vittime della Bossi-Fini (degna erede della Turco-Napolitano) che marchia come illegali gli immigrati, esponendoli al ricatto.
Vittime di un sistema, quello agricolo, che da tempo Ediventato extra-territoriale rispetto alle regole, dove prevalgono violenza e sopraffazione.
I braccianti, di qualunque provenienza e colore della pelle, sono gli anelli deboli di un sistema che per competere si regge sull'abbattimento dei costi del lavoro (già contrattualmente miserabili) e su un sistema malavitoso di controllo del mercato.
Quello del pomodoro, ad esempio, Edominio incontrastato della camorra.
Il pomodoro è rosso del sangue dei suoi raccoglitori.
WOBBLIES!
JOE HILL, UNO DI LORO
Di e con Teatri OFFesi-Pescara
Video di Lucio Torchetti interpretato da Fabio Zavatta
Con Lorenzo Marvelli
"Wobblies", a partire dagli ultimi momenti della vita di Joe Hill, ne narra a ritroso gli avvenimenti più importanti.
Joe Hill emigrò in America dalla Svezia assieme al fratello Paul Hägglund nel 1902. Lavorò ovunque e facendo qualsiasi mestiere come il minatore, lo spaccalegna, lo scaricatore di porto. Per spostarsi divenne uno hobo, viaggiando sui treni merci e campando in mille posti, dove lo portava il lavoro.
Si iscrisse agli IWW (Industrial Workers of the World, i celebri Wobblies) circa nel 1910.
Scrisse canzoni ispirate alle esperienze dei lavoratori del suo tempo che, pubblicate nell'IWW Little Red Songbook, divennero ben presto famosissime nel mondo intero.
Joe Hill arrivò nello stato dell'Utah nel 1913 e trovò lavoro nelle miniere di Park City, presso la città di Murray. Nel 1914 fu accusato dell'omicidio di un negoziante di Salt Lake City, John A.Morrison e processato solo su base indiziaria.
Joe Hill fu condannato a morte e ne conseguì una battaglia internazionale per impedire la sua esecuzione da parte dello stato dell'Utah.
Fu messo a morte presso la Prigione di Stato dell'Utah a Sugar House, il 19 novembre 1915.
VIDEO > "Come un uomo sulla terra" regia di Andrea Segre
Stands
Sportello Sociale > Cobas/OrdaPrecaria
RebelWear - Materiali info - Tiro a segno
GAS_ NoOGM_Empoli
Associazione "Città Meticcia" _ Empoli
Coordinamento Toscano in sostegno alla lotta zapatista
Palestina Libera
Libreria
Durante l'apertura
Sarà possibile cibarsi biologico e biodinamico
Internet Wi-fi FREE
Spazio Espositivo
Mostre: "Vuoto a rendere"
Social Eno-Pub con birre artigianali e vino DiVino
Caffè rebelde zapatista
Mercoledì 29 aprile
MAYDAY 009
Empoli Primo Maggio di lotta
Siamo quelli che già nel 2001 dicevano che la globalizzazione neoliberista era
profondamente ingiusta ed avrebbe avuto conseguenze nefaste per il pianeta.
Oggi, quando ascoltiamo le dichiarazioni dei "leaders" del mondo,
dall'interventismo statunitense al protezionismo europeo, sorridiamo amaro.
E pensiamo a Carlo Giuliani e a tutte le persone massacrate alla Diaz, a Bolzaneto
e per le strade di Genova in quei giorni di dura e legittima contestazione.
Ieri i teorici del neoliberismo e del mercato globale ci schernivano: da Tremonti
in giù, da destra a sinistra, per tutti a Genova come a Seattle nel '99 stavamo
sostenendo un catastrofismo ideologico improbabile.
Ed eccoci oggi nel pieno di
una crisi globale di sistema: economica, sociale, ambientale e politica.
Siamo quelli che, quando anche la CGIL diceva di mettere i soldi del Tfr nei
fondi pensione, dicevano invece ai lavoratori e alle lavoratrici di lasciarli
in azienda, e per fortuna in molti ci hanno dato ascolto.
Siamo quelli che hanno sempre manifestato contro le guerre e le spese militari,
le basi militari e gli scempi ambientali delle grandi opere, dalla TAV al ponte
sullo stretto, contro i nuovi lager per migranti, i CPT/CIE.
E lo rifaremo.
In Italia proprio in questi giorni è stato deciso, nel silenzio delle opposizioni,
di spendere 13 miliardi di denaro pubblico per il riarmo, che dovranno servire
per acquistare 130 caccia-bombardieri F-35.
Questo non è intervento contro la crisi,
questa non è l'economia che ci interessa rilanciare, questa è pianificazione di
guerra, morte e distruzione.
Siamo i migranti, se perdiamo il lavoro perdiamo anche il permesso di soggiorno.
Se non viene bloccata subito la Bossi-Fini saremo costretti alla clandestinità dalla crisi... e dalla legge.
Siamo gli studenti e le studentesse, da sempre in lotta contro i tagli, la privatizzazione
e la precarizzazione della scuola e del diritto allo studio, soprattutto siamo
dell'Onda Anomala nata contro la legge gelmini.
Siamo le donne, donne sull'orlo di una crisi che negli ultimi mesi sono state ancora
di più strumentalizzate nel corpo e nell'Anima per mascherare logiche securitarie
che non ci appartengono, che fanno solo gli interessi dei potenti e che non rimettono
in discussione la società attuale, tacendo che la maggior parte delle violenze
avviene tra le mura domestiche, giustificate dal sistema patriarcale imperante e
dalla chiesa.
Siamo stanche: alle vostre richieste di silenzio e accondiscendenza,
rispondiamo solo con la nostra rabbia degna.
Siamo i licenziati, i disoccupati, di oggi e di domani (visto che i più "fortunati"
di noi sono in cassa-integrazione, finché dura): siamo cioè fra quelli che più stanno
risentendo sulla propria pelle della crisi.
Ma non siamo quelli che l'hanno prodotta, e quindi non vogliamo pagarla.
Non siamo assolutamente d'accordo con l'idea che si debba uscire dalla crisi dando
miliardi e miliardi di euro a banche, imprese e spese militari; questo non è né un
atto di giustizia, né di redistribuzione della ricchezza, ma soltanto un continuare
a dare soldi a quelli che sono i veri responsabili della crisi: perseverare è diabolico.
I soldi li deve avere chi sta pagando la crisi, non chi l'ha creata, serve reddito
incondizionato per precari e disoccupate, reddito garantito per tutte e tutti
slegato dal lavoro.
In questo momento caratterizzato da una crisi epocale, che
sta producendo modifiche materiali di tipo radicale nella vita di milioni di
persone, la politica deve avere la capacità di pensare un nuovo welfare state,
all'altezza della nuova epoca di profonda precarizzazione della vita e di alti
tassi di disoccupazione con cui dovremo convivere a lungo, in quanto la crisi è
strutturale, e sarà duratura.
Oggi noi diciamo questo.
Il Primo Maggio invitiamo tutti e tutte a scendere in piazza a Empoli in uno
spezzone carnevalesco colorato e quanto mai determinato nel sostenere che la
crisi non la vogliamo pagare, esprimeremo in modo conflittuale tutto il nostro
dissenso verso quei luoghi simbolo dei responsabili della crisi, le multinazionali
assassine, le banche ladre e armate, i manager, gli amministratori delegati, gli
immobiliaristi, i ricchi e i potenti.
Questi sono i soggetti che, in quanto responsabili,
devono pagare la crisi.
Durante la MayDay empolese, sperimenteremo, come da due
anni a questa parte, un nuovo modo di stare in piazza, porteremo i nostri contenuti
attraverso il combact-theatre.
Lo sciame moltitudinario che vive la valdelsa è pronto
a riapparire, organizzato come sempre, arrabbiato come un drago,
per un Primo Maggio di rabbia e conflitto.
SIAMO TUTTI/E CLANDESTINI - SIAMO TUTTI/E PRECARI
CONTRO LA CRISI, REDDITO PER TUTT@!!
Appuntamento è a Empoli in Piazza della Stazione ore 9.00 e poi tutti a pranzo al csa intifada
C.S.A. Intifada/Comunità in Resistenza,
Ponte a Elsa, Empoli.COBAS Empoli-valdelsa
ORDA PRECARIA
GAS/Osteria OTRO MUNDO
Ass. CITTA' METICCIA
Giovedì 23 aprile
Terra,Terra,Terra
C.S.A. Intifada/Comunità in Resistenza, Ponte a Elsa, Empoli.
Quel sistema globale basato sullo sfruttamento delle risorse e la distruzione
ambientale, che oggi sta attraversando una profonda crisi e dimostrando i suoi
profondi limiti, ha prodotto gravi squilibri tra Paesi ricchi e Paesi impoveriti,
ci ha "regalato" brevetti e manipolazioni genetiche, ha provocato la diminuzione
delle biodiversità e l'omologazione del gusto.
Ci sono però uomini, donne, movimenti, comitati, associazioni che lottano contro
questo sistema di distruzione, che lottano per la sovranità alimentare, contro
gli OGM, per la qualità dell'ambiente e del cibo, per la difesa, l'uso sostenibile
e la democrazia delle risorse naturali, per le alternative energetiche, in una
parola: per la nostra terra.
Invitiamo tutti e tutte, invitiamo gli agricoltori, invitiamo i comitati per
l'ambiente, invitiamo i gruppi d'acquisto solidale, invitiamo tutte le realtà
della società civile a partecipare a TERRA, TERRA, TERRA!, per assaggiare i
prodotti del Gruppo di Acquisto cucinati dall'Osteria Otro Mundo, per ascoltare
storie collettive di un diverso rapporto con la terra ed i suoi prodotti,
storie raccontate da chi sulla terra e con la terra ci vive.
Ore 20: CENA
i prodotti del Gruppo d'Acquisto cucinati dall'Osteria Otro Mundo.
Costo della Cena:10euris (prenotazione obbligatoria)
Ore 21.30: RACCONTI DALLA TERRA.
Francinaldo Correia, Movimento dos Trabalhadores Rurais Sem Terra (MST), Brasile.
Mauro Millan – Patagonia, Portavoce Popolo Mapuche
Subramaniam Kannaiyan, Associazione dei contadini del Tamil Nadu, India.
il Gruppo d'acquisto ed i "suoi" produttori; l'Osteria Otro Mundo.
Info e prenotazioni cena: 3381383792 0571931021
C.S.A. Intifada/Comunità in Resistenza, Ponte a Elsa, Empoli.
Palestina: Carovana "Sport sotto l'assedio"
testimoniaze da Ibdaa Deheishah Refuge Camp
la carovana è giunta al quinto giorno, anche se sembra di più a noi che
siamo qua e ci viviamo l'assedio, perchè anche noi lo viviamo come
tutti i palestinesi, tanto c'e' da dire ma per ora stiamo immagazzinando così
tante informazioni che una e-mail non basta, abbiamo poco tempo e qui al
all'Ibdaa Center ci sono pochi computer per 75 persone!!
...comunque stiamo
documentando quanto possibile, quando è possibile; per esempio ieri solo due
persone potevano riprendere e altri due fare le foto, questo perchè siamo
andati a Hebron dove l'assedio è tra quelli più ad alta tensione in questo
periodo.
vi dico solo questo.. abbiamo provato ad entrare dalla parte israeliana...
naturalmente un gruppo di 75 persone non passa inosservato; subito siamo
stati fermati dai soldati che appena scesi dalla camionetta blindata ci hanno
caricato quei cannoni che hanno sempre in spalla e ci siamo veramente
congelati sotto il sole cocente!!! eravamo tutti tesi anzi incazzatiiii!!!!
ti sale dentro una rabbia così forte che però di fronte a sti soldati carichi
di esposivi addosso ti devi per forza regola perchè questi non guardano in
faccia nessuno... sono di un freddo... fanno paura a noi che non ci siamo
abituati, ma la popolazione palestinese ci convive ogni giorno, quindi il concetto
di resistenza ragazzi venendo qui si vive sulla pelle e dentro di noi è nata
un 'altra consapevolezza di resistenza forse perchè fino a oggi non avevamo
mai davvero vissuto sotto assedio!!!!
Sorprendente è la questione della donna... abbiamo già fatto tre incontri con le
donne e sono su una buona strada, hanno molto potere(tanta e tanta strada ancora manca)
anche gli uomini iniziano a capirlo!!!
Non ho più voglia di stare a computer a scrivere... quando torniamo organizzeremo
una bella serata (speriamo!) per cercare di capire tutti insieme l'assedio, la
resistenza, la vita quotidiana di questo grande popolo.
Da Ibdaa Deheishah Refuge Camp un grande abbraccio
Free Palestine Stop Occupation
Carovana "Sport sotto l’assedio" Palestina, 10 aprile 2009
Non c’è niente da vedere, nessuno da incontrare
Israele blocca la delegazione alle porte di Gaza
Comunicato in relazione al diniego del Governo Israeliano all'ingresso della
Carovana "Sport sotto l'assedio" nella Striscia di Gaza.
Con richiesta di diffusione!!!
Non c’è niente da vedere, nessuno da incontrare...
Con queste parole, Israele ha sancito il divieto assoluto di entrare a Gaza, dal check-point di Heretz,
a una carovana internazionale composta da piu di duecento persone.
Con un fax, viene confermato per l’ennesima volta l’apartheid in cui si
trovano stritolati migliaia di palestinesi.
Il muro che, con tanta solerzia,
Israele ha costruito per isolare e rinchiudere il popolo palestinese deve
essere inviolabile.
Perchè nessuno deve vedere ciò che esso contiene -
macerie, dolore, diritti negati -, perchè nessuno deve poter parlare con le
persone che all’ombra di quel muro ogni giorno vivono.
Un muro eretto
appositamente, per nascondere al mondo intero i crimini commessi da una
superpotenza mondiale.
Volevamo entrare a Gaza.
Volevamo portare una speranza a quella terra
straziata, un abbraccio di solidarietà che ricordasse agli occhi palestinesi
che non sono soli.
Volevamo essere lì con loro, testimoniare nel nostro paese la barbarie
occidentale in Palestina, provare a infrangere l’isolamento, la prigionia in
cui sono costretti.
Gaza è un enorme prigione a cielo aperto, un carcere in
cui è rinchiuso un popolo colpevole solamente di esistere, ma soprattutto di
non chinare la testa.
Il coraggio del popolo palestinese, il desiderio di
vita nella propria terra è senza paragone, e per questo Israele, con l’aiuto
e la complicità di tutti i governi occidentali, mette in campo forme di
controllo totalitario e di repressione violenta e generalizzata con pochi
precedenti nella storia.
Da questo contesto inaccettabile prende forma il
Muro.
Cemento che serve a imprimere nei palestinesi la solitudine e
l’isolamento dal resto del mondo, imponendo la sensazione che la vita stessa
finisca a quel muro, bloccando informazioni, aiuti umanitari, circolazione
di corpi, solidarietà. Un altro pezzo di un massacro in atto da troppo
tempo.
Con la carovana di "Sport sotto l’assedio" stiamo portando per i campi
profughi palestinesi una speranza che ha la forma di un pallone. Siamo una
squadra di calcio - maschile e femminile - che, attraverso lo sport, prova a
portare un messaggio solidale di fratellanza. Giochiamo con squadre
palestinesi, con ragazzi e ragazze, perchè il pallone parla la stessa lingua
ovunque, quella antirazzista e contro ogni intolleranza, contro ogni guerra.
Oltre duecento persone dall’Italia sono arrivate con le loro esperienze e le
loro abilità - portando qui laboratori di musica, di teatro, di fotografia e
di informatica - condividendole con le genti di questa terra, perchè il muro
dell’ apartheid si rompe quotidianamente, ovunque.
Volevamo infrangere il simbolo della cortina di silenzio e morte, e ci è
stato impedito. Israele, come sempre, non vuole che i suoi progetti
subiscano rallentamenti.
Denunciamo questa barbarie, denunciamo ai media internazionali, alla società
civile, a chi ha nel cuore questa terra e il suo popolo, l’ennesima
violazione di qualunque diritto, l’ennesimo atto di guerra di una paventata
democrazia che vorrebbe nascondere il sangue, le torture e il massacro di un
popolo.
Non permetteremo che questo avvenga.
Stronger than a wall.
Without your freedom, we’ll never be free.
Carovana "Sport sotto l’assedio" Palestina, 7 aprile 2009
No allo stato d’eccezione permanente
L’approvazione del pacchetto sicurezza segna un grande passo in avanti nell’attuazione
di un complesso legislativo che restringe la libertà di tutti e tutte.
Questo pacchetto fa parte di un disegno politico che cavalcando strumentalmente
l’emergenza creata da alcuni fatti di cronaca nera (in particolare quelli i cui
protagonisti sono cittadini di origine straniera) toglie di fatto l’agibilità
politica ai movimenti che si battono contro il precariato e per i diritti dei
migranti e a tutta quella galassia dei movimenti sociali e studenteschi che creando
conflitto escono dal controllo.
Si tratta di un quadro di legge che mira a colpire duramente - da un punto di
vista giuridico, economico e sociale - tutte le persone migranti (in particolare
se prive di un permesso di soggiorno), le persone che vivono le dinamiche di strada
e tutti quelli che mostrano un atteggiamento critico attraverso attività politiche
o di protesta sociale.
Noi non siamo d’accordo con questa filosofia da stato d’eccezione permanente,
perché è da qui che si parte per ripetere errori che riportano alla memoria i momenti
più bui del secolo scorso.
Accettare il pacchetto sicurezza significa mettere
una pietra sulle possibilità di migliaia di persone (sia italiani che di origine straniera)
di entrare nel tessuto sociale, rendendoli non cittadini e quindi schiavi.
Vogliono escluderci dalla città, vogliono far tacere ogni forma di dissenso
togliendoci il diritto a manifestare, vogliono farci diventare tristi pedine che
pagheranno tutti gli effetti di una crisi di cui non siamo gli artefici.
Sabato alle 17.00 invitiamo tutte e tutti in piazza della Vittoria a partecipare
al presidio contro il pacchetto sicurezza indetto dall’associazione Città Meticcia.
Un momento importante per condividere un percorso di lotta e di mobilitazioni che riguarda ognuno di noi.
Saremo in Piazza Sabato 4 anche per portare la nostra solidarietà alle compagne e
ai compagni che a Londra hanno contestato il g20 subendo, come a Genova 2001, una
dura repressione da parte delle forze dell'ordine inglesi, che si sono scatenate
in una vera e propia caccia all'uomo, provocando la morte di Ian Tomplinson un uomo
che stava rientrando nella propria casa.
Con i fratelli e le sorelle migranti,
al fianco dei movimenti contro la Nato a Strasburg, per dire ANCORA UNA VOLTA che
NOI LA CRISI NON LA PAGHIAMO!
csaintifada/Comunità in Resistenza _ Empoli
cobas Empoli/valdelsa
e dalle 22.00 al csa intifada concerto con il reggae di Jaka & Fire Band, durante la serata saranno proiettati video su Londra
No al Pacchetto sicurezza
Non c’è sicurezza senza diritti!
Sabato 4 Aprile 2009, ore 17 Piazza della Vittoria - Empoli
Il governo vuole approvare il "Pacchetto sicurezza", una serie di norme razziste
e discriminatorie verso le fasce sociali più deboli.
L’ingresso ed il soggiorno irregolare diventeranno reato.
Chi è senza permesso
di soggiorno rischierà la denuncia del medico curante, non potrà riconoscere un
figlio, sposarsi, inviare i soldi ai familiari nei paesi di origine.
Sarà ostacolato il rinnovo del permesso di soggiorno, e forse sarà aggiunta una
tassa di 200euro. Sarà più difficile ottenere la residenza anagrafica, essa sarà
negata, con tutti i diritti che ne conseguono (dall'accesso alla sanità
pubblica, al diritto di voto), ai senza fissa dimora, italiani o stranieri
che siano; verrà limitato il ricongiungimento familiare.
Sono norme che con la sicurezza non c'entrano: favoriranno la criminalizzazione
degli immigrati, richiederanno ingenti fondi economici a soli scopi repressivi,
provocheranno l’esclusione sociale di migranti e poveri, alimenteranno
l'insicurezza, la paura e il razzismo.
Anche se non ancora approvate stanno già producendo i loro effetti:
la paura della denuncia ha provocato un sensibilissimo calo delle richieste
di prestazioni sanitarie da parte di stranieri; a Napoli al fatebenefratelli
il 31 marzo è stata denunciata Kante, per aver partorito all'ospedale pubblico
avendo il permesso di soggiorno scaduto; gli episodi di razzismo e intolleranza
sono ormai quotidiani in Italia.
Tutto ciò si aggiunge ad una legge Bossi-Fini
che lega indissolubilmente il permesso di soggiorno al contratto di lavoro.
In tempi di crisi economica e di licenziamenti questo significa trasformare
migliaia di lavoratori e famiglie migranti in clandestini.
Saremo Sabato 4 aprile dalle 17 in Piazza della Vittoria a Empoli, contro il
pacchetto sicurezza e per lanciare la grande mobilitazione regionale di Sabato
18 aprile a Pisa.
Invitiamo le associazioni e le forze politiche e sociali
solidali ad aderire a questo appello e partecipare all'iniziativa, soprattutto
a prendere posizione contro questi provvedimenti: sarebbe una cosa molto utile
negli ospedali e nei pronto soccorso per esempio.
- No al pacchetto sicurezza!
- Contro la clandestinità per l’emersione dei migranti da anni in Italia ma ancora irregolari!
- Basta stragi nei mari, c’è bisogno di prevedere canali di ingresso regolari!
- Come misura anti-crisi vogliamo almeno la sospensione della Bossi-Fini!
- No ai CIE, né in Toscana né altrove!
Associazione "CITTA' METICCIA", Empoli
Carovana di “Sport sotto l'assedio” in Palestina
Venerdi 27 marzo, dalle ore 22 presentazione della delegazione empolese.
il CSA Intifada/comunità in resistenza partecipa alla Carovana di
“Sport sotto l'assedio” in Palestina.
Presentazione della carovana
letture dal libro “Restiamo Umani” di Vittori Arrigoni uscito con Manifestolibri
collegamento telefonico con Vittorio Arrigoni da Gaza
inoltre immagini e video da Gaza
Dal 4 al 13 Aprile saremo in Palestina con la Carovana di Sport sotto l'assedio
E' la 5°Carovana sportiva nei Territori Palestinesi a sostegno delle associazioni
sportive, culturali e giovanili di quei territori.
Tantissimi ragazzi e ragazze
italiani si metteranno in gioco nel vero senso della parola incontrando coetanei
dei campi profughi, villaggi e città palestinesi.
Tre gruppi attraverseranno
in contemporanea la West Bank.
Jenin, Tulkarem, Qalqilya, Balata, Deisheh, Nil'in sono alcune delle tappe.
Senza dimenticarci però di quanti ci aspettano nella Striscia di Gaza. I gruppi
infatti tenteranno in momenti diversi di entrare a Gaza per continuare le
attività che dal 2004 portiamo avanti anche in quel pezzo di Palestina.
Richiederemo gli opportuni permessi di ingresso alle autorità competenti
(militari, governative e diplomatiche) con la speranza che ci vengano opposti
IMMOTIVATI rifiuti di ingresso.
Seguiteci, sosteneteci ed al nostro ritorno ascoltate i nostri racconti e le nostre testimonianze.
COMUNITA' IN RESISTENZA_Empoli
TENIAMO PULITE LE NOSTRE CITTÀ!
Contro il neofascismo e contro il razzismo.
Domenica 22 marzo ore 21.30 al csa intifada Empoli
Presentazione di due inchieste sulle organizzazioni neofasciste.
Violenze, intolleranza e razzismo

- Laboratorio delle Disobbedienze REBELDIA di Pisa
PISA NERA
"Itinerario nell'estrema destra della città"
- Centro Sociale TPO, di Bologna
PUNTO DI NON RITORNO
"Spunti per un istruttoria sui movimenti di destra nel nostro territorio"
Nessuno spazio alle organizzazioni neofasciste!
Basta col razzismo! Basta con le violenze contro i "diversi"!
Nessuna ronda!
No al Pacchetto Sicurezza!
COMUNITA' IN RESISTENZA_Empoli
Comunicato stampa
*La lotta paga! :-)*
Questo comunicato stampa è per rendere pubblica la positiva conclusione
della vicenda che ha visto coinvolta la famiglia di Bennis Abdelfattah,
alla ricerca di vedersi garantito il diritto alla casa, e
l'amministrazione comunale di Empoli.
Lo sfratto della famiglia non si fa più.
Andranno in un alloggio che
l'amministrazione è riuscita ad individuare nel mercato privato.
Da oggi
avranno una casa per tutta la famiglia, con un contratto temporaneo di
otto mesi.
L’avventura pubblica di questa famiglia è cominciata il 20
gennaio 2009, giorno in cui avrebbe dovuto essere eseguito lo sfratto
con forza pubblica.
In quella data avevamo convocato un presidio
anti-sfratto (“Picchetto Sicurezza), grazie al quale, insieme alle
famiglie e ai precari dello sportello sociale di Ponte a Elsa, col
sostegno dei Cobas empoli-valdelsa, del collettivo Orda Precaria e del
Movimento di Lotta Per la Casa di Firenze, fu impedita l’esecuzione di
sfratto dalla casa di Piazza del Popolo.
La dimostrazione che la lotta paga e che i diritti non si devono
chiedere ma conquistare giorno dopo giorno.
Abdelfattah è l’esempio che
se si lotta con determinazione è possibile vincere, riconquistandosi
diritti che ogni giorno vengono calpestati, come il diritto all’abitare.
Quella di oggi è la vittoria di Abdel, delle sue due figlie e delle
tante famiglie organizzate nello Sportello Sociale che il 20 gennaio si
sono mobilitate per impedire un atto di violenza.
Questa giornata
dimostra che è possibile trovare soluzioni alternative e di buon senso
agli sfratti eseguiti con la forza pubblica, le stesse soluzioni che ci
aspettiamo rispetto alle tante famiglie in difficoltà davanti alla crisi.
Lo Sportello Sociale è determinato più che mai a proseguire il suo
lavoro di conflitto e consenso, che ha portato decine di famiglie sotto
sfratto o in difficoltà ad organizzarsi.
Continuiamo a porre con forza la necessità di attuare una nuova politica
abitativa nella città di Empoli e nel Circondario. Centinaia sono le
famiglie che hanno lo sfratto esecutivo per morosità incolpevole dal
privato, centinaia le famiglie in graduatoria che aspettano
l’assegnazione di una casa popolare, migliaia i giovani precari che non
accederanno mai alla graduatoria e non possono pagarsi un affitto di
almeno 500 euro sul mercato privato.
E’ per queste ragioni che continueremo a lottare, forti della vittoria
ottenuta oggi, certi che i diritti o sono per tutti o non sono per nessuno.
SPORTELLO SOCIALE_COMUNITA' IN RESISTENZA_Empoli
ORDA PRECARIA
COBAS Empoli-Valdelsa
MOVIMENTO DI LOTTA PER LA CASA_Firenze