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From "Red * Ghost" <red-ghost@libero.it>
Date Fri, 4 Apr 2003 16:40:08 +0200
Subject c99: No alla repressione!

No alla repressione! Solidarietà ai compagni e alle compagne inquisite!

Nei giorni scorsi la magistratura di Ferrara ha notificato 4 provvedimenti
restrittivi ad altrettanti compagne e compagni di Bologna, accusati
addirittura di rapina perché sospettati di aver sottratto, durante il corteo
antimperialista svoltosi il 22 febbraio scorso a Ferrara, la cinepresa ad un
poliziotto che filmava i partecipanti alla manifestazione, allontanandolo
poi con decisione. A fianco della rapina, altre accuse contestate sono le
lesioni (le pacche ai poliziotti) e il danneggiamento (per delle scritte
fatte durante il corteo).
Attualmente a 3 dei 4 compagni il provvedimento è stato notificato, e si
tratta di una vera e propria assurdità: i compagni, infatti, sono obbligati
alla firma quotidiana in questura, alla dimora presso il proprio domicilio
durante le ore pomeridiane, a non lasciare il comune e a comunicare
tempestivamente ogni spostamento nel restante periodo della giornata. Di
fatto l'obiettivo concreto è quello di impedire a questi compagni la
partecipazione ad eventuali scadenze o iniziative future

Come organizzatori della manifestazione antimperialista del 22 febbraio 2003
a Ferrara non possiamo fare a meno di esprimere alcune considerazioni sulla
vicenda:

1) La pesantezza delle imputazioni e dei provvedimenti non può essere
spiegata che con la precisa volontà di dare una risposta politica, al di là
dei singoli compagni colpiti, più in generale ad un'esperienza come quella
del corteo di Ferrara, che ha espresso con chiarezza sia nei contenuti che
nella pratica il proprio carattere anticapitalista ed antimperialista. E'
evidente infatti che ciò che determina in questo caso la "gravità"
dell'azione (pensare alla rapina è assolutamente ridicolo!!!) non è tanto
l'azione in se stessa, ma il contesto politico dentro cui questa è avvenuta.

2) Riteniamo legittimo e politicamente corretto porsi il problema,
all'interno delle iniziative politiche del movimento, di tenere il più
distanti possibile sbirri e spioni di varia natura, almeno quando possibile.
La pratica del chiacchiericcio, dell'intrallazzo, della cogestione va
lasciata ai politicanti di carriera, e questo non per un semplice problema
di "purezza morale", ma piuttosto per una questione più generale di
agibilità politica. Se noi facciamo politica, infatti, è perché vogliamo
costruire, anche con le nostre piccole forze, dei percorsi di ricomposizione
che facciano dell'anticapitalismo e dell'antimperialismo non delle semplici
parole d'ordine etiche o morali bensì una identità politica che esprima
concretamente la propria inimicizia totale con questo sistema e con chi lo
difende e lo rappresenta. Rimandare, come fanno molti, a "tempi migliori"
queste riflessioni significa mettere concretamente un'ipoteca sulla
possibilità che si sviluppino oggi percorsi radicali di antagonismo
politico.
E allora: fuori gli sbirri e gli spioni dai cortei! Sbirri e spioni non sono
dalla nostra parte: rendiamogli più difficile possibile il loro lavoro!

3) Esprimiamo la massima solidarietà ai compagni e alle compagne colpite da
questo attacco giudiziario. Invitiamo ogni situazione di lotta, a cominciare
da quelle che hanno partecipato all'organizzazione della manifestazione di
Ferrara, a promuovere nel proprio territorio iniziative di dibattito e di
agitazione su questo episodio repressivo con l'obiettivo sia di non far
passare sotto silenzio questa provocazione, sia di garantire a questi
compagni l'agibilità fisica e politica alle prossime iniziative, sia di
sostenere materialmente la difesa degli inquisiti stessi.

Rete Regionale
Anticapitalista ed Antimperialista
(Emilia Romagna)

Bologna 30 marzo 2003


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