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Date Fri, 02 Apr 2004 20:11:49 +0200
Subject c99: comunicato: le bombe di Pisanu

Federazione Anarchica Torinese - FAI
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Torino, 2 aprile 2004
Comunicato stampa
Le bombe di Pisanu: cronaca di un'esplosione annunciata

A pochi giorni dall'imponente manifestazione contro la guerra del 20 marzo a Roma, qualche settimana dopo l'inizio del processo a 26 compagni accusati di devastazione per i fatti del luglio 2001 a Genova, puntuali arrivano le bombe.
Il Ministro dell'Interno Giuseppe Pisanu si vanta esplicitamente di averle annunciate già mesi or sono. Una preveggenza indubbiamente ammirevole. Il ministro ed i media di regime avevano già individuato anche gli obiettivi degli anonimi bombaroli che, incapaci di trovare una sigla originale, si trincerano dietro quella della FAI. Sin dallo scorso dicembre le veline poliziesche dissero che polizia e carceri sarebbero sicuramente entrate nel mirino dei persecutori di cassonetti e postini, arrivando persino ad indicare nei compagni di un coordinamento anticarcerario il brodo di coltura del nuovo "terrorismo" da discarica.
Anche in questa occasione i tutori del disordine statale si sono affrettati a costruire teoremi volti alla criminalizzazione di ogni forma di opposizione sociale. Il questore di Genova Fioriolli ha immediatamente tracciato un parallelo tra le bombe a Sturla e l'arresto avvenuto pochi giorni prima di tre militanti antifascisti del centro sociale Orso, accusati di rapina per uno scontro con un gruppo di fascisti. Ne sono seguite perquisizioni a casaccio negli ambienti della sinistra radicale genovese, che, come prevedibile, non hanno dato alcun esito, ma hanno contribuito ad elevare la tensione in una città militarizzata.
Ancora una volta questi petardoni arrivano puntuali a gettare una fitta cortina fumogena su un paese dove scorazzano liberamente bande di fascisti, dove lo sciopero è equiparato al terrorismo, dove per buttare in strada i rom rifugiati nella casa di via Adda a Milano intervengono 700 uomini armati di tutto punto e deportano decine e decine di uomini, donne e bambini colpevoli di essere nati nel posto sbagliato, di parlare una lingua diversa da quella dei padroni, di essere poveri e senza potere. 
Al questore Fioriolli ha fatto eco l'azzimato Pisanu indicando in coloro che hanno compiuto devastazioni e violenze a Genova nel 2001 gli autori della distruzione della centralina elettrica e del cassonetto. Per una volta siamo d'accordo con il Ministro dell'Interno. Anche noi siamo convinti che gli autori e i generosi supporter di queste azioni siano da ricercare tra coloro che hanno picchiato, gassato, torturato, sparato ed ucciso nelle strade e nelle caserme di Genova in quel luglio, la cui storia stanno cercando di riscrivere.
Non si illudano: non ci caschiamo. Chi usa una sigla uguale alla nostra se non è un questurino è uno che ambirebbe ad esserlo. Il Ministero dell'Interno tenta di gettare il discredito su tutti coloro che si oppongono alla ferocia del potere, alla gerarchia statale, alla guerra ed al militarismo. Nel paese dove la guerra viene chiamata pace e le bombe degli eserciti sono sempre umanitarie serve qualche petardo ogni tanto per intorbidare le acque. Non solo. Occorre anche una firma che serva a criminalizzare l'azione di chi si oppone alla guerra, al militarismo, al razzismo, allo sfruttamento, all'oppressione. Occorre la firma della Federazione Anarchica. Che i signori della Questura ed i loro supporter non si trastullino nella speranza che i loro infami giochetti abbiano buon esito.
Il solito cassonetto bruciato non trasformerà i torturatori di Bolzaneto in colombe della libertà. Quel Perugini che oggi presta servizio proprio a Sturla non riuscirà a rifarsi un'improbabile verginità coprendosi dietro alla mondezza del solito cassonetto. Per noi e per i tanti che in quel luglio manifestarono a viso aperto per le strade di Genova, Perugini è l'energumeno che una foto ritrae mente spappola a ginocchiate l'occhio di un ragazzino di 14 anni saldamente tenuto fermo da altri due robusti poliziotti. Perugini è e resta uno dei torturatori di Bolzaneto. Con buona pace di Giuseppe Pisanu, il ministro tanto preveggente da annunciare con mesi di anticipo la prossima bomba.

La nostra solidarietà ai compagni perquisiti e criminalizzati da stampa e polizia.
La nostra solidarietà ai dipendenti del servizio di nettezza urbana obbligati agli straordinari.
La nostra solidarietà ai lavoratori delle poste costretti a maneggiare pacchi incendiari.
La nostra simpatia al signore con il cane che per un pelo, passando quella sera in zona, non ha trasformato quest'ennesima farsa in una tragedia.

I compagni e le compagne della Federazione Anarchica Torinese - FAI



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