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From Federazione Anarchica Torinese <fat@inrete.it>
Date Fri, 29 Jul 2005 13:46:59 +0200
Subject c99: Torino: comunicato sul corteo del 28 luglio

La Torino che resiste al fascismo che avanza, al clima di guerra, alle leggi speciali, alla criminalizzazione dell'opposizione sociale, agli sgomberi dei posti liberati, alla devastazione del territorio, alle leggi razziste, ad un modello di cittā ancora targato Fiat si č data appuntamento ieri sera davanti al Fenix sgomberato. Eravamo in tanti a gridare che l'antifascismo non si arresta, che gli antifascisti incarcerati il 20 luglio li vogliamo liberi e subito.

Un corteo comunicativo in cui si sono ritrovate le molte anime in cui si articola l'opposizione sociale sotto la Mole, la dimostrazione che chi crede che Torino sia ormai pacificata, chiusa nella rassegnazione, piegata di fronte ad un presente fatto di precarietā, ingiustizia e repressione ha fatto i conti senza il movimento. Ha fatto i conti senza gli uomini e le donne che vogliono una cittā diversa e la stanno costruendo.

Il momento č difficile. Siamo in guerra: in nostro nome truppe tricolori occupano il territorio iracheno e quello afgano, contribuendo attivamente ad un bagno di sangue senza fine, che non risponde alla follia integralista, alla barbarie kamikaze, ma la alimenta quotidianamente, cancellando qualsiasi prospettiva di libertā e giustizia. Il terrorismo di stato che bombarda, opprime ed uccide in Iraq e Afganistan, qui, sul fronte della guerra sociale, ruba a ciascuno di noi le esili libertā e tutele di cui godiamo. Le leggi speciali di Pisanu non fermeranno nessun kamikaze ma sono rivolte contro noi tutti, contro quelli che alzano la testa e rifiutano un ordine sociale ingiusto.

Nella Torino preolimpica il governo della cittā, in concorrenza con i (post) fascisti per una medaglia alle olimpiadi della repressione, ha trovato una magistratura come sempre disponibile, un Tatangelo che da mesi sta avocando a se tutti i processi "politici" in cittā, che ha tirato fuori accuse al limite del ridicolo pur di cacciare in galera un po' di anarchici e comunisti, pur di sgomberare un posto che esibiva uno striscione in cui si ricordava che "lo stato uccide".
Dopo il corteo del 2 luglio, ieri sera č stata un'importante occasione per dimostrare a Chiamparino, Pisanu e soci che la pacificazione olimpica non passerā, che la repressione non ferma la volontā di chi lotta per un riprendersi in mano il proprio presente e per dare l'assalto al proprio futuro.

I poteri forti in questa cittā sono avvertiti: non bastano le botte, le cariche, le denunce, la criminalizzazione, il carcere a fermare chi vuole una societā di liberi ed eguali.
Libertā per gli antifascisti, libertā per tutti.

Federazione Anarchica Torinese - FAI
Corso Palermo 46

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