NON CI CANCELLERETE MAI
La mattina del 4 ottobre alle ore 09.00
agenti della digos
con al seguito ingenti truppe di celerini
e carabinieri hanno
effettuato l'irruzione nello stabile di
via Lagrange e nella casa
occupata di Golaest,entrambi nel quartiere
ticinese.
Lo stabile di via LaGrange è abitato da
circa 40 nuclei familiari
di varie etnie: le modalità di questo
sgombero non sono state
delle più "democratiche", sono entrati
spaccando porte,
prendendo a calci qualsiasi cosa che si
trovavano davanti,
persone comprese, una delle quali è stata
ammanettata
e messa in una macchina della polizia al
fine di dissuaderla.
Inoltre, due abitanti, padre e figlia
minorenne, sono stati
picchiati selvaggiamente, sotto gli occhi
della loro famiglia,
dalle forze "dell'ordine" che hanno
procurato al padre un
trauma cranico, costringendolo a ricorrere
a cure mediche.
Via LaGrange è uno stabile che negli
ultimi due anni ha già
subito uno sgombero e numerosi attacchi
alle strutture
(abbattimento delle rampe, tetti
bucati...), attuati dagli
operai della proprietà. Ma allora la
risposta allo sgombero
portò alla riappropriazione immediata
dello stabile. Questo
sgombero è da ritenersi illegale,perché
ancora oggi ci sono
dei procedimenti giudiziari sulla vendita
dello stabile,è
illegale perché la maggior parte dei suoi
abitanti vi risiede
da più di 20 anni. Lo stabile oltre a
essere la casa di 40
famiglie è anche la sede del Coordinamento
di lotta per
la casa. Golaest era una casa occupata
nel 1996, all'interno di
un'area dismessa di 42.000 metriquadri,
dove il comune
di Milano ha intenzione di costruire
parcheggi sotterranei,
condomini signorili di 9 piani, uffici,
negozi e locali; tutto
questo sotto il nome del progetto MAGOLFA
2000, un
progetto che va avanti da oltre
vent¹anni,che con questa
giunta ha trovato finalmente la sua
approvazione. Questi
cinque anni di occupazione hanno ridato
vita a un'area
nel cuore del ticinese, cinque anni che
hanno visto questo
spazio riempirsi di iniziative per il
diritto alla casa agli spazi
sociali, per gli immigrati, contro la
repressione, di solidarietà
con i prigionieri politici, ma sopratutto
cinque anni vissuti
nel quartiere, tra la gente contro quei
progetti speculativi
che lo invadono (Magolfa2000,
Parco Baravalle,
Grondasud, Sieroterapico,
svendita del patrimonio
pubblico immobiliare), progetti che
mirano solo ed
esclusivamente all'arricchimento dei vari palazzinari e dei
loro politici (BERLUSCONI docet), progetti che non
tengono
conto delle esigenze
di questo quartiere e della mancanza di
servizi.
In questi anni abbiamo sempre dichiarato
che se l'area fosse
stata convertita ad uso sociale,saremmo
stati disposti a
lasciarla,ma lo sgombero è l'unica
risposta reale che abbiamo
ricevuto.
Anche la demolizione che è seguita allo sgombero
di via Gola è stato completamente
illegale non solo
non esiste un permesso per la demolizione,non
solo
l' hanno compiuta di notte contro ogni normativa, ma
hanno demolito un area piena di amianto senza tener
conto dei sistemi di sicurezza obbligatori in
questi casi
per la salvaguardia della salute pubblica, riempiendo
il quartiere di polveri tossiche e cancerogene; oltre
a
questo hanno demolito le due case di via Gola senza
chiudere gli impianti del gas a tal punto che la via
ne
era satura, sarebbe bastata una scintilla della ruspa
per fare una strage. A tutto questo si aggiunge una
totale mancanza di alternativa per le famiglie
sgomberate che ancora oggi vivono per strada.
Il mandante di questa operazione è la
Prefettura, che ha
agito sulla base di problemi di "ordine
pubblico". Numerosi
gli abitanti del quartiere che hanno
dimostrato da subito
la loro solidarietà, scendendo per strada
e adoperandosi
come potevano. Via, via gli abusi sono
diventati sempre
più evidenti, portando anche a momenti di
tensione, che
hanno coinvolto direttamente alcuni
abitanti della zona
che sono stati picchiati dalla
polizia mentre si allontanavano
dal presidio ormai concluso. Questi
sgomberi colpiscono come sempre quei
compagni/e,che in questi anni non hanno
mai accettato
nessun livello di compromesso con le
istituzioni,e che
sono sempre al fianco degli
oppressi,ma soprattutto sono
da inquadrare in quello
che ormai, partendo da Genova
sta succedendo in tutta
Italia: arresti, perquisizioni, accuse
di 270bis, accuse di
tentato omicidio.Tutto questo
accanimento repressivo
nei confronti dell'area antagonista,
non fermerà la crescita
del movimento che in questa città
non ha mai smesso di
lottare.
Questa esperienza continuerà aldilà dei due sgomberi per
riaffermare ora e sempre
i nostri diritti, a partire da quello
di avere una casa per
tutti/e, per una società di liberi/e
ed uguali, senza
l¹alienazione del lavoro salariato e lo
sfruttamento dell¹uomo
sull'uomo. Saremo presenti nel quartiere per tutta la settimana e
oltre ed invitiamo
tutti/e gli abitanti a mobilitarsi. LIBERTA' PER ELIO ,MARIO,ANTONIO!!!
NULLA RESTERA' IMPUNITO!!!
SABATO
13 OTTOBRE
2001
CORTEO
CITTADINO
GOLAEST vive e
lotta!
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