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"Collettivo \"Studenti di Giurisprudenza in Lotta\"" <concia@supereva.it>
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Date
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Fri, 7 Dec 2001 23:32:58 +0100
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Subject
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ls: Novità dalle lotte per il Diritto allo Studio a Napoli
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NEWSLETTER del Collettivo Studenti di Giurisprudenza in Lotta di Napoli
web: http://digilander.iol.it/collettivonapoli - e-mail:
concia@supereva.it - tel.: 328/3863982
Venerdì, 7 dicembre 2001
ULTIME NOTIZIE DAL FRONTE DEL DIRITTO ALLO STUDIO A NAPOLI:
PROSSIME INIZIATIVE:
LUNEDI' 10 DICEMBRE: PRESIDIO DI FRONTE AL CONSIGLIO REGIONALE, indetto
dagli studenti delle residenze per incontrare i capigruppo e la commissione
cultura. ORARIO DA DEFINIRE
MARTEDI' 11 DICEMBRE: IN MATTINATA, ASSEMBLEA ALLA MENSA DELL'ISTITUTO
UNIVERSITARIO ORIENTALE
GIOVEDI' 13 DICEMBRE: MANIFESTAZIONE indetta dai Collettivi Universitari,
PARTENZA DA PIAZZA DEL GESU' ALLE 10,30
ULTIME INIZIATIVE:
IERI:
In seguito alla chiusura improvvisa, col pretesto di "motivi di igiene",
della mensa di via Mezzocannone, ultima mensa universitaria rimasta aperta,
si è svolta un'affollata assemblea, giovedì 6 dicembre, nell'aula Piovani,
facoltà di Lettere, via Porta di Massa. Nell'assemblea gli studenti
sfrattati dagli studentati e il Coordinamento dei Collettivi Universitari,
con la solidarietà del Comitato per la Casa e dei disoccupati del Movimento
di Lotta per il Lavoro, hanno rilanciato la lotta contro la chiusura di
mense e studentati. In seguito, ci siamo spostati sotto gli uffici della
Regione, dove abbiamo montato un presidio, con tanto di striscioni e
megafono, per pretendere di essere sentiti dall'assessore al Diritto allo
Studio, Nicolais. I capi delle guarde hanno risposto chiudendo le porte in
faccia ai manifestanti. Dopo 2 ore di sit-in, durante il quale diversi
studenti si sono succeduti al megafono, in seguito al blocco dell'ingresso,
l'assessore ha accettato di incontrare una delegazione di 5 persone: 1
delegato per residenza ("De Amicis" e "Paolella") e 1 per collettivo
(Lettere, Giurisprudenza in Lotta e Dipartimento di Lotte Sociali dell'IUO).
L'assessore si è dichiarato contrario allo sfratto degli studenti dalle
residenze, e ha promesso che farà pressione sull'EDiSU perché la delibera di
chiusura venga ritirata, purché, però, non vi sia una perizia che impone lo
sgombero. Ha inoltre promesso che farà pressione sul Governo per avere nuovi
stanziamenti. Per quanto riguarda la costruzione degli studentati, già 1
anno fa, in seguito a un presidio organizzato dal Collettivo Studenti di
Giurisprudenza in Lotta, insieme con le altre associazioni di facoltà e ai
lavoratori dell'EDiSU, l'assessore Nicolais aveva promesso la costruzione di
1.500 posti-letto per gli studenti a Napoli (mentre in città ci sono almeno
120.000 universitari...). Ebbene, Nicolais ci ha assicurato che il progetto
di costruzione di uno studentato a Monte Sant'Angelo, nuova sede delle
facoltà scientifiche, è stato approvato, e che i lavori inizieranno a marzo:
il problema è che questa nuova residenza conterrà solo 250 posti, e sarà
gestita per conto dell'EDiSU, ma da enti privati.
OGGI:
Questa mattina si è svolta nello studentato "Paolella", a Fuorigrotta,
un'assemblea alla quale sono intervenuti rappresentanti degli studenti e del
CdA dell'EDiSU, esponenti della regione e delegati dei sindacati delgi
inquilini, il SUNIA, e dei lavoratori dell'EDiSU. Moderava Paolo Iannotti,
direttore del quindicinale universitario "Ateneapoli".
Il dibattito è iniziato con gli interventi di Nancy, Michelangelo e
Francesco, delegati degli ospiti delle residenze. Gli studenti sfrattati
hanno ribadito le loro posizioni e contestato nuovamente la chiusura: gli
studentati "De Amicis" e "Paolella" (proprio quello in cui si è svolto il
dibattito), non è certamente pericolante, e a dicembre non sarà possibile
trovare nuovi alloggi; né sono sufficienti le 350.000 lire offerte
dall'EDiSU agli sfrattati, visto che a Napoli in questo periodo non si trova
nulla di decente da affittare a meno di £500.000 al mese. Hanno inoltre
accusato il CdA dell'EDiSU e il suo direttore Pasquino di averli ingannati,
dato che avevano promesso che i lavori di adeguamento alla legge n°626 del
1994 (motivazione addotta per la chiusura) si sarebbero svolti senza
sfrattare gli studenti. Gli studenti delle residenze ribadiscono di volere
la corresponsione dei servizi (posti-letto, pasti, borse di studio, prestito
libri, ecc.) previsti dal bando di assegnazione dell'EDiSU, e la loro
estensione a tutti gli altri studenti fuori-sede, e non la loro
monetizzazione. Questi interventi hanno suscitato molti applausi.
E' poi intervenuto Antonio Simeone, consigliere regionale del Gruppo SDI.
Simeone ha riferito di aver presentato un'interrogazione alla giunta
Bassolino per chiedere chiarimenti; si è dichiarato contrario alla
monetizzazione dei servizi e alla chiusura degli alloggi; si è inoltre
dichiarato favorevole all'apertura di nuove residenze e al miglioramento di
quelle esistenti. Simeone ha esortato gli studenti delle residenze ad andare
a presidiare il Consiglio Regionale per chiedere che i capi-gruppo e la
commissione cultura incontrino una loro delegazione.
Iannotti ha quindi invitato a parlare Francesco Borrelli, leader di
Confederazione degli Studenti, eletto al CdA dell'EDiSU, principale artefice
della delibera di chiusura. Borrelli ha rivendicato la chiusura di mense e
residenze e le convenzioni coi ristoranti privati, sostenendo che una
perizia dei Vigili del Fuoco chiedeva la chiusura degli studentati, che la
mensa pubblica è inefficiente, che è un diritto per gli studenti poter
scegliere tra mensa e ristorante. Ha inoltre affermato che il personale
della mensa è in esubero rispetto al numero di utenti, per cui l'EDiSU
spende £70.000 per ogni pasto fornito agli studenti. Ha sostenuto la
monetizzazione dei servizi, affermando che gli studenti evidentemente la
preferiscono, visto che la domanda di borse di studio è molto aumentata
negli ultimi anni. Ha inoltre confermato che queste chiusure fanno parte di
una strategia complessiva: in sostanza, Borrelli sostiene la sussidiarietà
del servizio pubblico: l'ente pubblico interviene solo là dove non ci sono
aziende private. Borrelli ha persino sostenuto che la maggior parte degli
studenti preferisce andare ai ristoranti (senza peraltro specificare in base
a quali dati può affermare una cosa del genere...).
Duramente contestato dagli studenti in sala, Borrelli si è visto costretto a
chiedere scusa per non averli consultati riguardo alla chiusura, e ad
affermare che farà "mea culpa" qualora altre perizie dimostrassero che le
residenze sono agibili. Ha quindi lasciato precipitosamente l'aula.
Umberto Cerchi, rappresentante sindacale per la CGIL nelle RSU dell'EDiSU,
ha invece sostenuto che la monetizzazione svilisce il mondo universitario,
in quanto strutture come una mensa e una residenza universitaria sono anche
luoghi di socializzazione, a differenza dei ristoranti e degli appartamenti
privati. Ha affermato che le strutture sono chiuse per motivi economici (e
non per la messa in sicurezza, come affermato dal CdA), e ha, giustamente,
dichiarato che i privati non potranno coprire i servizi per tutti gli
studenti. Ha poi avvertito che, in ultima analisi, la decisione, al di là
delle scelte amministrative dell'Ente, è politica, ed è agli organi politici
che bisogna chiedere risposte, "nero su bianco". Gli studenti in platea
hanno applaudito Cerchi, che ha, però, lasciato in anticipo l'assemblea per
raggiungere la mensa, dove si è poi svolto un incontro dei sindacati con
Pasquino, riguardo un contenzioso contrattuale.
E' quindi intevenuto Fabio Santoro, rappresentante della Sinistra
Universitaria al CdA dell'EDiSU, che ha votato contro la delibera. Fabio ha
duramente attaccato i rappresentanti di Confederazione degli Studenti,
contestando le affermazioni di Francesco Borrelli. Ha citato dati che
dimostrano che la maggior parte degli studenti frequenta le mense, e non i
ristoranti privati, e che se si finanzia, in convenzione, un ristorante
vicino alla mensa, in concorrenza con essa, non si vuole realmente il
rilancio della mensa stessa. La richiesta di borse di studio, ha detto, è
aumentata proprio per l'arresto nell'erogazione dei servizi, ed ha
denunciato il fatto che le borse di studio vengono erogate dall'Ente con 1
anno e mezzo di ritardo. Ha poi chiesto se il "Paolella" fosse meno sicuro
delle case abusive date ai fuori-sede a dagli affittuari "strozzini". Ha
chiesto conto del fatto che le residenze chiudano 30 mesi prima dell'inizio
dei lavori di ristrutturazione. Ha ricordato una precedente delibera
dell'EDiSU che escludeva sia la monetizzazione, perché considerata
incompatibile col servizio, sia l'affitto di case private, perché
impossibili da trovare a Napoli in questo periodo. Lunghi applausi hanno
salutato l'intervento di Fabio.
Sergio Carta, consigliere del CdA per la Regione, che ha votato contro la
delibera, ha invitato gli studenti ad andare in presidio sotto il consiglio
regionale lunedì. Ha ricordato il fatto che molte scuole di Napoli sono in
condizioni ben peggiori, ma che, malgrado le perizie dei Vigili del Fuoco,
non chiudono durante lo svolgimento di un pubblico servizio. Ha criticato
anche lui la concorrenza fatta alla mensa dai ristoranti convenzionati.
Fasbender, esponente di Azione Giovani al Consiglio degli Studenti della
Federico II, ha chiesto scusa per il voto del rappresentante di AG nel CdA,
che aveva votato a favore della chiusura. In seguito alle mobilitazioni dei
giorni scorsi, Azione Giovani ha quindi fatto marcia indietro.
Ha poi parlato Carla Napolitano del SUNIA, il sindacato degli inquilini, che
ha ricordato che esistono molti edifici inutilizzati a Napoli che potrebbero
essere riadattati a case dello studente, e ha annunciato una diffida legale
contro l'EDiSU insieme agli studenti delle residenze.
Impegno, consigliere comunale nelle file dei DS, ha definito "blitz" la
delibera del CdA e ha dichiarato che occorre invece migliorare la qualità
del servizio. Malgrado questo ha definito "estremista" l'ipotesi di gratuità
del pasto, equiparandola a quella della chiusura.
Finalmente ha potuto intervenire il compagno Vittorio, del Collettivo di
Lettere, che ha ribadito le posizioni del Collettivo: l'apertura della mensa
a tutti i proletari, contro il rincaro dei buoni-pasto e l'apertura di nuove
residenze oltre a quelle esistenti. Vittorio ha riaffermato la necessità che
gli studenti lottino uniti perché vengano loro riconosciuti questi diritti.
Il compagno ha ricordato le lotte intraprese in passato dal Collettivo di
Lettere contro la chiusura della mensa e per l'apertura serale delle
biblioteche universitarie. Vittorio, riferendosi alle dichiarazioni alla
stampa di Borrelli, secondo il quale il Collettivo di Lettere lo ha
minacciato, ha rivendicato il contenuto del volantino in questione, che non
affermava altro che la responsabilità di Borrelli nell'approvazione della
delibera di chiusura: "Si, certo l'abbiamo minacciato. Infatti abbiamo
scritto che il responsabile della chiusura è lui!" ha detto ironicamente il
compagno. Quindi ha lanciato l'appello a partecipare all'assemblea generale
indetta alla mensa dell'Istituto Universitario Orientale la mattina di
martedì 11, e alla manifestazione che partirà giovedì 13, alle 10,30, da
piazza del Gesù. L'intervento di Vittorio ha ricevuto molti applausi.
Dopodiché, Antonio Maria Rinaldi, esponente di Confederazione degli Studenti
(il gruppo di Francesco Borrelli) e presidente del Consiglio degli Studenti
d'Ateneo, pur confermando il documento del CdS che chiede la sospensione
della delibera EDiSU, ha rivendicato l'esternalizzazione dei servizi,
affermando che i soldi ci sono ma sono gestiti male. Inoltre ha sostenuto
che se l'erogazione dei pasti da parte dei ristoranti è insufficiente,
evidentemente ci sono poche convenzioni. Gli studenti in sala hanno
contestato il suo intervento.
Emanuele Lastaria, eletto al CNSU (Consiglio Nazionale degli Studenti
Universitari), ha contestato a Lastaria la sua scarsa chiarezza e le sue
contraddizioni.
Chiudeva il lungo dibattito un intervento di Pierluigi, del Collettivo
Studenti di Giurisprudenza in Lotta. Il nostro delegato ha esordito dicendo:
"Anche se sono un fuori-sede non sono né un rappresentante istituzionale né
uno studente delle residenze. Anzi, sono un privilegiato: perché il mio
padrone di casa ha registrato il contratto, anche se per un terzo di quello
che gli pago ogni mese; perché ho un bagno e una cucina, anche se non hanno
finestre; perché il mio appartamento è caldo, anche se c'è pochissima luce.
Soprattutto sono un privilegiato perché i miei due genitori, che sono
insegnanti e non sono certo ricchi, dopo una vita di sudati risparmi possono
permettersi di pagarmi un affitto di mezzo milione al mese, anche se il
mono-locale in cui sto è in realtà la contro-soffittatura dell'appartamento
del piano di sotto! Ma non tutti possono permettersi tanto!". Dopo essersi
dichiarato d'accordo con l'intervento di Fabio Santoro, Pierluigi ha esposto
l'inadeguatezza della somma di £350.000 e l'impossibilità di trovare un
alloggio decente a dicembre. A questo punto gli studenti dalla platea hanno
aggiunto che, come accennato dal compagno, di solito i proprietari a Napoli
non mettono per iscritto, né registrano, i contratti d'affitto, per cui è
impossibile presentare un contratto all'EDiSU per ottenere il rimborso.
Sulla necessità di soluzioni dignitose il delegato si è soffermato,
sostenendo che il Diritto allo Studio, e quindi al posto-letto, al
buono-pasto, ecc., non è una concessione fatta con spirito caritatevole,
bensì un diritto, che come tale presuppone che i nuovi studentati abbiano
accesso ai servizi, e non siano invece dei ghetti isolati dal resto della
città, tipo le "vele" di Secondigliano; che i pasti della mensa siano di
buona qualità; e che i libri prestati dall'EDiSU (servizio che nelle
residenze è stato sospeso) siano aggiornati: "Il mio Collettivo ha stilato
una 'top ten' degli esami più costosi: per un esame come Procedura Civile si
arriva a spendere £250.000 per i manuali, per cui molti studenti sono
costretti a fotocopiare illegalmente i libri per poter studiare". Riguardo
l'inefficienza della mensa e gli elevati costi degli studentati, il compagno
ha fatto notare che "nella più che ventennale gestione del signor Pasquino,
ci hanno riferito i lavoratori dell'EDiSU, non ci sono stati investimenti
nella mensa con conseguente usura dei macchinari, né ci sono state nuove
assunzioni, per cui molti lavoratori sono prossimi all'età pensionabile.
Inoltre la stessa distribuzione degli incarichi ai lavoratori è
inefficiente, come denunciato sempre dagli stessi dipendenti". Il delegato
ha ricordato che l'EDiSU è stato commissariato per mala-gestione, e ha
elencato, tra i cenni di assenso degli studenti e di Fabio Santoro, alcune
delle disfunzioni dell'EDiSU, come i finanziamenti alle associazioni
studentesche (molte sono presiedute dai consiglieri che hanno votato per la
chiusura), che hanno superato di oltre il 50% le previsioni di bilancio, o
il prezzo esagerato pagato per i viveri; ha fatto notare che le poche
centinaia di pasti che offrono i ristoranti non saranno mai sufficienti a
sostituire la mensa. Ha poi protestato per il fatto che gli studenti non
sono stati informati, ad esempio, su quali sono i criteri con cui sono state
stipulate le convenzioni coi ristoranti privati. Pierluigi ha poi ricordato
il presidio di un anno fa, insieme a Umberto Cerchi e ai lavoratori
dell'EDiSU, e ha riferito gli esiti dei presìdii dei giorni scorsi; inoltre
ha definito "sospetta" la chiusura improvvisa della mensa, che è avvenuta
senza alcun preavviso dopo due giorni di auto-gestione, per pretesi motivi
di igiene, senza che uno studente, che paga ogni anno una tassa per
finanziare il Diritto allo Studio, possa essere informato di nulla al
riguardo. Invitato da Iannotti a conludere, il compagno ha ribadito il
sostegno del Collettivo Studenti di Giurisprudenza in Lotta agli studenti
delle residenze, riconfermando che il Collettivo si atterrà alle loro
decisioni. Gli studenti hanno risposto all'intervento con scroscianti
applausi.
Iannotti ha chiuso l'assemblea invitando gli studenti a farsi sentire e a
lottare, anche sul piano legale.
CONTRO LA CHIUSURA DI MENSE E RESIDENZE UNIVERSITARIE
PER L'APERTURA DI NUOVE MENSE E RESIDENZE UNIVERSITARIE E IL MIGLIORAMENTO
DI QUELLE ESISTENTI.
PER PER IL RICONOSCIMENTO, POLITICO E GIURIDICO, DEL DIRITTO AL POSTO-LETTO
PER TUTTI GLI STUDENTI FUORI-SEDE, E DEL DIRITTO AL AL BUONO-PASTO E ALLA
BORSA DI STUDIO PER TUTTI GLI STUDENTI PROVENIENTI DA FAMIGLIE DI BASSO
REDDITO.
PER LA GRATUITA' DELLA MENSA E LA SUA APERTURA A TUTTI
CONTRO LA PRIVATIZZAZIONE DEL DIRITTO ALLO STUDIO
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