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DOCUMENTAZIONE - NAUTILUS

FUTURO PROSSIMO

4 INCONTRI A EL PASO organizzati da Nautilus e El Paso.Tutti gli incontri si svolgono alle ore 21,00 a El Paso,via Passo Buole 47 - Torino e sono anticipati da un'aperitivo alle ore 19,30.

Venerdì 29 Febbraio 2008

Dall’economia della catastrofe alla società del dono (II)
All’incontro partecipano oltre a Sergio Ghirardi, autore di Lettera aperta ai sopravvissuti, Valerio Bertello, Pepino Daniele e Paolo Ranieri.

All’appuntamento che ha inaugurato la precedente serie di incontri a El Paso, dedicato alle tesi esposte in Lettera aperta i sopravvissuti, era stata presentata, in forma scritta, un’analisi critica delle idee espresse nel testo. Dopo la sua divulgazione, il documento ha stimolato sia la risposta dell’autore sia l’intervento di altre persone che hanno scritto a proposito di quel libro e di quello scritto.
Sergio Ghirardi e gli autori di questi documenti, si incontrano per mettere a confronto i loro contributi; cercare di mettere a fuoco un percorso di pensiero e d’azione al di là degli ideologismi e delle tesi preconfezionate, coerente con il desiderio di libertà individuale e liberazione collettiva che la banalità, la povertà della vita quotidiana, la miseria vera, lo sfruttamento, l’ingiustizia sembrano relegare nel mondo dell’impossibile. La riproduzione integrale dei contributi critici al Libro di Sergio Ghirardi.

Venerdì 14 Marzo 2008

L’architettura del desiderio
Il progetto architettonico di una civiltà situazionista.
Presentazione del libro La nuova Babilonia con l’autore, Leonardo Lippolis.

Nell’immediato secondo dopoguerra il Capitale aveva impostato la sua ristrutturazione su una riorganizzazione capillare della vita quotidiana delle persone: le città dovevano essere riprogettate dagli urbanisti e vissute dalle persone in funzione dei quattro bisogni utilitari del lavorare-consumare-circolare-abitare. Su questa imposizione psico-fisica di massa si è andata strutturando l’odierna società dello spettacolo, con il suo portato di isolamento, alienazione, nonsenso, apatia. L’Internazionale situazionista non si è limitata a cogliere e denunciare questo processo degenerativo mentre era in atto, ma ha tentato di lanciare una controffensiva pratica che riuscisse a invertire la rotta sperimentando un uso antiutilitario e ludico dello spazio e del tempo della città, e invitando le persone a autocostruire e autogestire spazi, ambienti, architetture e situazioni.
Oggi che la recente rivolta delle banlieues ha dato ragione alla critica dell’urbanistica neocapitalista formulata allora (« privilegiati delle città dormitorio non potranno che distruggere» scrivevano profeticamente i situazionisti nel 1961 quando quelle nuove città-prigioni erano in costruzione), quell’eredità ha ancora un’ attualità propositiva da sperimentare nelle città di oggi?

Venerdì 4 Aprile 2008

L’autocostruzione in atto
Con la partecipazione di alcuni occupanti della Picharlerie, delle Ripe rosse, dei compagni della Cassa di solidarietà di Latina, degli abitanti di Ca Favale.

Per poter vivere è necessario usare spazi liberi, luoghi dove poter abitare e produrre ciò di cui abbiamo necessità. Nelle città tutto è congegnato perché lo spazio non possa realmente essere utilizzato per star bene, e soprattutto non possa essere gestito da te. La vita si svolge in luoghi che ne determinano il basso grado di soddisfazione, perché è stata fatta un’opera di divisione della nostra vita tra spazi privati e di lavoro, perché ci hanno insegnato ad abitare solo in famiglia e assegnato ad ognuno uno spazio limitato e diviso per sesso, età, censo. Fuori da questi schemi si è fuorilegge, ma fuori da questa visione e uso di spazi c’è la libertà, la possibilità di modi di agire più adatti alla vita. E’ in questa visione che occupare (o comprare?) con altri una casa, un alloggio, un terreno, significa dare spazio a modi di vivere più liberi e soddisfacenti, al di là della necessità contingente di un tetto sopra la testa o di un luogo dove poter impiantare la propria attività di lavoro.

Venerdì 18 Aprile 2008

Antipsichiatria e controllo farmacologico
Partecipano Giorgio Antonucci e le curatrici di Sorvegliato mentale. psicifarmaci e effetti collaterali. Modo d'uso, edito da Nautilus, Maria Rosaria D’Oronzo e Paola Minelli.

La psichiatria non è un settore della medecina, ma della criminologia e i suoi rimedi servono a controllare; non solamente chi manifesta più di altri la propria incompatibilità con le regole di qualunque tipo, ma i milioni di persone indotte a rivolgersi agli psicofarmaci, per sedare gli effetti di frustrazioni, stress, rabbia e quant’altro affligge la loro vita. L’introduzione e l’enorme diffusione sul mercato di nuove molecole psicoattive, il dilagare della psico-medicalizzazione su fasce della popolazione sempre più ampie sono forme di controllo importanti e pericolose che si tende a sottovalutare relegando il problema al mondo dei matti. Non può essere così quando si conoscono i dati di quanti consumano farmaci psicoattivi, o quando la lobby medico-farmaceutica tenta di introdurre l’uso di psicofarmaci per ragazzini vivaci.
I farmaci capaci di “riportare alla normalità” la vita alienata e la gravità dei danni prodotti da alcuni di essi hanno reso urgente la pubblicazione di SORVEGLIATO MENTALE, curato da Maria Rosaria D’Oronzo (Telefono Viola di Bologna) e Paola Minelli (Collaboratrice Osservatorio Salute Mentale).

 

 

BRUCIA EUROPA BRUCIA (volantino)

COS'È CANNABIS? (volantino)

EUROPA VAMPIRA (volantino)

INTORNO AL DRAGO (presentazione)

IN NOME DEL N.O.M. (volantino)

I SALVADORES DELLA PATRIA (volantino)

SUICIDIO MODO D'USO (volantino)

PER UN PUGNO DI DOLLARI (volantino)

ALEXANDER MARIUS JACOB... (volantino)

VOLANTINO ANTIPROIBIZIONISTA

   
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     

 

                                                 
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