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cura di Piero Tognoli: ACHTUNG BANDITEN! L'ecologismo radicale di
Marco Camenisch. Pagine 208, € 8,00
Dall'introduzione
di John Zerzan
"Non
ho mai incontrato Marco di persona, ma ho intrattenuto una corrispondenza
con lui durante questi ultimi anni. Conosco la sua storia di guerriero
per la Terra e per la vita e i principali aspetti della sua vita
di prigioniero politico.
È stato un grande privilegio per me venire a contatto con
il suo spirito e la sua energia formidabili dallaltra
parte del mondo! e conoscere la profondità della sua
visione e della sua critica.
Dietro tutto ciò, un quarto di secolo di appassionata attività
ovunque sia stato. Il coinvolgimento di Marco nella lotta cominciò
nella sua nativa Svizzera alla fine degli anni settanta, contro
lenergia nucleare. Allinizio del 1980 fu arrestato assieme
ad altri per aver danneggiato un traliccio e una centrale elettrica
nel nord-est della Svizzera. La condanna relativamente severa inflittagli,
dieci anni di reclusione, non rifletteva solo la sua resistenza
allautorità dello stato, ma anche la sua già
profonda comprensione della posta in gioco. Per Marco, lecocidio
attuato dallindustria energetica stessa, come parte della
distruttività del più generale sistema di dominio,
costituiva lobiettivo legittimo della sua azione diretta.
Evase dal carcere svizzero insieme con altri cinque prigionieri
nel dicembre 1981. Durante la fuga una guardia fu uccisa, ma non
da Marco. Nel 1989 una guardia di confine fu uccisa a Brusio e le
forze di polizia svizzere, sostenute dai media compiacenti, puntarono
il dito contro Marco. Dopo aver trascorso quasi undici anni in clandestinità
in Svizzera e in Italia, fu catturato (novembre 1992) in seguito
a una sparatoria con i carabinieri in Toscana. Questa volta fu condannato
a 12 anni di reclusione dalla giustizia italiana, ma fu poi estradato
in Svizzera nella primavera del 2002, dopo aver scontato nove anni.
Anche di fronte allimputazione più grave, lintransigenza
di Marco rimane quella di sempre: totale. Ha dovuto lottare per
ottenere persino le più basilari condizioni in carcere e
per poter mantenere contatti con famigliari e amici. Fortunatamente,
ha potuto contare sul sostegno attivo degli anarchici di varia provenienza,
che si sono mobilitati per proteggerlo contro gli abusi estremi
dei sistemi carcerari di due paesi.
Marco intrattiene una corrispondenza molto vasta e traduce vari
testi antiautoritari, nonostante le condizioni spesso estremamente
restrittive della sua detenzione. È uno degli esempi più
stimolanti del nuovo volto dellanarchismo, di una teoria e
pratica rinnovata, che non rinuncia a sollevare questioni fondamentali
e a condurre battaglie in questepoca di crisi sempre più
profonda ad ogni livello.
Giorno dopo giorno, diventa sempre più evidente che il cancro
globale del capitale e della tecnologia divora sempre più
vita in ogni sfera. Un numero crescente di specie, di culture radicate
nel territorio e di ecosistemi subiscono attacchi ad ogni livello.
Il cancro del formicaio produttivistico globale è sempre
allopera e consuma il suo ospite.
Considerato il suo straordinario impegno nella lotta contro la Megamacchina,
in realtà non sorprende che la prospettiva di Marco sia di
mettere in discussione la civiltà tecnologica. Per anni ha
partecipato di una visione di un mondo che non solo non ha bisogno
di essere gestito da un gruppo, da unélite o da una
burocrazia massificata, ma che può tornare ad essere libero
e sano.
Ciò a cui vengono attribuiti vari nomi anarchismo
ecologico, anticivilizzazione, primitivismo trova la massima
espressione in una vita come quella di Marco Camenisch.
La logica delladdomesticamento o del dominio della natura
è insita nella civilizzazione stessa e continua a manifestarsi.
In tandem con una sempre maggiore divisione del lavoro e una rapida
tecnicizzazione della vita su ogni piano, legemonizzazione
sembra continuare a trovare nuovi terreni di applicazione.
Forme di vita geneticamente modificate, vegetali e animali, sono
la nuova frontiera del nuovo millennio per approdare al Mondo Nuovo.
Tutto nella vita non è altro che un ammasso di materia da
progettare, programmare, clonare per mezzo di scienze che non sono
mai state così totalmente asservite al paradigma dominante.
Questo modello contamina la nostra stessa percezione della realtà.
Una società di consulenza New Age pubblicizza la sua competenza
professionale proclamando: Lamore non è un mistero:
è una tecnologia. Tutto è acqua da tirare al
mulino del pensiero strumentale, nulla è al sicuro dallavanzata
della macchina, dallanalogia con la macchina.
La clonazione umana è ormai vicina e quali strumenti esistono
per impedirla? La vita diventa sempre più sterile: riprogrammazione
con antidepressivi, pianificazione del futuro attraverso lanalisi
e la correzione genetica. La natura è ciò che la tecnologia
e il capitale decidono che sia, ovvero la fine di qualsiasi sfera
non addomesticata. Le foreste naturali diventano arboricolture;
le nostre emozioni, agonizzanti sul suolo arido, hanno bisogno di
una regolare manipolazione chimica.
Il nemico non sono solo le grandi imprese multinazionali. È
laddomesticamento stesso. Il disastro chiamato agricoltura
diventa sempre più visibile e comprensibile ogni giorno che
passa, con ogni nuovo livello di penetrazione e controllo. La salute
e la libertà ne esigono la fine.
Marco ha lottato per porre fine allincubo industriale da cui
dipende la modernità stessa. Ecco perché può
contare sullaffetto e il sostegno di così tante persone.
Sono estremamente felice che gli ottimi compagni di Nautilus abbiano
dato a noi tutti la possibilità di condividere parte della
sua vita.
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