Riceviamo e pubblichiamo
BOZZA DI STATUTO
DELLA CONVENZIONE PERMANENTE DI DONNE CONTRO LE GUERRE
SARA'
DISCUSSA A LODI IL 18 NOVEMBRE
novembre 2001, dalla Convenzione
permanente di donne contro le guerre
La CONVENZIONE PERMANENTE DI DONNE CONTRO LE GUERRE, che svolge da tempo un'attività preparatoria, si costituisce formalmente in associazione senza fini di lucro, oggi ..a Lodi presso .... e approva l'attività svolta finora e lo statuto del quale si allega bozza.
Le attività finora svolte sono il lavoro dei gruppi Guerra-economia, Guerradiritto e dell'Associazione "Rosa Luxemburg"; l'adesione alla Marcia mondiale delle Donne libere da guerre violenze povertà, al Gruppo Donne contro i G8, alla Marcia Perugia-Assisi.
La CONVENZIONE PERMANENTE DI DONNE CONTRO LE GUERRE è costituita da singole, associazioni, gruppi, collettivi, movimenti che ne condividano gli intenti e collaborino insieme a raggiungerli e attuarli. Ciascuna singola, gruppo, associazione collettivo mantiene la propria identità e autonomia per tutto ciò che non ha esplicitamente convenuto con la Convenzione. La Convenzione è una forma politica d'azione comune, non costrittiva e lascia il massimo di valenze libere alle componenti. È dunque una forma politica che tiene conto positivamente delle differenze che vi sono nei femminismi, le accetta e riconosce, non intende né soffocarle, né omogeneizzarle, considera la capacità di governare le differenze persino quando appaiano o siano teoricamente non componibili come il metodo politico che si propone di praticare e anche di indicare ad altri in una società complessa, che si vuole molteplice e non riducibile ad unità con metodi inevitabilmente autoritari.
Art.1 la Convenzione è formata da singole associazioni gruppi collettivi che intendano lottare contro le guerre e le loro cause, segnatamente il militarismo, le ingiustizie tra i popoli, le classi e i generi, le culture razziste xenofobe nazionaliste, le religioni nelle loro espressioni fondamentaliste.
Art 2. Per fare ciò la Convenzione attiva iniziative di riflessione e d'azione comune concordata, porta tale cultura in ogni altra attività nella quale s'impegnino (la prima meta è di ottenere l'iscrizione della lotta contro le guerre nella ragione sociale della Marcia mondiale delle donne)
Art.3.La Convenzione pratica l'azione nonviolenta, che considera il metodo decisivo per allontanare dalla politica in generale simboli metafore anticipazioni di guerra.
Aet.4 La Convenzione tiene un'assemblea plenaria almeno una volta all'anno, per definire le linee generali d'azione e la distribuzione degli incarichi necessari per conseguire e raggiungere le mete previste.
Art.5 Tra un'assemblea e l'altra la Convenzione nomina tre responsabili, che ne sono anche portavoce e tengono i rapporti con la stampa e i mezzi di comunicazione.
Art.6 Per le comunicazioni interne la Convenzione si serve normalmente di e-mail.
Art.7 La Convenzione, oltre alle responsabili, compone un Coordinamento nazionale formato dalle strutture di lavoro che costituisce via via, da una Segretaria per le comunicazioni e da un Gruppo risorse, per il reperimento di fondi per le varie attività.
Art.8 Le strutture di lavoro finora costituite sono: il gruppo "Guerre ed economia", "Guerra e diritto", l'associazione "Rosa Luxemburg", che ha lo scopo di costruire sulla base di riflessione ed azione una cultura politica che escluda la guerra come strumento per risolvere affrontare e governare i conflitti. Si propone la costituzione dei seguenti altri gruppi di lavoro: "Guerra ed ambiente", "Guerra e cultura", in particolare per il disinquinamento del linguaggio dal simbolico bellico e militarista e dell'insegnamento della storia da una visione bellicista delle relazioni tra i popoli.
Proposta finale: poiché è riconosciuto che nel nostro paese la rappresentanza e il potere politico sono inegualmente distribuiti tra i generi e una delle ragioni di ciò è il diseguale accesso alle risorse, la Convenzione si fa promotrice, insieme a tutte le forme del Movimento delle Donne, che intendano perseguire tale strada, della raccolta di firme per una legge di iniziativa popolare tendente a introdurre, anche per le associazioni di donne, istituite in forma visibile e con intenzione di agire con la massima trasparenza, l'accesso a una quota del gettito fiscale per il perseguimento dei propri fini.