Farc-EP:
lettera aperta ai presidenti
Signori
presidenti, primi ministri e capi di stato del mondo: vogliamo parlarvi dell'olocausto
del popolo della Colombia provocato dal presidente Alvaro Uribe Vélez
e dal governo più potente della terra, quello degli Stati Uniti.
Reds - Aprile 2007
L’attuale governo colombiano è illegittimo ed illegale perché
è stato imposto dall’orrore del narco-paramilitarismo.
Le notizie diffuse da questo martoriato paese confermano tutti i giorni tale
affermazione.
Quello della Colombia è un governo macchiato di sangue e cocaina.
Poggia sui massacri paramilitari, gli sfollamenti forzati della popolazione
ed i brogli elettorali.
I capi paramilitari proclamano apertamente che un’elevata percentuale
degli attuali congressisti è stata eletta da loro e segue le loro indicazioni.
E’ risaputo come quelle maggioranze abbiano alterato la Costituzione
del ’91 al fine di garantire la rielezione di Alvaro Uribe.
La Ministra degli Esteri ed il capo della polizia segreta di Uribe sono dovuti
uscire dal governo per via dei loro nessi col paramilitarismo. Il capo d’imputazione
formulato dalla Corte Suprema e dalla Procura ai parlamentari e governatori
uribista, che iniziano ad essere arrestati, è “associazione per
delinquere”…
Solo Washington afferma -con vergogna del popolo statunitense- che non vi
è governo più legittimo al mondo di quello di Uribe.
La Colombia è stata trasformata in un inferno in nome del neoliberismo
predatore. I rapaci di Wall Street hanno imposto la politica della “Sicurezza
Democratica”, nuova versione della terrorista Dottrina della Sicurezza
Nazionale che reprime il malcontento sociale ed assicura il saccheggio da
parte delle transnazionali.
Tale politica è puntellata dall’incremento delle truppe nordamericane
sul nostro suolo, l’impiego di tecnologia militare di punta made in
USA ed il “Plan Patriota” del Commando Sud, che assassina e fa
sparire i contadini, distrugge le coltivazioni di sussistenza, ruba il bestiame,
fumiga le campagne con sostanze letali e provoca lo sfollamento di massa della
popolazione.
La ricetta di Washington per garantire la spoliazione è terrorismo
di Stato e terra bruciata.
Le truppe statunitensi devono andarsene dalla Colombia; sono una vera minaccia
alla sovranità, alla pace ed alla sicurezza della regione. Non vogliamo
che questo territorio sia usato come piattaforma d’aggressione contro
alcun governo e popolo della Nostra America.
Ciò che accade in questo paese non è “realismo magico”.
Migliaia e migliaia sono i morti, e lo squartamento di persone con le motoseghe
non è fantasia. Migliaia sono i desaparecidos, e oltre 4 milioni gli
sfollati. Oltre 4000 sono le fosse comuni individuate dalla Procura, più
di 150.000 le persone arrestate in retate di massa e circa 500 i colombiani
ormai estradati negli Stati Uniti affinché siano processati, con leggi
straniere ed in un’altra lingua, per delitti politici e comuni commessi
in Colombia, a migliaia di chilometri dall’impero.
Uribe e Bush, con le loro truppe yankees e colombiane, con i loro paramilitari
e leggi ed il finanziamento della morte con denaro di narcotrafficanti, imprenditori,
allevatori e multinazionali petrolifere, bananiere e carbonifere degli Stati
Uniti, hanno generato una delle più gravi crisi umanitarie e di violazione
dei diritti umani nel mondo d’oggi.
Qui la spesa sociale è stata prosciugata dalla guerra mentre si moltiplicano
la povertà, le privatizzazioni, la disoccupazione, i salari da fame
e il debito estero, ed il paese viene impoverito con Trattati di Libero Commercio
caratterizzati dal dolo.
E’ impossibile che non si veda il barlume di questo triste olocausto.
I governi democratici del mondo devono togliere appoggio e credibilità
ad un regime, come quello colombiano, che si alimenta della violenza e che
elimina i suoi oppositori politici, ma non solo, posto che assassina o sfolla
anche gli abitanti delle aree che sono oggetto dei suoi investimenti e megaprogetti.
Signori Presidenti, Primi Ministri e Capi di Stato: il popolo colombiano ha
bisogno della solidarietà dei vostri governi e dell’accompagnamento
delle organizzazioni politiche e sociali dei vostri rispettivi paesi.
Ringraziamo il Presidente della Bolivia, Evo Morales, per le sue parole in
favore del popolo della Colombia, pronunciate al vertice del MERCOSUR a Río
de Janeiro, e l’atteggiamento umanitario del Presidente dell’Ecuador,
Rafael Correa, che ha deciso non solo di accogliere nel suo territorio gli
sfollati colombiani, ma anche di concedere loro la cittadinanza del paese
fratello.
Ai governi del mondo chiediamo di riconoscere il carattere di forza belligerante
delle FARC, cosa che dinamizzerebbe la ricerca di una soluzione politica al
conflitto sociale ed armato che vive la Colombia. Non siamo i terroristi dipinti
dalla propaganda distorta di Washington e Bogotá, bensì la resistenza
di un popolo alle politiche di dominio dell’impero e delle oligarchie.
Incarniamo il diritto universale, che hanno tutti i popoli del mondo, di sollevarsi
contro l’oppressione. Siamo un’organizzazione politica e militare
in lotta per un nuovo governo che porti al popolo, secondo il mandato del
Libertador Simón Bolívar, la maggior quantità possibile
di felicità.
Un passo verso la soluzione diplomatica del conflitto è lo scambio
umanitario di prigionieri di guerra in potere delle parti contendenti, cosa
che non si è concretizzata a causa della cecità di Uribe, che
si rifiuta di smilitarizzare un territorio per siglare l’accordo che
consenta la liberazione dei detenuti in montagna e nelle carceri del regime.
Crediamo che l’interscambio umanitario possa aprire le porte ad un processo
di pace, e nella ricerca della soluzione politica le FARC saranno sempre in
prima linea, pronte.
Vi giunga il nostro rispettoso saluto.
Segretariato dello Stato Maggiore Centrale delle FARC-EP
Nona Conferenza
Montagne della Colombia, marzo 2007