Umanità Nova - Archivio 1997 - art015
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Da "Umanità Nova" n.21 del 29/6/97.

Quando la solidarietà è a servizio del profitto

Notevole risalto pubblicitario è stato dato, attorno alla metà di giugno, alla "partita del cuore", appuntamento annuale all'insegna di sport e buoni sentimenti.
Lo sport consiste, appunto, nella partita di calcio fra la squadra dei politici e sindacalisti e quella dei cantanti; i buoni sentimenti sono rappresentati dallo scopo "benefico" a cui viene devoluto il cospicuo incasso.
A questo punto si potrebbe ragionare causticamente sull'aspetto nazional popolare, pacificatorio, consolatorio, pateticamente accattivante, biecamente promozionale di questo appuntamento pseudosportivo.
Più interessante, forse, è andare a verificare l'aspetto della "beneficienza", relativamente ai promotori, allo scopo e allo sponsor.
Partiamo da fondo. Sponsor della manifestazione è l'acqua "VERA"; niente di più azzeccato dell'acqua, segno di vita, purezza e rinnovamento, per supportare la nobiltà e la pulizia morale dell'iniziativa. L'impeccabile credibilità dello sponsor viene meno, però, appena proviamo a dare un'occhiata alla sua carta d'identità e soprattutto alle sue "generalità".
Il marchio ACQUA VERA appartiene al gruppo multinazionale svizzero NESTLE', maggiore società agrolialimentare del mondo, specializzata nella produzione di bevande, cereali-latte-dietetici, cioccolata e affini, surgelati e gelati, prodotti refrigerati, cibo per cani, farmaceutici.
Più volte sono stati resi noti atteggiamenti chiaramente offensivi della NESTLE' nei confronti dei lavoratori. In Inghilterra e in Francia sono stati denunciati la volontà di favorire l'occupazione precaria e atteggiamenti antisindacali pesanti. In Italia nel '94, dopo avere acquisito il marchio Recoaro, NESTLE' decise di operare 300 licenziamenti, per utilizzare diversamente il marchio; di fronte all'opposizione dei lavoratori, la società reagì tagliando investimenti e forniture di materie prime.
Trattandosi di uno dei maggiori commercianti e trasformatori di caffè e cacao, NESTLE' sfrutta prevalentemente manodopera del sud del mondo, con filiali in Camerun, Cina, Colombia, Corca, Ecuador, Egitto, Filippine, Ghana, Guatemala, Honduras, Kenya, India, Indonesia, Libano, Malesia, Messico, Nicaragua, Nigeria, Panama, Pakistan, N.Guinea, Perù, Senegal, Sri Lanka, Tunisia, Turchia, Venezuela. Soprattutto in Brasile e in Messico sono stati denunciati problemi di salubrità e sicurezza, impiego di manodopera femminile sottopagata, ricorso al subappalto, repressione antisindacale.
Ma lo sfruttamento nelle zone più povere del mondo avviene in modo ancora più sistematico. NESTLE', infatti, è il principale produttore mondiale di latte in polvere ed è stato denunciato per aver trasgredito il Codice OMS sul commercio di questo prodotto, promuovendo, anche nel "terzo mondo", l'uso del latte in polvere attraverso la distribuzione inizialmente gratuita di campioni del prodotto. Nelle zone più povere del mondo questo determina gravissime conseguenze, quali: diffusione di malattie e aumento della mortalità infantile per le condizioni non igieniche in cui viene ricomposto il latte e per l'uso di acqua spesso inquinata; perdita del latte materno e dell'autonomia nell'alimentazione dei figli piccoli, nonché situazione di dipendenza economica, che si aggrava soprattutto quando, dopo i primi mesi, cessa la distribuzione gratuita e il prodotto deve essere acquistato.
Contro la promozione indiscriminata di latte in polvere è in corso, proprio nei confronti di NESTLE', una campagna di boicottaggio internazionale coordinata da Baby Milk Action. La stessa associazione ha segnalato (dati del '94) che nello Sri Lanka è stato impedito alla NESTLE' di sbarcare 15 tonnellate di latte in polvere proveniente dalla Polonia e contaminato con particelle radioattive.
Tornando alla "partita del cuore", questi dunque sono gli scopi altamente umanitari della multinazionale da cui ACQUA VERA dipende, questa è la credibilità di chi assume il ruolo il sponsor nella gare di solidarietà.
Concludiamo fermandoci un momento sui promotori dell'iniziativa e sulla destinazione dei fondi ricavati. Promotori, manco a dirlo, sono i preti, che, appena reduci dalla campagna dell'otto per mille, non perdono occasione di accaparramento. In questo caso si tratta del tipo da salotto, specializzato, oltre che in presenzialismo televisivo, in gestione di comunità di recupero vario. Del gruppo in questione, denominato "preti coraggio", fanno parte don Ciotti, don Benzi e don Mazzi. Più curiosa è senz'altro la destinazione dei fondi, che tra vendita dei biglietti e sottoscrizioni in diretta tivù, sono stati ingenti: serviranno per costruire "momenti di legalità" (sic!) in collegamento con gli interventi delle comunità di recupero e, in particolare, per la formazione di operatori specificamente definiti "animatori di legalità"; queste, almeno, le dichiarazioni ufficiali degli organizzatori.
Una trasparenza veramente ammirevole: SI PUO' DARE DI PIU'?

Patrizia



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